Comparto 32 non è il disegno della città che piace
Il consiglio di Stato ferma la cementificazione e plaudono AVS e Movimento cinque stelle
Complice l’area industriale, Taranto ha una dimensione identica
a San Francisco che ha 800 mila abitanti.
Occorre porre un limite ora, basta creare quartieri satelliti, una città
estesa è difficile da gestire.
Verdi/AVS: “sentenza importante, fermata la
cementificazione! Accogliamo con soddisfazione la sentenza del Consiglio di
Stato che ha confermato la legittimità della scelta dell’Amministrazione
comunale di ricondurre le decisioni sul Comparto 32 nell’ambito del Piano
Urbanistico Generale.
Si tratta di un pronunciamento importante che rafforza un principio per noi fondamentale: la pianificazione urbanistica deve rientrare in una visione complessiva, che guardi alla rigenerazione e al ricompattamento della città”
E proprio di rigenerazione abbiamo bisogno. In un articolo ho parlato dell’esempio di alcune
imprese edili che accarezzano l’idea di ricreare il Borgo di Taranto come Green
2030
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| Il consigliere Europa Verde Antonio Lenti |
Su questo aspetto rivendicano i Verdi la battaglia “politica portata avanti in Consiglio Comunale, grazie alla quale siamo riusciti a bloccare ulteriore consumo di suolo pubblico e nuova cementificazione, negando la possibilità di allungare ulteriormente la città con edilizia residenziale e commerciale, danneggiando il commercio di vicinato e di prossimità.”
Anche il M5s interviene sulla vicenda accogliendo la sentenza come “un passaggio decisivo per il futuro urbanistico della città”
“Il Movimento 5 Stelle di Taranto” questa la
loro nota “ sottolinea il valore della decisione definendola “una
vittoria importante per la città e per tutti quei cittadini che hanno creduto
in un modello di sviluppo diverso”.
Secondo il M5s la
pronuncia mette la parola fine a una vicenda che avrebbe comportato una nuova
espansione edilizia, ritenuta non coerente con le esigenze del
territorio. “Si chiude definitivamente una vicenda che avrebbe portato
a un’ulteriore espansione residenziale e commerciale, in contrasto con una
pianificazione moderna orientata alla rigenerazione urbana”,
Il Movimento rivendica il proprio ruolo nella battaglia
politica e amministrativa contro il progetto. “Siamo stati tra i
protagonisti di questa opposizione, portata avanti con coerenza dentro e fuori
le istituzioni”, affermano, ricordando anche la scelta di lasciare la
maggioranza durante l’amministrazione Melucci. “Abbiamo
rinunciato all’assessorato e alle posizioni di governo pur di non avallare un
modello di sviluppo speculativo”, sottolineano.
Nel documento si evidenzia inoltre l’attività svolta sul
territorio, con incontri e momenti di confronto pubblico. “Abbiamo
continuato a lavorare al fianco dei cittadini per costruire consapevolezza su
un tema cruciale per il futuro della città”, aggiunge il Movimento.
La decisione del Consiglio di Stato viene interpretata come
un segnale più ampio per le politiche urbanistiche locali. “Non è solo
lo stop a un singolo comparto, ma un messaggio chiaro: Taranto non può più
permettersi nuove espansioni speculative”, si legge nella nota.
Da qui la richiesta di un cambio di rotta nelle scelte
future. “Serve una svolta verso il consumo di suolo zero, il recupero
dell’esistente e la rigenerazione delle aree già compromesse”, affermano i
pentastellati, che concludono ribadendo l’impegno a monitorare le prossime
decisioni urbanistiche.
Bene vigilanza dunque, perché Taranto merita un risanamento
e vero e un altrettanto vero piano urbanistico generale, per ridisegnare la
città dei nostri avi e recuperare migliaia di anni della sua storia.


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