Hermes Academy Onlus Cultura delle differenze nelle scuole di Taranto


Di Luigi Pignatelli Presidente Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto,
già vittima di più aggressioni di stampo omofobo

Continuano le attività formative promosse dall’Assocazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto all’interno delle scuole di ogni ordine e grado di Taranto e provincia.
Giovedì 28 aprile, alle ore 11.15 Luigi Pignatelli, presidente della cellula provinciale Arcigay, coordinerà un nuovo incontro con gli alunni dell’I.P.S.S. Liside di Taranto, finalizzato alla diffusione della cultura delle differenze. Presso la sede centrale in Via Ancona, introdurrà, inoltre, Daniela Spera, dott.ssa in chimica farmaceutica, esperta in ecologia, responsabile del Comitato LegamJonici, che terrà la lectio magistralis “Ambiente e salute. La conoscenza ambientale come crescita culturale e benessere collettivo”.
Pignatelli, i formatori di Hermes Academy e gli attivisti di Arcigay Taranto torneranno presso l’I.P.S.S. Liside il 17 maggio p.v., in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omotransfobia. Il 30 aprile incontreranno, invece, gli allievi del Liceo Artistico Lisippo di Taranto, sede distaccata del Liceo Artistico Calò, per parlare di prevenzione a malattie a trasmissione sessuale, omo-trans-bifobia, violenza di genere.
               
Per visionare il calendario completo delle iniziative promosse dall’Associazione Culturale Hermes Academy – Arcigay Taranto con il supporto della rete IsolArcobaleno nella provincia di Taranto ed oltre, consultare il sito www.hermesacademy.blogspot.it



Aggressione di stampo omofobo a Manduria (TA) nell’anniversario della Liberazione
Apprendiamo con dolore la notizia dell’ennesima aggressione di stampo omofobo, sul finire di una giornata lunga, che ci ha visti impegnati su più fronti lungo l’intera provincia per celebrare l’anniversario della liberazione.
Le cicatrici di tutte le persone violate non potranno mai cicatrizzarsi del tutto e notizie come queste ne tardano la guarigione.
Mi addolora scoprire che teatro del vile attacco è Manduria, comune della provincia su cui insiste la nostra cellula Arcigay, comune la cui amministrazione supporta le iniziative da noi promosse in loco, soprattutto nelle scuole, e che lo scorso anno aveva compiuto la scelta assai inclusiva di istituire il registro delle unioni civili.
Riconoscere nella descrizione del protagonista di questa triste vicenda Francesco, una mia conoscenza, mi disarma.
Noi attivisti LGBTQI abbiamo moltissimo lavoro da fare ancora nelle piazze e nelle scuole, nei centri di aggregazione intergenerazionale, nei luoghi di lavoro.
Ieri, manifestando pacificamente assieme all’ANPI presso il Palazzo Ducale di Martina Franca (che ha ospitato il convegno omofobo di Gianfranco Amato), a qualche chilometro di distanza dal luogo in cui si sarebbe consumata la violenza, per la prima volta dopo tanti anni mi sono sentito avvolto dal calore del tricolore, simbolo di una nazione in cui la legge non è uguale per tutti.
Non essere etero in Italia oggi equivale ad essere cittadini di serie B, non poter godere di diritti inalienabili. Sentirsi appellare in tutti i modi, subire ogni genere di violenza fisica e psicologica e non poter appellarsi ad alcuna legge specifica. Cercare se stessi negli occhi della persona amata e dover essere costretti ad andare all’estero per sposarla, salvo poi tornare nel proprio Paese e ritrovarsi nubile/celibe, in quanto per la legge italiana tu ed il tuo sposo siete due perfetti estranei. Non poter essere al suo fianco, stringendo a te la sua mano, mentre è su un letto d’ospedale. Allevare, con amore pieno, un figlio che ti chiama mamma/papà, con la consapevolezza che quella splendida creatura gode di una tutela parziale dei diritti, poiché per lo stato italiano ha un solo genitore e se il tuo compagno o la tua compagna (suo genitore biologico) dovesse perdere la vita, tuo figlio diventerebbe orfano di stato. Combattere ogni giorno contro pregiudizi che ritenevi essere debellati, ma che ora sono tornati ad incatenare il tuo diritto all’amore, con veglie e manifestazioni, espressioni dell’odio e dell’ignoranza di chi, mosso da vera perversione (che nulla ha a che fare con il Dio dell’amore) ed egoismo, confonde la parola diritto con privilegio, inventa la teoria del gender e tenta in tutti i modi di impedirti di continuare a proporre percorsi sani di educazione all’affettività negli istituti di ogni ordine e grado, nonostante tu abbia sempre agito nella legalità, coinvolgendo sempre tutti e tre gli attori dell’educazione e dell’istruzione scolastiche: docenti, alunni e genitori. Non essere etero in Italia può significare anche desiderare e, a volte, decidere di togliersi la vita, perché  le ingiustizie, le offese, la violenza fisica e soprattutto psicologica assumono un peso troppo pesante da sopportare.
Tutti possiamo essere poeti. Tutti possiamo comprendere il peso delle parole, tutti possiamo imparare a misurare un gesto, tutti possiamo assumere il ruolo di veggente di un paese in cui la libertà possa finalmente essere appannaggio di tutti e tutte. Questo processo è possibile solo mediante la diffusione della cultura delle differenze e la condivisione delle peculiarità di cui ciascun essere vivente è portatore.

A Francesco, che sempre espresse un pensiero per me quando venni aggredito negli anni passati, e alla sua famiglia va l’abbraccio di Arcigay Taranto, il supporto del nostro team di psicologi e legali e la gratitudine per la determinazione e l’impegno profuso negli ultimi anni in nome della libertà.
Il 25 aprile è tutti i giorni: tutti e tutte possiamo fare resistenza, possiamo usare il nostro corpo come strumento politico.
Albert Einstein ci insegna che “Il mondo è un posto pericolo, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma a causa di quelli che osservano senza dire nulla.” L’omofobia è un mostro la cui arma più potente è il silenzio, mediante il quale spesso la nostra nazione si rende complice di crimini come questo.
Spezziamo le catene del silenzio, denunciamo ogni violenza subita o a cui assistiamo, vinciamo il peso delle nostre paure e facciamo il nostro coming out, ogni giorno, come Francesco.


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