Macerata - Luci sulla città del futuro, firmate Dante Ferretti
Il
punto sulla “Macerata che sarà” nell’incontro pubblico tenutosi ieri al
Teatro
Lauro Rossi
MACERATA - E’ fatta di luce in
movimento, di skyline e cupole illuminate, per connotare da lontano la bellezza
della città, di atmosfere che invitano a godere degli spazi urbani e persino
una colonna sonora che muta con i mesi e le stagioni. E’ la Macerata visionaria dello scenografo e premio Oscar Dante Ferretti,
ospite attesissimo mercoledì 9 marzo al TLR della serata “Macerata che sarà:
facciamo il punto”. Intervistato dall’economista Marco Marcatili, lo scenografo maceratese ha
parlato delle idee su cui si sta muovendo il suo lavoro, dopo che
l’Amministrazione comunale gli ha chiesto di ridisegnare la città attraverso la
luce. Un progetto ambizioso che coinvolge anche i Guzzini, un’azienda leader nell’innovazione e design della luce,
il cui presidente, Adolfo Guzzini,
ha dato il suo contributo in video alla visione della città di domani: “Una
regia luminosa per dare attrazione e piacevolezza che fa bene al cittadino e
attrae il turista.”
“Proviamo a restituire stasera – ha
detto il sindaco Romano Carancini
- la traiettoria delle tante idee che sono emerse in questo percorso
straordinario che abbiamo compiuto insieme, provando a renderle più nitide”.
Idee che serviranno al team della InnoThink e dell’Ufficio Europa del Comune
per formulare un progetto forte e strategico sulla città, per accedere alle
risorse del bando ITI (Investimenti Territoriali
Integrati, destinato a tre dei cinque capoluoghi marchigiani), ma anche
guardare oltre, alla programmazione dell’Europa 2020. Tante visioni, tante
sfaccettature, tanti ospiti e focus su quanto emerso durante un intero mese di
ascolti delle molteplici voci sono stati gli ingredienti della serata svoltasi
al TLR e condotta dal sociologo Massimiliano
Colombi, coordinatore del gruppo di lavoro della InnoThink.
Il contributo del prof. Roberto
Crespi dell’Università di Macerata sull’immagine simbolo di questo percorso
- il “Motociclista” di Pannaggi che chiede alla città di mettersi, o restare,
in moto -, quello della filosofa Carla Danani sulle dinamiche
dell’abitare la città per cui “il modo di stare in una città influisce sul modo
di essere”, la “micro senseable city” del MIT di Boston illustrata da Emanuele
Frontoni della Politecnica delle Marche come modello cui Macerata guarda
per il suo futuro, insieme alle vie della fibra ottica delineate da Massimo
Bartolini, esperto ITC e connessioni.
Nel progetto della Macerata di domani non può mancare, e
non mancherà, l’Università. Ed ecco i nuovi progetti raccontati dal rettore Luigi Lacchè per
trasformare le vetrine vuote del palazzo degli studi in luoghi in cui declinare
le idee e luoghi di start up che si
chiameranno CREAB e il recupero di Villa Lauri, cofinanziato dal Ministero
dell’Educazione cinese per creare una grande vetrina delle relazioni con la Cina, attraverso l’Istituto Confucio,
ove si spera anche possa essere realizzato il museo dedicato a padre Matteo Ricci. E non può mancare lo Sferisterio, raccontato dal sovrintendente
Luciano Messi come fucina di creatività ed imprenditorialità, in cui
il lavorare insieme è garanzia di successo e modello da esportare. Fino alla
città come vetrina delle eccellenze d’un territorio più ampio delineata dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti.
Sono alcune delle visioni e delle
idee dipanate ieri sul palcoscenico del TLR mentre, coperto da un leggero velo
di mistero, prendeva forma uno straordinario volto femminile dalla mano dello
street artist Morden Gore (www.mordengore.com): la sua visione della
Macerata che sarà. Un ideale passaggio di testimone da Pannaggi a Morden Gore,
ha concluso il sindaco Carancini.
La serata si è aperta con la musica
dei 40 elementi dell’Orchestra El Sistema della scuola civica di Musica
Scodanibbio di Macerata, diretta da Mirthe Goldman, voluta sul
palcoscenico di quel TLR, tavolo ideale di lavoro della città, perché incarna
il valore condiviso della partecipazione e dell’integrazione. Ed è stata
allietata dalle incursioni comiche di Massimo
Macchini con cui il pubblico ha riso sugli stereotipi della marchigianità e
sugli aspetti della nostra società.
Ed ora al lavoro fino al 31 marzo,
termine per la presentazione del progetto alla Regione. Tre le “boe” su cui si
lavora per immaginare la città del futuro, riassunte in altrettante frasi
venute dagli interlocutori di questo mese di ascolti: Macerata una città che
consente: una rampa di lancio per chi parte, accogliente per chi
torna, attrattiva per chi cerca una buona qualità della vita, una Macerata
interculturale. E Visionarietà
come presupposto della concretezza, anziché antitesi della stessa. (ap)




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