Eni Total . Tempa Rossa e l'ombra nera sul referendum trivelle
A leggere bene l'emendamento incriminato, che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi, se verrà in seguito confermato, mostra un lato davvero oscuro sullo stesso referendum sulle trivellazione nel mare.
Non ci vuole la maga per mettere insieme, nello svariato mondo del conflitto di interessi, di parte del governo, aziende estrattrici come Total Eni e imprese dell'indotto e dove l'articolo di legge di stabilità che consente lo sfruttamento della falda fino ad esaurimento e non a fine concessione, rispetto all'obbligo sancito dal codice ambientale di stare oltre 12 miglia, appaia tutto come una sorta di regalo per quello che è accaduto prima.
Davvero un'ombra oscura su questa vicenda referendaria che dovrebbe far discutere. Non possono passare in sordina le dimissioni di un ministro della Repubblica, dopo le intercettazioni uscite sulla stampa. Il Governo non può far finta di nulla, men che meno le minoranze e l'opposizione.
Questo insistere sul referendum da parte di Renzi appare davvero ridicolo. Cosa vuol dire che i veri ambientalisti sarebbero per il no? Dove sono? Nel Pd, può darsi; del resto guru del vecchio ambientalismo, come lo stesso Realacci, o Paolo Gentiloni che è stato direttore di Nuova Ecologia la rivista della Legambiente, ecc, ci sono, ma parlare oggi di loro come di ambientalisti sarebbe davvero un pacchiano esercizio demagogico.
Anche questo arrampicarsi sul gas metano, che sarebbe la maggiore attività delle 21 piattaforme, ponendolo come fonte amica dell'ambiente, appare come specchietto delle allodole per accalappiare consenso. Compito di chi fa informazione è sempre quello di fare chiarezza, sforzandosi di far luce su misteri e ombre che la stessa cronaca politica ci pone davanti. Il 17 aprile, intanto, votare SI significherà una boccata d'aria pura per le sinapsi di fronte a tanto schifo.
Anche questo arrampicarsi sul gas metano, che sarebbe la maggiore attività delle 21 piattaforme, ponendolo come fonte amica dell'ambiente, appare come specchietto delle allodole per accalappiare consenso. Compito di chi fa informazione è sempre quello di fare chiarezza, sforzandosi di far luce su misteri e ombre che la stessa cronaca politica ci pone davanti. Il 17 aprile, intanto, votare SI significherà una boccata d'aria pura per le sinapsi di fronte a tanto schifo.
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