Ascolino Bernardi, dal mondo di relazioni nella sua Paganica allo spazio
Una panchina in pietra al Santuario d’Appari dai coetanei del 1964, in memoria dell’amico scomparso un anno fa
PAGANICA
(L’Aquila) – In una domenica di fine ottobre un significativo, singolare gesto
in memoria dell’amico Ascolino,
quello dei suoi coetanei del 1964. Per ricordarlo hanno fatto realizzare una
panchina in bella pietra ambrata, sistemata all’ingresso del viale d’accesso al
Santuario della Madonna d’Appari a Paganica, il paese dove l’ingegnere
elettronico che progettava per l’esplorazione dello Spazio era nato e viveva.
Sullo schienale è impressa questa frase: “Ascoltare,
dialogare, fare silenzio, pregare, riposare, e anche le parole non dette volano
libere nello spazio e nei pensieri per…”, una sintetica summa dell’indole
di Ascolino e un invito a non disperdere il tempo nell’effimero, per dedicarlo
invece a quel mondo di intimità e meditazione, insieme a parole, opere e
relazioni d’amicizia che hanno davvero senso e valore. Oltre la frase il
disegno di un “rover” e del pianeta Marte,
scelta non casuale perché tanto della ricerca e della progettazione Ascolino ha
dedicato alle apparecchiature spaziali, come si dirà. Ma andiamo con ordine,
nel racconto.
Ascolino Bernardi nasce a
L’Aquila per l’anagrafe - in effetti a Paganica
- il 12 agosto del 1964, terzo figlio di Agata Lorenzetti (per tutti Dina) e di
Domenico, fondatore della società
IRTET, acronimo di Impresa Reti Telefoniche Elettriche e Telegrafiche, società
rimasta attiva fino alla fine degli anni ’90 del secolo scorso. È l’amatissimo
“piccolo di casa”, arrivato dopo 6 anni dalla sorella Anna e 8 e mezzo dalla primogenita Marcella. Come da usanza tradizionale, prende il nome del nonno,
che tutti chiamavano comunemente Ercolino (Cannapuccio,
il soprannome a Paganica), ma il cui vero nome attestato in tutti i documenti
risulta, appunto, Ascolino. Nome mai
sostituito con altro: Ascolino è sempre stato, per tutti, Ascolino, e lui lo ha
portato sempre molto volentieri.
Ascolino frequenta a Paganica la scuola elementare
“Francesco Rossi”, alunno del compaesano maestro Antonio Divizia. A L’Aquila la scuola media - la
“Pascoli”, in via san Marciano - ed il liceo scientifico “Andrea Bafile”. Nel
1991 si laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università dell’Aquila, con
il Prof. Francesco Valdoni, con una
tesi sperimentale sui circuiti integrati VLSI, sviluppata a L’Aquila presso
l’Alenia Spazio (oggi Thales Alenia
Space Italia), dove viene assunto a seguito di un percorso di tirocinio.
Per
più di trenta anni Ascolino è
componente di un gruppo d’avanguardia nell’ambito della competenza elettronica,
con elevata abilità nello sviluppo di progetti complessi di circuiti digitali,
portandone a termine un numero davvero elevato, e nei processi di verifica,
maturando un’esperienza duratura e proficua che non è facile trovare nei
contesti accademici e industriali. Fin dai primi inizi della sua carriera ha
svolto anche un ruolo di supporto e guida per studenti e giovani ingegneri,
nell’ambito della collaborazione tra ateneo e azienda, che si è sempre
articolata sul duplice percorso della ricerca e della formazione degli
studenti.
È
difficile comprendere del tutto il suo lavoro, a causa del livello così
altamente specialistico di questa particolare branca dell’ingegneria
elettronica, indispensabile per le telecomunicazioni. Se il papà Domenico con la “sua” IRTET aveva
lavorato per le telecomunicazioni nel secondo dopoguerra, realizzando la posa
di centinaia di chilometri di linee
telefoniche in palificazione, che hanno connesso paesi e città dell’Abruzzo ma
anche di altre regioni, Ascolino
lavora nel campo delle comunicazioni satellitari contribuendo alla
progettazione di circuiti digitali facenti parte, ad esempio, dei cosiddetti trasponditori
satellitari per telecomunicazioni.
In
parole povere, se alcuni dei satelliti in orbita intorno al nostro pianeta
riescono ad inviare e ricevere dati e segnali alla e dalla base a terra, è
grazie a questa tecnologia così avanzata, sviluppata in un’azienda
d’avanguardia del nostro territorio aquilano, grazie allo studio e all’impegno
lavorativo di tecnici di così elevata competenza come il nostro Ascolino, che ha dato un contributo
anche in missioni di cui un po' tutti abbiamo notizia perché hanno avuto una
grande eco mediatica, come ad esempio:
·
“Rosetta”, la missione spaziale
sviluppata dall'Agenzia Spaziale Europea
(ESA) e lanciata nel 2004, con l’obiettivo dello studio della cometa
67P/Churyumov-Erasimenko. La sonda vera e propria è stata chiamata Rosetta,
perché l’obiettivo della missione è svelare i segreti riguardanti il sistema
solare e la formazione dei pianeti; il nome del lander, Philae, deriva dall'isola in cui fu ritrovato un obelisco che ha
aiutato la decifrazione della stele di Rosetta;
·
la
missione spaziale ExoMars sviluppata
dall’Agenzia Spaziale Europea e da Roscosmos per esplorare il pianeta Marte. Di tale missione è stato
parte il lander Schiaparelli, che è
stato progettato e costruito in Italia da Thales
Alenia Space con lo scopo di fornire a ESA la tecnologia per compiere un
atterraggio controllato sulla superficie del Pianeta rosso.
Ascolino, però, non è
solo l’ingegnere. È anche l’appassionato di sport, in primo luogo il Rugby,
grande conoscitore della storia della palla ovale, sia della gloriosa L’Aquila Rugby che del Paganica Rugby: nomi, storie e aneddoti
di partite, campionati, personaggi. Presente, ogni volta che gli è stato
possibile, sugli spalti dello stadio aquilano, o all’Olimpico di Roma per
incontri del “6 Nazioni”, o in Irlanda solo per veder giocare i neozelandesi
AllBlacks E poi amante della nostra città L’Aquila e della sua storia, della
montagna, del cinema, del jazz, della buona cucina… Infine, ma non per ultimo, Ascolino amava l’amicizia, la
convivialità, i paesaggi, le cose belle, l’arte, tutto ciò che poteva nutrire
il corpo e l’anima. Ma sempre con quel suo particolare tratto di autenticità,
di attenzione ai valori e alle persone, cifra della sua straordinaria sensibilità
culturale e affettiva nelle relazioni.
Legato
fortemente alla sua famiglia e al suo paese, Ascolino ha saputo conservare intatte le intense e significative
relazioni con gli amici del ’64, come con i compagni di scuola di ogni ordine,
sempre presente nelle ricorrenze ed animatore di iniziative di aggregazione.
Impegnato nel sociale, è stato particolarmente vicino all’AIDO - Associazione Italiana Donatori di Organi, nella quale ha
anche ricoperto il ruolo di Presidente del Gruppo comunale dell’Aquila. Ascolino, che nelle ultime settimane
aveva portato con grande dignità, coraggio e consapevolezza i suoi problemi di
salute, tenuti sempre nella personale discrezione quasi a difendere la serenità
di amici e colleghi, è deceduto prematuramente il 4 agosto del 2024.
Questi
pochi cenni biografici e sulla storia professionale di Ascolino non hanno la pretesa di raccontare a pieno la persona, ma
definiscono il contesto della sua vita e contengono elementi che ci fanno
comprendere il “perché” e il “come” della panchina realizzata dai suoi amici
paganichesi della classe 1964, inaugurata in un bel pomeriggio di sole domenica
19 ottobre. Alla bella e sobria cerimonia erano presenti le sorelle Anna e Marcella con le loro famiglie, i colleghi di ricerca e
progettazione nella Thales Alenia Space, gli ingegneri Mariano Livi e Francesco
Quaranta, colleghi anche di studi universitari, com’anche l’ing. Fortunato Santucci, Professore
ordinario di Telecomunicazioni all’Università dell’Aquila, l’amico di famiglia don Federico Palmerini parroco della
Parrocchia Universitaria dell’Aquila, Mariano
Volpe, presidente del Comitato pro Santuario. Inoltre tanti altri amici.
Tra
questi soprattutto i suoi coetanei della “classe 1964”, che hanno promosso e
realizzato questa magnifica iniziativa in memoria di Ascolino: Gianna Ferella, Norma Paiola, Giustino Tennina, Paola
Cicino, Vincenzo Centi, Eric Tudico, Dario Ferella, Silvana Pasqua, Roberta
Vivio, Alessandra Amicarelli, Paolo Moro, Concettina Panepucci, Augusto Zugaro,
Patrizia Bernardi, Gianni Tennina, M.Grazia Mattuccilli, Rita Castri, Giulia
Mecchia, M.Grazia Chiaravalle, Gianni Zugaro, Marino Rotellini, Luciana
Cocciolone, Tiziana Garnieri, Sabatino Fiordigigli, Annamaria Ferella,
Annamaria Bottacchiari, Daniela Volpe, Sandra Ciuffetelli e Don Dionisio
Rodriguez, parroco di Paganica, che dalla Colombia, dov’è in visita ai
familiari, ha mandato un affettuoso messaggio.
Anna e Marcella hanno condiviso con
puntuali sottolineature il significato del
gesto dei coetanei di Ascolino. La
“panchina” ci parla dell’amicizia. È segno della profondità dell’amicizia,
grandissima forma d’amore. Il “perché” sta in un legame di nascita, appunto la
“classe 1964” di Paganica, che si è trasformato in un sentimento profondo,
diventando vita vissuta, vicinanza, fraternità vera. La storia professionale di
Ascolino, invece, ci fa capire il
“come”. Fornisce la chiave di lettura dei simboli che sono stati incisi sulla
panchina, il rover e il Pianeta
rosso, che parlano inequivocabilmente di lui a chi lo ha conosciuto e amato. Don Federico ha brevemente tratteggiato
il valore dell’amicizia, il senso della coltivazione della memoria, la scelta
sul “dove” collocare la panchina, nei pressi del Santuario, il luogo altamente
simbolico della spiritualità di Paganica, molto amato da Ascolino. È seguita la
recitazione del Padre nostro, preghiera che Gesù ha insegnato agli apostoli e a
tutti i cristiani, poi la benedizione.
C’è
poi il “perché” di una panchina vicino al Santuario della Madonna d’Appari? È
una seduta che ti accoglie e ti invita ad alzare lo sguardo verso la Vergine
Maria, madre che ha conosciuto il dolore, ma ha conservato la Speranza.
Chiunque arriverà al Santuario, troverà questo pensiero, questo invito, questa
consolazione al proprio dolore. “Siediti su questa panchina, riposa un attimo,
affida il tuo dolore a Maria, senti accanto a te tutti coloro che, come te,
sono feriti per la perdita di una persona cara, alza lo sguardo a Dio, a Gesù
Risorto...”. Dunque questa non è semplicemente “la panchina in memoria di Ascolino - ha annotato Anna - ma la panchina di tutti, donata al Santuario da quegli amici che hanno
sofferto per la perdita di uno di loro, ma hanno risposto con la generosità,
con la fede, con un gesto di accoglienza rivolto a tutti, ad ogni passante o
pellegrino.”
Dopo
l’inaugurazione chi scrive ha conversato - sulla personalità, la sensibilità e
le connotazioni caratteriali di Ascolino -
con tre suoi amici speciali, Francesco
Quaranta, Mariano Livi e Fortunato Santucci, con i quali egli ha
condiviso gli studi liceali e quelli universitari nella Facoltà di Ingegneria
dell’Ateneo aquilano. I primi due sono poi stati per un trentennio suoi
colleghi di lavoro alla Thales Alenia
Space, azienda di produzione, ricerca e progettazione (di satelliti e
componenti spaziali) insediata nell’area industriale dell’Aquila, mentre il Prof. Santucci è un docente di
Ingegneria dell’Ateneo aquilano e direttore del Centro di Eccellenza Ex-EMERGE.
Mi hanno parlato della discrezione di Ascolino
riguardo le sue condizioni di salute, fin quando, avvertendo la gravità della
condizione, egli li ha chiamati da Bergamo, dov’era ricoverato, confidando a
ciascuno il suo stato clinico, quasi scusandosi. Un modo per salutare quei suoi
tre amici straordinari, un congedo affettivo profondo, come solo Ascolino
poteva immaginarlo a qualche giorno dalla sua dipartita.
L’Ing. Livi così ha
tratteggiato l’amico e il compagno di studi e di lavoro: “Con Ascolino abbiamo condiviso gli studi universitari e l'attività
lavorativa e professionale. Un percorso impegnativo, ma allo stesso tempo ricco
di gratificazioni. Ascolino era una persona schiva, riservata, metodica e molto
preparata. La cosa che ho apprezzato maggiormente di lui è stata la grande
dignità con cui affrontava i problemi di salute che hanno caratterizzato la sua
vita, confinandoli sempre all'interno di una sfera personale e privata, senza
lamentele e vittimismo. Non ha mai "utilizzato" i suoi problemi
personali per trarne vantaggio alcuno, affrontava ogni giorno con estrema
naturalezza e professionalità, come se i suoi problemi non esistessero. È stato
un grande insegnamento per tutti noi.”
Bella
e intensa anche la testimonianza che il Prof.
Santucci mi ha consegnato. “Ascolino, collega e amico di una vita. Nel ruolo di docente di
telecomunicazioni dell’Università degli Studi dell’Aquila ho avuto modo di
stabilire e consolidare nel tempo proficui rapporti di collaborazione con Thales Alenia Space e, in particolare,
con il team di ingegneria che si occupa di progettazione di circuiti digitali
presso il sito dell’Aquila. In tale contesto l’Ing. Ascolino Bernardi, laureatosi presso la nostra università e a
sua volta inseritosi in azienda a seguito di un percorso di tirocinio
coordinato dal compianto Prof. Francesco
Valdoni, ha apportato un eccellente contributo ai progetti di ricerca
congiunti con l’accademia locale e nazionale. Ha trasmesso, inoltre, il suo
prezioso bagaglio di conoscenze e competenze ai numerosi studenti che, già
dall’anno accademico 1995-96, ebbe modo di seguire come supervisore nell’ambito
delle internship aziendali. Il profilo professionale dell’Ing. Bernardi – sottolinea il Prof. Santucci – è stato corredato da qualità umane e intellettuali di indiscutibile
pregio, che risultano fondamentali per trasferire ai nostri studenti
motivazioni, sostegno, attitudine alla collaborazione e educazione al rispetto
reciproco. Sono proprio la presenza e l’attività quotidiana di professionisti
come l’Ing. Bernardi che
contribuiscono alla crescita generale delle conoscenze, allo sviluppo di
un’azienda high-tech, allo creazione delle tanto auspicate collaborazioni
accademico-industriali e, infine, alla crescita complessiva del territorio nel
quale si opera. Al di là, e prima ancora, del contesto professionale, ho avuto
modo di conoscere e frequentare Ascolino sui banchi del liceo e
dell’università, per consolidare poi una grande amicizia per tutta la vita, condividendo
questo privilegio con la mia famiglia e con gli altri componenti di un
bellissimo e solidale gruppo di amici. Innumerevoli sono i ricordi, alcuni dei
quali legati a passioni comuni come il rugby, e un elemento che sicuramente li
caratterizza è la piacevole compagnia di una persona buona, onesta, di grande
spessore intellettuale, comunque generosa e disponibile verso gli altri anche
quando le vicissitudini di salute ne hanno messo duramente alla prova la
tenuta. Quando Ascolino mi telefonò,
alla fine di un caldo pomeriggio di fine luglio del 2024 con la voce un po’
flebile ma con i modi sempre gentili, per informarmi che il giorno dopo avrebbe
dovuto subire un esame diagnostico piuttosto delicato in quel di Bergamo, fui
indotto immediatamente a realizzare che si trattava di un repentino e doloroso
commiato.”
La memoria di Ascolino vivrà nel ricordo dei tanti che lo hanno conosciuto e frequentato, dei suoi colleghi di studi e di lavoro, degli amici con i quali ha condiviso passioni sportive e predilezioni culturali, dei coetanei paganichesi con i quali ha vissuto tante giornate di allegria e fraternità, condividendo in armonia iniziative e conviviali nel segno del rispetto reciproco, dell’attenzione premurosa e solidale, dell’amicizia vera. Ascolino Bernardi lascia un esempio di talento professionale non ostentato, di modestia, propria delle persone di grande valore, di attaccamento a valori universali. Ascolino ha reso davvero un grande onore a Paganica, L’Aquila e all’Abruzzo, la terra che gli ha dato i natali e della quale è andato sempre orgoglioso.
Un’ultima
annotazione, ma di rilevante significato. Su proposta e con contributo di
Thales Alenia Space- Italia l’Università degli Studi dell’Aquila, con decreto
del Rettore Prof. Edoardo Alesse emesso il 24
luglio 2025, ha deliberato di conferire 2 Premi di Laurea dell’importo di Euro
2.000 (duemila) ciascuno per tesi di Laurea Magistrale in Ingegneria
Informatica, Ingegneria Elettronica e Ingegneria delle Telecomunicazioni,
inerenti a tematiche relative all’analisi, simulazione e progettazione di
dispositivi ed architetture di elaborazione digitale del segnale per
applicazioni satellitari, intitolati alla memoria dell’Ing. Ascolino
Bernardi. Si prevede che entro la fine dell’anno l’apposita Commissione
valutatrice avrà esaminato le numerose candidature già pervenute e avrà
decretato i vincitori.
Foto 1 – Ascolino
Bernardi
Foto 2 - da sin: Anna e
Marcella Bernardi, Daniela Torlone, Fortunato Santucci, Francesco Quaranta,
Mariano Livi
Foto 3 - parte dei
coetanei di Ascolino, classe 1964
Foto 4 - Panchina
ricordo Ascolino
Foto 5 – Inaugurazione
Foto 6 – Paganica -
Santuario Madonna d’Appari






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