Grottaglie - Emiliano chiude l'Ospedale San Marco, la denuncia di Rifondazione Comunista
Mentre è convocata per domani mercoledì 2 marzo alle ore 11 presso la sala consiliare del Comune, la conferenza stampa del Sindaco Avv.Ciro Alabrese sul piano regionale di riordino ospedaliero, registriamo l'intervento di Rifondazione Comunista di Taranto a riguardo
Il “CASO TARANTO” non
esiste!!! Al PD regionale e nazionale non interessa nulla dell’emergenza
sanitaria provocata dal polo industriale presente nel nostro territorio e dalla
discarica, per la quale si prevede un ulteriore, inaccettabile ampliamento. Con
il recente “Piano di riordino sanitario” infatti, anziché potenziare i servizi
sanitari pubblici, la Giunta regionale guidata da Michele Emiliano taglia
risorse e strutture. Fra le altra cose, si avvera il pericolo che, per primi,
avevamo denunciato tempo fa: l’Ospedale di Grottaglie, come lo conoscevamo, non
esisterà più.
La Giunta non ha ascoltato i cittadini, né
gli amministratori locali, né tantomeno il comitato per la difesa dell’ospedale
che, dati alla mano, ha dimostrato la produttività del nosocomio in questione.
Emiliano lo “sceriffo” colpisce ancora, declassando un ospedale che lavora in
stretta sintonia con il S.S. Annunziata di Taranto, di cui rappresenta un’
importante valvola di sfogo. Adesso su un S.S. Annunziata già ingolfato per
carenze di carattere logistico e gravissima insufficienza di personale, si
riverserà l’ulteriore utenza del distretto 6 di Grottaglie, con il pericolo
serio che l’ospedale tarantino deflagri. Alla rabbia dei cittadini si aggiungerà
il disagio degli operatori (già pochi e allo stremo), oltre all’allungamento
delle liste di attesa. Il San Cataldo, a cui tanti fanno riferimento, non esiste
e forse lo vedremo operativo tra 10-15 anni.
Nel frattempo, quella pletora di politici
di tutti i colori che hanno fatto infinite passerelle presso il San Marco,
promettendo che l’ospedale non sarebbe stato chiuso, sono ammutoliti,
scomparsi, vaporizzati.Non hanno la minima idea di cosa fare con un ospedale
chiuso o “riconvertito” (non si conosce in che modo, in che tempi, con quale
personale e strumentistica).
Sarebbe stato più logico non penalizzare un
territorio già martoriato, aspettando l’apertura del San Cataldo e nel frattempo
rinforzando i servizi territoriali. Invece no! Chiude l’ospedale di Grottaglie,
l’assistenza territoriale fa acqua da tutte le parti, il San Cataldo chissà
quando e se vedrà la luce. L’importante, per Emiliano e il PD, è tagliare,
sforbiciare, amputare e bruciare un’articolazione ospedaliera produttiva,
fregandosene di quello che succederà all’utenza e al S.S. Annunziata, dove
questa utenza non troverà risposta in tempi accettabili. Così si rischia,
d’altra parte, che un numero crescente di persone si rivolga a nosocomi di altre
regioni, facendo aumentare la “mobilità passiva”, e i costi ad essa
collegati, che ricadranno sulle spalle di tutti i cittadini
pugliesi.
Emiliano farebbe bene a cedere l’Assessorato
alla Salute, non avendo alcuna competenza né tecnica né politica per gestirlo.
Il governatore, e la maggioranza che lo sostiene, sulla Sanità è riuscito a fare
peggio di Fitto e di Vendola. A pagare ovviamente saranno sempre i più
deboli, mentre la sanità privata coglierà l’occasione per fare maggiori
profitti.

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