Roma - Il centrodestra fa poker di candidati, godranno gli altri


La Meloni, forte della solitarietà arrivata da ogni ove per la infortunosa affermazione di Bertolaso si candida con l'appoggio di Salvini.  La sua dichiarazione, rilasciata in conferenza stampa è chiara: " "Faccio una scelta che molti considerano forte ma non mi sono mai tirata indietro davanti alle sfide epocali. Lo faccio con spirito di servizio, senza protagonismo. Si sa che avrei preferito godermi i mesi più belli della gravidanza, forse i più belli che una donna possa avere, ma ho sempre considerato che se non ci fosse stata ipotesi migliore la mia candidatura sarebbe rimasta in campo" Ma gli risponde, a stretto giro di posta Bertolaso, alla sua richiesta di fare un passo indietro: " vado avanti come una ruspa".  

Anche se la Meloni non considera Marchini -  l'altro candidato di area moderata - di centrodestra,  c'è Storace, destra-destra che gode dell'appoggio di Alemanno, e il quadro o meglio il poker di candidati è completo. Ma la politica in campagna elettorale si scontra con i numeri e questo vuol solo dire una cosa: il centro destra è frantumato e nel Lazio accadrà qualcosa che si è visto già in Puglia con la passeggiata di Emiliano. 
Bertolaso d'altronde, sul piano della correttezza, al di là della battuta sessista, ha ragione nel dire che loro tre (Salvini, Meloni e Berlusconi) l'hanno chiamato, quindi qualcuno ha fatto finta. 
C'è chi dice che le elezioni a Roma siano una sorta di rebus, un pronostico calcistico da 1X2, incerto. Dopo le accuse di Cantone, il bizantinismo della burocrazia capitolina, che tra inefficenza e corruzione ha reso ancora di più Roma capitale della mafia, le elezioni amministrative sono quanto mai specchio di tale realtà ed è difficile trarre il filo della matassa. (rdg) 
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