Martina Franca -Il Comune precisa sul patrocinio per il convegno organizzato dal “Gruppo Medjugorie”
In merito alle
polemiche riguardanti la delibera di Giunta comunale del 21/04/2016 n.216,
avente come oggetto “Concessione patrocinio e utilizzo sala consiliare al
gruppo Medjugorie”, si precisa quanto segue.
Lo scorso 14 aprile la
legale rappresentante del “Gruppo Medjugorie” ha presentato una regolare
richiesta di concessione del patrocinio e utilizzo della Sala Consiliare di
Palazzo Ducale per lunedì 25 aprile, per l’incontro “Giù le mani dai bambini
e dai ragazzi” sul tema della famiglia, libertà educativa e ideologia
gender, con un intervento dell’avvocato Gianfranco Amato, presidente
nazionale dell’ Associazione “Giuristi per la vita”.
Il criterio utilizzato
dall’ Amministrazione Comunale, in questi anni, nella concessione delle sale
Comunali e del patrocinio ( atto che rappresenta un riconoscimento simbolico) è
stato sempre quello di non entrare nel merito dei contenuti, esprimendo giudizi
o valutazioni di parte, ma di garantire, SEMPRE, la libertà di espressione,
così come sancito dalla Costituzione italiana, con il preciso obbiettivo di
fare di Martina Franca una città libera e aperta a tutte le voci.
Un criterio non scelto
a caso, ma che si ispira proprio all’art. 21 della Costituzione che dice “Tutti
hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo
scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Tale diritto non
rappresenta una mera enunciazione di un principio, ma individua nella libertà
di parola una portata amplissima, assegnando la titolarità del diritto a tutti,
nessuno escluso, e non solo a quei cittadini con cui si condivide un principio
comune.
Il rispetto dell’art.
21, perciò, non consente quindi di fare differenziazioni di sorta, tranne,
naturalmente, quando non siano rispettate le leggi dello Stato; ma, a tal proposito,
si sottolinea che dall’oggetto del convegno non si evincono violazioni di leggi
dello stato e che gli stessi proponenti sono incensurati.
Diversi orientamenti e
criteri invocati, in questi giorni, si possono prefigurare come una preventiva
limitazione della libertà di manifestazione di pensiero, mortificando il senso
di una comunità aperta, libera, inclusiva che ha le carte in regola per
promuovere convegni, dibattiti, incontri, in cui ciascuno può esprimere il suo
punto di vista, senza ledere la dignità altrui.
Si osserva che quando
si respinge, preventivamente, la libera espressione e la manifestazione delle
proprie idee, si corre il rischio di incarnare una idea di stato autoritario (e
persino totalitario) che è stato cancellato dalla Liberazione.
A quanti hanno
chiesto, di non far celebrare l’incontro il 25 aprile (Festa della Liberazione
dalla dittatura fascista) ma in un’altra data dell’anno, si precisa che non è
compito dell’Amministrazione Comunale stabilire quando celebrare i convegni.
Tra l’altro, negare
l’utilizzo delle sale comunali e la concessione del patrocinio utilizzando un
criterio diverso da quello stabilito in questi 4 anni, unicamente per la data
del 25 aprile, può rappresentare, forse, una contraddizione con i principi di
libertà e apertura che sono ispiratori di questa Amministrazione comunale,
nonché della stessa Festa della Liberazione.
L’Amministrazione
comunale, ovviamente, rispetta il parere di tutti e considera, comunque, le
critiche ricevute riguardo questa scelta come una opportunità di arricchimento
e crescita culturale, non ritenendosi depositaria della verità assoluta.

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