Taranto - Convocazione Consiglio Comunale Monotematico: “Piano di riordino sanitario”
Su Taranto e la sua Provincia incombono due
emergenze sociali che rivestono carattere di priorità assoluta: Ambiente e
Salute. La valutazione della specificità del territorio per le condizioni di
salute della popolazione impone la predisposizione di un piano sanitario
generale ed integrato al quale ancorare gli interventi da parte delle
istituzioni pubbliche, ognuna per le sue responsabilità e competenze. Una
visione di sistema del servizio sanitario provinciale, il potenziamento dell’organizzazione
territoriale dei servizi di assistenza, l’incremento della dotazione organica
del personale, recuperando scandalosi ritardi nella indizione di concorsi già
previsti, devono rappresentare i punti di forza dell’offerta sanitaria
complessiva. In tale direzione va rimarcata la necessità di un ulteriore azione
da parte Sindaco di Taranto, anche nella sua qualità di Presidente della
Conferenza provinciale dei Sindaci presso la A.S.L. e del Direttore Generale
della A.S.L Taranto: la mancanza di iniziative di confronto, di condivisione,
di costruzione della proposta di piano con i soggetti rappresentativi della
comunità locale, incentiva la spinta alla contrapposizione e la rincorsa alla
difesa del proprio interesse particolare.
Di certo,
riferendoci a dati statistici, rileviamo che nel 2013 (ultimi dati
disponibili) ben 8500 pazienti residenti nella provincia di Taranto sono
stati costretti a rivolgersi presso strutture ospedaliere al di fuori della
nostra regione con conseguente costo per la nostra ASL di oltre 32 milioni
di euro. Ulteriori dati attestano che I tarantini che nell’ anno 2013 si
sono rivolti presso strutture sanitarie ospedaliere presenti in altre province
della nostra Regione sono stati 21 mila con una spesa complessiva per la nostra
ASL di oltre 64 milioni di euro. Sono dati che non necessitano di
commenti ma che documentano per un verso il fabbisogno assistenziale della
nostra provincia e dall’altro l’oggettiva carenza dell’offerta delle strutture
sanitarie presenti. Tali criticità in tempi più recenti registrano un ulteriore
peggioramento e non sono ipotizzabili miglioramenti atteso che il nuovo
realizzando ospedale non pare possa essere completato in tempi brevi.
Nel merito:
1. Il piano di
riordino sanitario non tiene conto dei reali bisogni epidemiologici del
territorio a partire dalla gravissima ed allarmante emergenza legata alla
carenza, ormai annosa e cronicizzata, del personale; in presenza di una carenza
strutturale di circa 2000 unità per il rispetto dei LEA, vengono in subordine i
problemi dell'appropriatezza dei ricoveri, delle quantità delle prestazioni,
del rapporto costi e ricavi e del livello di produttività. Questo grande ed
imprescindibile tema attiene alla individuazione di maggiori risorse
disponibili dal piano di riparto nazionale presso il sistema sanitario
regionale e un riequilibrio da altri territori pugliesi della spesa del
personale a favore della nostra provincia che intinga a pagare le scelte fatte
con le piante organiche delle Asl realizzate nel 2004. La Puglia deve condurre una grande battaglia
nazionale affinché nel fondo di riparto si colmi un gap storico rispetto ad
altre regioni similari del centro-nord. L'Emilia Romagna, solo per fare il più
classico degli esempi, regione con pari numero di abitanti fattori di
deprivazione sociale ed economica molto migliori dei nostri, ha un
trasferimento di risorse di 1milione e mezzo all'anno in più dal fondo
nazionale e conta circa 22 mila unità in più delle nostre.
2. Lo stesso
piano, facendo venire meno i concetti di "plesso" del Presidio
Ospedaliero Centrale per l'ospedale 'Moscati' e quello di Grottaglie, riporta
una strana numerazione dei posti letto non corrispondente alla realtà e di
conseguenza una poco chiara riclassificazione degli ospedali a partire dalla
classificazione di 2^ livello per lo steso presidio ospedaliero centrale
costituitosi storicamente su SS. Annunziata, Moscati e San Marco (futuro San
Cataldo).
3. Doveroso
pertanto, un ripensamento circa la tempestività della riconversione del San Marco
di Grottaglie in struttura riabilitativa, infatti essendo lo stesso parte
integrante del plesso centrale SS. Annunziata (futuro San Cataldo) in una
ottica di riorganizzazione funzionale per "l'elezione della cura", il
San Marco diventa essenziale per la qualificazione della struttura centrale di
2° livello, anche perché già attualmente funge da filtro per il sovraffollato
reparto di medicina del SS. Annunziata di lunga degenza e per le degenze
post-acuzie di ortopedia, gastroenterologia, neurologia,…
4. Vanno
previsti un reparto ospedaliero di pneumologia, uno di chirurgia toracica ed
uno di oncologia pediatrica presso il SS. Annunziata importanti perché allo
stato attuale si fa fronte al sovraccarico di ricoveri per affezioni polmonari
ed oncologici, oggetto delle scelte in campo sanitario nel decreto per Taranto,
attraverso una provvisoria subarticolazione di area critica della medicina SS.
Annunziata, su cui sono già funzionanti accorpamenti come diabetologia,
gastroenterologia, ecc., per un totale di 57 posti e che in assenza
dell'ospedale San Marco, sarebbe già collassato.
5. Va
riformulata ed implementata la dotazione dei posti letto che allo stato
attuale, anche con la proposta di riordino per la rete ospedaliera, si attesta
sul 2,4x1000, molto lontana dalla media regionale al 3,4x1000 e del DM70 che
fissa il non superamento del 3,7x1000; considerando il fatto che ad esempio le
degenze post-acuzie non sono considerate ai fini di standard dei 7 giorni per
acuti e quindi non ci sarebbe splafonamento degli standard di degenza e
aggravio di spesa.
6. Alla scelta
di un ospedale di 1° livello va sottolineato il valore dell'impegno, assunto in
delibera, di altri due punti nascita per Martina Franca e Manduria dopo la
soppressione di quello di Grottaglie, per evitare la costrizione di veder
partorire le donne del versante orientale a Francavilla Fontana (BA).
7. É ineludibile
la rideterminazione della pianta organica del personale per Taranto e
provincia, carente di 2000 unità, che contempli implementazione e contestuale
previsione dei posti già a tempo determinato che per la A.S.L. Taranto sono
oltre 350, con particolare attenzione all'emergenza, alla prevenzione,
all’epidemiologia e registro tumori, alla riabilitazione, alla medicina del
territorio ambulatoriale e di distretto ed ad alcune specialità di cura come le
neoplasie, pediatria oncologica, cardiochirurgia, chirurgia toracica,
pneumologia; al potenziamento degli ospedali esistenti e del blocco centrale
del futuro Ospedale San Cataldo, comprensivo degli ospedali Moscati, SS.
Annunziata e Grottaglie, in ottica di sistema Hub and Spoke. Una azione dunque,
di razionalizzazione più ispirata ad una dipartimentalizzazione di funzioni,
strumenti e risorse umane e soprattutto a criteri oggettivi e di riferimento
uguale per tutte le realtà a livello regionale.
8. Non sono
condivisibili momenti diversi di riarticolazione della sanità privata che
conduce vita a sé e che in maniera autoreferenziale e spesso indotta, opera una
selezione in termini di prestazioni di urgenza verso gli ospedali pubblici e
tenendo per sé prestazioni qualificanti. Da ciò deriva l’importanza di
riorganizzarla contestualmente a quella pubblica prevedendo percorsi
assistenziali pubblico-privato, anche per il governo della rete emergenza-urgenza.
9. Il territorio
jonico ha bisogno di una incisiva e contestuale pianificazione di investimenti
in medicina di prossimità e nel rafforzamento di una rete integrata di servizi,
day-service, day-surgery connessi a processi di riconversione degli ospedali in
strutture riabilitative ad alta intensità sanitaria. Una razionalizzazione
ospedaliera adeguata ha bisogno di contestuali processi di riconversione che
non lascino intere popolazioni e vasti territori sguarniti di presidi di
sicurezza sanitaria.
10. Si Chiede al
Sindaco di promuovere la predisposizione
urgente di un tavolo tecnico congiunto tra gli operatori interessati:
rappresentanti dei medici, rappresentanti della Sanità Privata ed
organizzazioni sindacali, allo scopo di pervenire a un ragionevole utilizzo
delle strutture esistenti con la valorizzazione del patrimonio umano
disponibile e dell’eccellenze esistenti, partendo da una corretta analisi del
fabbisogno, delle criticità presenti e delle risorse disponibili.
Sulla base di
tali rilievi critici e di proposte emendative, i sottoscritti gruppi
consiliari chiedono la convocazione di
un consiglio monotematico sul piano di riordino sanitario al quale invitare tutti
i soggetti interessati( rappresentanti
dei medici, rappresentanti della Sanità Privata, organizzazioni sindacali,
parlamentari e consiglieri regionali) per condividere una rimodulazione del piano
con l’obbiettivo di realizzare una tempestiva risoluzione dell’emergenza
sanitaria in provincia di Taranto.
Taranto, 25
aprile 2016
F.to
I gruppi di
maggioranza consiglio comunale di Taranto
Partito
Democratico
Taranto
Democratica
Realtà Italia
Area Popolare
UDC
SDS
IDV
Democratici e
progressisti

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente