Olimpiadi e grandi abbuffate

 



Cento giorni dall’inizio delle Olimpiadi Milano-Cortina. La grande abbuffata, a partecipare a consorzi e appalti di opere alcune di scarsa utilità.

di Erasmo Venosi


 Parteciperanno oltre 2.900 atleti provenienti da 90 Paesi, che  richiameranno 2,5 milioni di visitatori e un’audience globale stimata in 3 miliardi di persone. 

Le sole Paralimpiadi  ( dal 6 al 15 marzo )  dovrebbero portare nel Nord-Est 406mila spettatori (di cui 300mila tra Veneto e 106mila in Lombardia) generando qualcosa come 186 milioni di euro di spesa sul territorio (di cui 141 milioni in Veneto e 45 milioni in Lombardia. 

L’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026 ha comportato costi,  per circa 1,8 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti 3,6 miliardi di euro stanziati per la realizzazione di infrastrutture sportive e di trasporto. Totale: 5,4 miliardi di euro. Evento  affidata alla Fondazione Milano Cortina, che può contare sui 400 milioni di euro stanziati dal Cio (il Comitato Internazionale Olimpico) su fondi  derivanti da sponsorizzazioni e diritti televisivi, mentre Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina)  , società partecipata da tutti gli enti pubblici coinvolti, tra cui, in particolare, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  segue il versante dei lavori pubblici facendo affidamento su circa 2,8 miliardi di euro di risorse statali e su circa 500 milioni provenienti da Regioni, Province Autonome e Comuni.

 Ricorre il rituale iniziale di marca leghista sull’opera a carico dei privati , che costa poco e che genereranno occupazione e crescita del reddito. 

Nella fase successiva agli annunci si verifica che il costo delle opere è di circa 5,4  miliardi , a prevalenza contribuzione dello Stato. 

Lo  scalo di Porta Romana, un’ex area ferroviaria di circa 190.000 metri quadrati, è tra i più progetti di rigenerazione urbana di Milano e area dove sorge il villaggio Olimpico. L’intenzione è di destinare a case popolari e per studenti dopo i giochi , ma una attenta giornalista Selvaggia Lucarelli scrive che il Villaggio ì di una bruttezza immorale  “ e il sospetto che case popolari e studentato potrebbero diventare “un’operazione immobiliare di lusso mascherata da iniziativa sociale”. 

Il braciere olimpico sarà acceso il 6 febbraio 2026. In ombra gli ingenti debiti e i fondi pubblici chiamati, a ripianarli. La Fondazione ha chiuso il 2024 con un bilancio in perdita di ulteriori di 30,5 milioni di euro, che si aggiungono ai 108,8 del 2023 per un deficit patrimoniale totale accumulato di 150,3 milioni di euro. 

Previsto un  effetto diretto, indiretto e indotto sul PIL di 2 miliardi e 901 milioni di euro. Risultato a fronte una spesa di oltre 5 miliardi e 400 milioni di euro, di cui 1 miliardo e 600 milioni spesi per l’organizzazione dei giochi e ulteriori 4 miliardi e 120 milioni di euro per le varie opere connesse (il 68% del totale per le sole opere stradali). Alcune voci di spesa per importanti finalità appaiono rilevanti, per esempio, il progetto della torcia olimpica Essential ,  costato 644.217 euro.  

Altra voce il programma tecnologico PISA, che si concentra sull’integrazione di tecnologie per migliorare l’esperienza di atleti, partecipanti e spettatori con costo di circa 152  milioni di euro. Problematici i rapporti della Fondazione Milano Cortina 2026 con molte ditte e aziende che attendono di essere pagate. I debiti accumulati per il parcheggio sotterraneo di Livigno arrivano a due milioni di euro. Preoccupante è la stima dei debiti di gestione della pista da bob di Cortina che,  in due decenni potrebbe determinare un debito di circa 13 milioni di euro. Il decreto legge sullo  Sport di giugno  ha autorizzato il Comune di Milano e la Regione Lombardia a finanziare i maggiori oneri relativi a due infrastrutture chiave per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: l’Arena Santa Giulia (PalaItalia) e il Villaggio Olimpico

Mancano secondo il Corriere della Sera al completamento delle due opere 67 milioni di euro e di questi solo 21 milioni sono stari versati dallo Stato e per realizzare PalaItalia. 

Il finanziamento attingerà a un fondo ministeriale, con attenzione al rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato. Solamente un quarto delle opere è stato realizzato nel Nord Est pur in presenza di un budget quadruplicato. Come racconta il Gazzettino, infatti, la Piazza delle Medaglie di Cortina non sarà pronta in tempo per i Giochi di Milano Cortina 2026 e quindi sconosciuto il luogo di premiazione di discipline    come sci alpino, sci di fondo, bob, skeleton, slittino, curling, salto, combinata che si disputano tra Cortina, Trento, Bolzano e zone limitrofe.

 Dovevano essere premiati nella nuova Piazza delle Medaglie, da erigersi ai piedi del vecchio trampolino delle Olimpiadi invernali di Cortina 1956.. Come riportato da Valori : “  Secondo il Corriere del Veneto, in generale nel Nordest un’opera su quattro non sarà conclusa in tempo. Sette su venticinque non saranno pronte entro la data d’avvio. Mentre quattro di quelle concluse in tempo lo saranno solo parzialmente.

 In attesa di capire se la famigerata pista di bob di Cortina, di cui abbiamo ampiamente scritto su Valori, sarà davvero pronta per il 5 novembre. E lo sarà o meno con costi più che raddoppiati a 118 milioni di euro, rispetto al budget iniziale di 47 milioni poi aumentato a 85 milioni. Di sicuro non sarà conclusa la maggior parte delle opere stradali. E le decine di cantieri aperti per altre opere inutili, tra memoriali e foresterie”.


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