Taranto - Con Falanthra onlus la prosa di Irma Albano, musica, arte e suggestioni


Qual è la differenza tra la poesia e la prosa, si chiedeva Irma Albano, poetessa, scrittrice. Per dirla con Eco o meglio Montale (che lui cita in un libro), la poesia si fa con le parole, la prosa è narrazione, parla di cose.

Nel primo caso, nella poesia, c’è il senso di quello che non è scritto che va immaginato come diceva anche delle sue installazioni il Fabio Di Cuia rispetto agli aforismi e le belle immagini che sussurrano al cuore. Nella prosa l’impegno è maggiore per disegnare contorni, esprimere sentimenti, descrivere paesaggio e persino l’abbigliamento dei personaggi. Possiedi bene quello di cui parlerai. Poi fai vivere incredibilmente i personaggi con le loro passioni che assumono quella giusta coerenza nella finzione di cui il lettore si nutre entrando nella storia. 

Come funziona meravigliosamente nel metalibro "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino.

Nella presentazione di ieri sera, in questa iniziativa di Falanthra presso il Bar Bernardi al Canale di Taranto, incalzata dalle domande dell’attore Antonio Fanelli, l’autrice del libro: “Ginevra” Irma Albano parla a ruota libera, del passato soprattutto, perché il suo romanzo breve parla di un amore vintage, contrastato, frenato, nascosto, con altri tempi da scandire, con le sue suggestioni di una vita ristretta vissuta però con caparbietà; e l’amore è sempre il coronamento di una vita di sacrifici, per questo diventa grande, grande come diceva Mina.

 Irma Albano afferma che la scrittura narrativa per lei è come un riscatto verso un professore di Italiano che affermò che lei copiava. Stride ciò in un mondo attuale come oggi dove il copia e incolla è persino talvolta la prassi.  

Quella di Irma appare una scommessa come lei stessa sintetizza affermando: Ho potuto constatare che tutto comincia in un attimo, in un giorno qualunque della vita, quando meno te lo aspetti. Tutto sta nel non lasciarsi sfuggire quell'attimo.”  Affermazione che nella saletta del Bar Bernardi risuona come un sorta di liberazione.

Ma la cronaca della serata continua tra gelati e caffè, con la chitarra classica di Paolo Zaccaria, un ragazzo che studia al Conservatorio Nino Rota di Monopoli e già gira il mondo per concerti. Anche questa è Taranto, talenti e poesia e voglia di fare.

Come quella di Daniela e Cesare che insistono sul Centro Alzheimer più, partecipando a bandi, insistendo con il Comune. Daniela parla di quel buco nero che c’è tra la prima diagnosi e l’ospedalizzazione, ovvero la fase di recupero, di trattamento con le tecniche di animazione specialistica per ritardare il più possibile l’avanzare del male.

Nella prossima settimana faremo un reportage sul centro in piena attività. Cesare mi parla delle prossime iniziative, mi mostra le foto delle centinaia di persone che sono state a Nuova Siri l’estate scorsa tanto che quest’anno il Comune di quel tratto di Lucania,  ha detto che gli affideranno anche l'intera organizzazione. Cresce l’onlus, cresce nel sentimento generale, nella consapevolezza che si va avanti. Ora il Centro Servizi Volontariato ha contribuito con la stampa di 1000 brochure da far arrivare ai medici di famiglia. 

Per la semplice ragione che il Centro Alzheimer più si rivolge alle famiglie che sono le prime a cadere in depressione quando si conclama la malattia. E questo lo fa con servizi sanitari, specialistici di terapisti e neurologi dando a pazienti e famiglie quel supporto che manca, quella che ieri Mattarella diceva, a proposito del volontariato quell'impegno forte a sostegno degli altri.

Chiudo con Irma Albano che ieri ci ha fatto partecipare alla sua "finzione" come si definisce il romanzo, o fiction come dicono gli inglesi, come quella di Manzoni quando mise sulla strada Don Abbondio che incontra i bravi in quel di Lecco. Ma siamo a Taranto negli anni 50 del secolo scorso e la protagonista Ginevra ha 14 anni...una storia quindi da leggere. 
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