Carosino (Taranto) – Per Natale vanno in scena i diversamente abili e l’amore raddoppia la solidarietà
Ha colpito lo scrivente la scritta Anffas sotto
il proscenio e la rappresentazione della commedia presentata da attori davvero
speciali. Il teatro di Carosino strapieno come nelle migliori occasioni per uno
spettacolo davvero gradevole ed emozionante.
Negli anni settanta, nel mio passato di
fermentatore sociale ebbi modo di conoscere il prof Dante Torraco che, nel 1971.
fondò l’Anffas di Taranto e per la prima volta qui e forse nell’Italia
Meridionale, la città e la provincia ebbe modo di gestire i ragazzi disabili intellettivi e relazionali che
vengono amorevolmente accolti per aiutarli a inserirli nel mondo delle
relazioni e del lavoro. Dante Torraco fu un medico illuminato ora ricordato in
associazioni e fondazioni e a Taranto c’è anche una via a lui dedicata a Paolo
VI.
Chi è di Taranto ricorda la scritta Anfaas in Viale
Magna Grecia che è rimasta per tantissimi anni; ora c’è la scritta CPRH ed è la
struttura gestita direttamente dall’Asl. Dante Torraco ci colpì con l’affermazione,
durante un convegno: “Ringrazio Dio – diceva il professore – di avermi dato un
figlio disabile, perché da allora ho davvero capito cos’è l’amore tra figli e
padri”. Certo, perfino partendo dal paradosso si raggiunge la felicità. Quella
di ieri a Carosino è la rappresentazione della bellezza, dove la parola, quella
che una spettatrice riesce a dire, dopo la scoperta che la gran parte degli attori
erano disabili, è ‘tenerezza’. Un sentimento dunque. Del resto è questo che volevano suscitare gli
organizzatori: sentimenti, relazioni, solidarietà come migliore risposta alla
dilagante indifferenza. Sono queste iniezioni di bontà che diventano linfa
sociale.
Come nella fiction televisiva “Ognuno è
perfetto” la diversità va in scena non per stupire, come nel barraccone
medioevale degli storpi, ma per colpire direttamente al cuore, per predisporci
al Natale con buoni propositi, per accogliere il diverso come portatore di
fortuna e speranza che, nello spettacolo, diventano la cosa buona, come il
Bambinello che all’improvviso compare nel Presepe, ed è tutto meravigliosamente
più chiaro. Ben fatto.

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