Casaleggio ovvero l'utopia senza rassegnazione


E' davvero straordinario come di fronte a una morte sia rinato nei media un personaggio. Solo ora si scopre che quell'inquietante video Gaia, che in tanti i più accorti commentatori avevano additato come una sorta di mantra di un distruttore del mondo, era solo il gioco di un sognatore che è riuscito a far arrivare fino alla soglia del potere un movimento di cittadini.

Smentendo quanti pensano che il destino degli utopisti  sia quello di non arrivare al potere ma offrire solo un contributo al cambiamento di un epoca. E cosa è cambiato? Il politico di mestiere, in questa visione non c'è più, la politica diventa valore in sé, che aiuta a risolvere problemi e non è da essi governata o distratta da più biechi interessi. Ma è un meccanismo che funziona?  La perdita della mente di un movimento non è poca cosa.

Qualsiasi commentatore, scrittore, analista che abbia studiato Beppe Grillo come fenomeno ha compreso, e questo lo dicono anche, i cosi chiamati dal primo momento grillini,  che il comico genovese reciti un copione scritto da altri autori, da sempre, che fosse il megafono del movimento, perché tale movimento era stato pensato, voluto e creato da Casaleggio. Se fosse morto Grillo - e gli auguriamo tanta vita e salute - per il movimento non sarebbe accaduto molto, anzi in suo nome sarebbe andata ancora meglio la prosecuzione. Di questo giocattolo chi conosce davvero il suo meccanismo? Come si governano meetup che sono armati l'un contro l'altro. Questa democrazia della rete funziona? Io credo che lo smarrimento di fondo è che si sia perso, ad un tratto e in un corpo, il cervello. Non bisogna speculare su questo, ovviamente, ma la riflessione che, per esempio fa Pizzarotti è corretta. Lui afferma che il movimento, nell'interesse del paese va ripensato. La parola congresso non deve spaventare, cosi come il sentirsi parte di una idea di cambiamento. Altrimenti la protesta non si evolve in proposta. Ma questo è il terreno di domani per vivere l'utopia di Casaleggio senza rassegnazione.
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