Lizzano (Taranto) - 22 aprile 2016 – Commemorazione della LIBERAZIONE


L’I. C. “A. Manzoni” di Lizzano, in collaborazione con il Centro per la diffusione della lettura Giovanna Righini Ricci e l’Amministrazione comunale di Lizzano (Ta), ha commemorato nell’aula magna del plesso “Chionna”, venerdì 22 aprile 2016, il giorno della Liberazione, proponendo a genitori, docenti e alunni, la lettura ad alta voce del libro Il ribelle di Eleonora Laffranchini, Raffaello 2015, ed illustrato da Mauro Marchesi.
Il prof. Cosimo Rodia e gli studenti della scuola secondaria “Chionna” di Lizzano hanno letto alcune pagine intense, drammatiche e realistiche, che hanno dato conto delle sofferenze, delle lotte, delle speranze, dei gesti eroici di tanti uomini qualunque, grazie ai quali l’Italia ha saputo chiudere una pagina buia della sua storia e aprire le porte alla libertà.
Hanno salutato: la Dirigente Scolastico, Lucia Calò; la delegata alla Cultura del comune di Lizzano, Chiara Caniglia; il presidente del Centro “G. Righini Ricci” Cosimo Rodia, che ha ringraziato tutti i ragazzi che hanno saputo cogliere lo spirito della lettura dando il meglio di sé e interiorizzando il messaggio civile del bel volume della Laffranchini.


Scheda de Il ribelle di Eleonora Laffranchini, Raffaello 2015
Eleonora Laffranchini ha compiuto un’operazione editoriale di ottima sartoria; per parlare della resistenza ha scritto il romanzo Il Ribelle, illustrato da Mauro Marchesi; l’Autrice, utilizzando più generi narrativi, dal diario alla lettera alle foto, inseriti in una cornice storica dei nostri giorni, ha presentato vari personaggi che con le loro azioni, i loro pensieri e speranze hanno permesso all’Italia di svoltare in senso democratico, chiudendo un’esperienza storica fatta di dolore e tragedie.
Il plot. Il preadolescente Giorgio cambia casa perché i genitori si separano; si trasferisce nella casa della famiglia materna, dove avevano vissuto i due bisnonni, di cui il ragazzo rinviene i diari, delle lettere e delle foto…; sono documenti che narrano: sentimenti personali, l’innamoramento, la separazione forzata per la guerra, l’adesione convinta alla lotta partigiana.

La mamma di Giorgio ha la funzione di dare le coordinate storiche per far comprendere ai lettori dove e per quale fine si muovono i singoli protagonisti della microstoria. Dalle lettere traspare l’amore dei due ventenni, la tragedia della guerra, l’occupazione nazifascista e la lotta per la libertà.
Sono pagine emotivamente intense, che rappresentano azioni di sabotaggi, sequestri di soldati, volantinaggio…, svolte con l’esuberanza della gioventù e col sogno di un futuro democratico.
Le microstorie hanno il compito di tracciare la macrostoria e dare almeno la percezione della follia degli uomini, le sofferenze seminate, i sogni infranti, il segno indelebile del male…

Una narrazione lineare, senza orpelli e senza ridondanze che fa dell’essenzialità l’arma vincente, visto che sarebbe stato facile cadere nella retorica e nel didatticismo.
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