Proroga in Puglia per le rinnovabili Cer

Finanziamenti per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) in Puglia: proroga fino a gennaio 2026

di Mariangela Amato

La Regione Puglia al fine di proseguire il proprio impegno nella promozione della transizione energetica, si è adoperata per la diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), strumenti innovativi per la produzione e la condivisione locale di energia da fonti rinnovabili e pulite. Con una recente decisione, la Regione ha prorogato fino al 16 gennaio 2026 il termine per la presentazione delle domande di finanziamento previste dal bando “Selezione di proposte progettuali finalizzate alla costituzione di CER”, approvato inizialmente con la Determinazione Dirigenziale n. 155 del 10 giugno 2025.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili CER

Le CER sono aggregazioni volontarie di cittadini, piccole e medie imprese, enti locali, amministrazioni comunali, enti di ricerca, cooperative, organizzazioni religiose e realtà del terzo settore, che si uniscono per produrre, condividere e consumare energia elettrica da fonti rinnovabili.
Operano secondo principi di partecipazione e solidarietà, con l’obiettivo di generare benefici ambientali, sociali ed economici a livello locale, senza finalità di lucro.

Attraverso uno o più impianti di produzione localizzati nella stessa area geografica, i membri di una CER possono condividere l’energia prodotta utilizzando la rete nazionale di distribuzione. In tal modo, ogni partecipante è al tempo stesso produttore e consumatore di energia pulita, riducendo l’impatto ambientale e i costi dei consumi energetici.

La Regione Puglia è da sempre consapevole del ruolo strategico delle comunità energetiche nel contrastare la povertà energetica e nel favorire l’autonomia locale nella produzione di energia. Pertanto ha destinato 2,5 milioni di euro per il sostegno alla nascita e allo sviluppo di tali realtà.

I finanziamenti sono finalizzati a coprire:

  • -        studi di pre-fattibilità tecnico-economica, necessari per valutare la sostenibilità dei progetti;
  • -        azioni di sensibilizzazione, informazione e coinvolgimento dei cittadini e delle imprese;
  • -        spese di costituzione delle CER, comprese quelle amministrative, legali e notarili.

Il bando prevede una procedura “a sportello”, ossia l’esame delle domande in ordine di arrivo fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Possono presentare istanza gli Enti territoriali della Regione Puglia; gli Enti del Terzo Settore e le Cooperative di Comunità, o soggetti a essi assimilabili, costituiti da almeno tre anni e con sede legale in Puglia.

A questi ultimi è riservato il 40% della dotazione finanziaria, per valorizzare il ruolo del terzo settore nella transizione energetica. Ogni soggetto proponente può presentare una sola proposta progettuale, riferita a una singola configurazione di comunità, e la CER dovrà essere formalmente costituita entro sei mesi dalla concessione del contributo.

La proroga dei termini

La complessità del bando e i tempi tecnici necessari per la predisposizione dei progetti, hanno portato ad avanzare numerose richieste di proroga, pervenute alla Sezione Transizione Energetica della Regione, portando l’amministrazione a decidere di prorogare la scadenza originariamente fissata al 23 ottobre 2025.
Il nuovo termine per la presentazione delle domande è quindi alle ore 12:00 del 16 gennaio 2026, con la possibilità di ulteriori proroghe in caso di risorse residue.
Le istanze dovranno essere inviate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale ufficiale moduli.regione.puglia.it, secondo quanto già definito nell’Avviso pubblico.

Un modello democratico di energia condivisa

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano non solo uno strumento tecnico, ma anche una nuova visione democratica del rapporto tra cittadini, territorio ed energia.
Basandosi sull’autoconsumo collettivo e sulla produzione locale, le CER contribuiscono a ridurre le emissioni di CO₂, a generare risparmi economici per famiglie e imprese, a creare nuove opportunità occupazionali e a e favorire la partecipazione attiva dei cittadini nella gestione delle risorse energetiche.

In tal modo, l’energia diventa un bene comune, non più solo un prodotto da acquistare, ma un elemento di coesione sociale e solidarietà. Il modello proposto dalla Regione Puglia si inserisce dunque nella più ampia strategia europea e nazionale di decarbonizzazione e transizione ecologica, rafforzando il ruolo delle comunità locali nella costruzione di un futuro energetico sostenibile e democratico.

 


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