Obama a Londra invita al voto contro Brexit, L'Europa studia come limitare l'esercizio di voto


Di Maurizio Compagnone
  L'Europa è una brutta figura dell'Unione Sovietica prima della sua implosione. In ambe 2 le vicende si era a conoscenza della crisi interna, ma non si era preparati per affrontarla. Nell'URSS il ritardo delle riforme, fece si che la CIA, approfittando dell'inquilino polacco al Vaticano, piazzasse un suo uomo ai vertici dello Stato, Gorbaciov, il quale si inventò la Glasnost che avrebbe dovuto rendere il regime più aperto e la Perestroika per riformare un’economia in profonda crisi, tutto questo scenario era stato ampiamente studiato e preparato a Washington per far implodere il regime, cosa che accade pochi mesi dopo.

Un fatto eclatante dovrebbe far riflettere, pochi mesi dopo il suo insediamento, Gorbaciov si recò a Roma per rendere visita al Papa polacco, il manovratore della fine dell'Unione Sovietica. Una visita di cui pochi attenti osservatori ne hanno capito le motivazioni.

Sono trascorsi 30 anni e ora l'Europa si trova nella medesima situazione, questo perché l’Unione Europea non è una istituzione fondata su un regime democratico, ma frutto di un insieme di accordi giuridici imposti da elites che pretendevano e pretendono tuttora di avere la prerogativa esclusiva di conoscere cosa è bene e cosa è male per il Vecchio Continente.

Tutto questo impedisce alla UE di affrontare le problematiche che la stanno minando, la profonda crisi economica, la marcia a 2 velocità, la questione migranti sfuggita di mano, la sfida al terrorismo, le questioni medio orientali e infine la crisi ucraina, sono solo alcune delle più importanti.

Nel caso della vicina Ucraina, la UE non ha teste pensanti per prendere decisioni proprie, così si sposano le posizioni dei leader ucraini marionette di Washington che pretendono sanzioni al paese meglio strutturato dell'Europa, la Russia, con il quale invece di rafforzare il dialogo lo si distrugge.

Gli strateghi statunitensi, sono al corrente della debolezza dell'Europa che sopravvive solo grazie alle norme giuridiche, le stesse applicate anche nel caso delle sanzioni alla Russia.
Purtroppo la UE non ha capito che una Unione Europea così concepita, non può più funzionare, c'è da rivedere l’intera impalcatura.

Bisogna ripensare ad una Europa che sia Unione di Razze, Popoli, Culture e Culti e in questo la Russia non può starne fuori.

Bisogna mettere fine ad una UE Unione di Stati che si regge in piede solo per norme giuridiche coercitive. In Europa i dissapori aumentano in molti si sostiene che una Europa così concepita non può più funzionare, ha bisogno di riforme strutturali. Il rischio è altissimo si avrebbe il medesimo risultato già visto con la fine dell'URSS, l’intero sistema imploderebbe e ogni Paese andrebbe per la sua strada.

Di questo ne sono consapevoli alla Commissione europea e i principali leader europei che continuano ad affrontare le crisi che si susseguono applicando nuove toppe.
Di questa impossibilità di riformare l’Unione Europea e di cambiare le sue politiche economiche, determinate dai poteri forti (lobby finanziarie e multinazionali) e la sua politica estera asservita agli Stati Uniti ne è consapevole la popolazione, che, ad ogni consultazione elettorale vede crescere i partiti alternativi ed euroscettici.

E’ accaduto in Francia con il Fronte Nazionale di Le Pen, si è ripetuto in Spagna con la sconfitta del Partito Popolare e l’affermazione di Podemos del leader Pablo Iglesias, è accaduto in Austria con la vittoria del Partito di estrema destra FPO del leader Norbert Hofer e pensiamo che si ripeterà, in Gran Bretagna nelle consultazioni del 23 giugno.

L'Europa si sta trasformando in un campo di battaglia tra un elettorato che dà segni di crescente insofferenza, da una parte, e le istituzioni comunitarie e le leadership politiche dei principali Paesi europei, dall’altra. Lo scontro sta diventando aspro, l’insofferenza dell’elettorato ha trovato sponda in Governi, come quelli di Polonia ed Ungheria che non accettano i diktat di Bruxelles.

Nel 2016 la situazione andrà peggiorando tutt'al più l’economia europea continuerà a stagnare.
Di fronte a queste prospettive, c'è da aspettarselo che si levino voci dissenzienti che
mettono in dubbio la validità del sistema democratico, sostenendo che non deve essere demandata all’elettorato la decisione su problemi gravi e complessi come quelli che il Vecchio Continente è chiamato ad affrontare. Insomma, in nome dell’ideale europeo, reso misero da questa Europa, si comincia a ventilare l’ipotesi di ridurre il potere di voto al popolo, che l’Unione Europea ha spesso già ignorato e contraddetto.

Prestiamo attenzione a questi processi estremamente pericolosi e prepariamoci a difendere le istituzioni democratiche nazionali. Saremo vigili su ogni legge che il Parlamento si appresta a votare, prevedo una spinta con la vittoria alle presidenziali negli Stati Uniti della signora Hillary Clinton.

Dobbiamo opporci con la forza al cappio che la UE ci vuole porre intorno al collo. Abbiamo solo un'arma tornare a votare compatti e costringerli a deglutire un boccone amaro. Se Clinton vince, per l'Europa non ci sarà futuro, sarà rafforzata la presenza militare statunitense in paesi dove è già presente e in nuovi paesi delle regioni dei Balcani, Croazia, Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia, Bulgaria, guarda caso ai confini con la Serbia. La nostra storia è fitta di moti rivoluzionari non dimenticatelo.
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