AIA decade senza prescrizione sanitaria

 



Aia acciaierie d’Italia: Rosa D’Amato (AVS Taranto) chiede chiarezza sulla prescrizione sanitaria. “se non ottemperata, l’aia decade.”

“non è solo una formalità tecnica: la prescrizione n. 2 riguarda la salute dei cittadini e la legittimità stessa dell’AIA. Se non è stata ottemperata, il provvedimento non può considerarsi valido.”

Così Rosa D’Amato, portavoce di EV– Alleanza Verdi e Sinistra Taranto, interviene dopo aver inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) la richiesta di trasmissione dei documenti relativi alla ottemperanza delle prescrizioni con scadenze fino a 90 giorni, previste nel decreto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello stabilimento Acciaierie d’Italia S.p.A. in Amministrazione Straordinaria.

La richiesta, inviata anche per conoscenza all’Istituto Superiore di Sanità, alla Regione Puglia e alla Provincia di Taranto e al Comune , pone particolare attenzione alla prescrizione n. 2, che impone il completamento della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) sulla base delle osservazioni dell’ISS.
Tale prescrizione, già evidenziata dal Parere Istruttorio Conclusivo del Ministero, costituisce condizione essenziale per la validità dell’autorizzazione: senza l’esito della VIS aggiornato e validato dall’ISS, l’intero impianto dell’AIA risulterebbe privo di fondamento sanitario.

“Chiediamo di sapere immediatamente se questa prescrizione è stata adempiuta — dichiara D’Amato —. La popolazione di Taranto non può vivere nell’incertezza su un punto così cruciale. Se la Valutazione di Impatto Sanitario non è stata completata secondo quanto richiesto, allora l’AIA non può essere considerata pienamente legittima”

Oltre alla prescrizione sanitaria, lam D’Amato ha richiamato nel documento anche altre scadenze a breve termine:

  • la Garanzia finanziaria R10 per il recupero ambientale (prescrizione n. 3);
  • l’Aggiornamento degli interventi PG1+PG2( Piano di Gestione delle Polveri (PG) (n. 199);
  • Descrizione completa degli scarichi (n. 92);
  • Studio di fattibilità per la gestione delle condense dei gas industriali (n. 436).

D’Amato conclude:

“Abbiamo chiesto che tutti i documenti relativi a queste prescrizioni siano resi pubblici sui portali del MASE, dell’ISS e degli enti di controllo. È una questione di trasparenza e di giustizia ambientale: Taranto ha già pagato un prezzo altissimo, e non può permettersi ulteriori omissioni o silenzi istituzionali.”



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