Valentini: esposto denuncia sull’inquinamento luminoso a Martina Franca
Il nostro amico Valentino Valentini entomologo ci invia
un esposto-denuncia indirizzato alla forestale e ai vigili urbani. Nel
messaggio che lo accompagna mi scrive: “ Caro Roberto, il comandante della Forestale di Martina
F. quando ha accolto le mia denuncia era tra il meravigliato (era la prima
volta in assoluto che qualcuno parlava di "inquinamento luminoso"
dalle nostre parti...) e il "contento" che il sottoscritto avesse
"scelto" di fare l'esposto presso di loro in quanto pubblici
ufficiali con mansioni di tutela dell'ambiente naturale e della biodiversità.
Quasi quasi mi ringraziava...!!! Gli ho anche detto cose che non erano scritte
nell'esposto-denuncia, vale a dire che questo è in effetti un problema
nazionale a causa delle troppe luci (pubbliche e private!!!), mal poste e mal
direzionate, quando si potrebbe risparmiare e razionalizzare evitando gli
attuali sprechi e le mattanze di insetti che un tempo popolavano numerose le
poche luci che erano nelle campagne...esperienze fatte!!!
Ma se non c'è qualcuno che inizia......”
Percorrendo in auto la statale 172 che da Taranto porta a
Martina Franca, il sottoscritto direttore del Museo Laboratorio della Fauna
Minore ( istituto del vicino Parco Nazionale del Pollino, dedicato allo studio
e tutela dei valori floro-faunistici, segnatamente microfaunistici delle
estreme regioni meridionali) ha potuto rilevare la palese, reiterata
inosservanza del dettato della Legge Regionale 23 Novembre 2005, n° 15 , che
commina “misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento
luminoso e per il risparmio energetico”, inosservanza peraltro tenuta da parte di
soggetti che operano o dimorano lunga la stessa statale, percorrendo la salita
dell' Orimini in direzione di Martina Franca. Tali soggetti sono insediati
proprio al margine di un territorio ad alto pregio naturalistico, qual'è certo
quello che definisce il Parco Naturale Regionale della Terra delle Gravine,
irradiando al crepuscolo, nelle ore notturne sino al mattino luci artificiali
prive di qualsiasi schermatura e che si disperdono “al di fuori delle aree
cui sono funzionalmente dedicate”, anche molto “al di sopra ( “ad
sidera”) della linea dell'orizzonte”, vanificando gli obbiettivi di
“conservazione e protezione dell'ambiente naturale,
inteso anche come territorio, sia all'interno che all'esterno
delle aree naturali protette”, così come recita la succitata L. R. 2005,n°
!5, unitamente al relativo Regolamento Regione Puglia 22 agosto 2006, n° 13.
Dette violazioni - tanto più gravi in quanto il fenomeno
della (incontrollata) diffusione di luci artificiali (pubbliche e private...)
sta ottenendo un incremento annuo pari al 7/8%, - stanno sortendo un pericoloso decremento di popolazione invertebrata
che definire del 50/60% può apparire oggi una valutazione più che ottimistica :
con gravi pericoli per le catene alimentari che possono compromettere anche
interi ecosistemi, persino importanti servizi ecosistemici sui quali contano
gli esseri umani, quali ad. es. l'impollinazione e il frazionamento della
materia organica ; quanto appena detto secondo un studio di Thomas W.Devis,
Jonathan Bennie e Kevin G. Gaston, biologi dell'Università Britannica di
Exeter, in una loro pregevole sintesi che mi permetto di allegare.
Sulla salita dell'Orimini, percorrendo da Taranto la
statale suindicata, si nota anzitutto una masseria disabitata che dal basso
lancia un faro sulla medesima in maniera non adeguata ad evitare dispersione
luminosa e relativo inquinamento luminoso (per tali edifici ben dimensionati
devesi privilegiare l'illuminazione dall'alto, utilizzando proiettori
asimmetrici, come si evince dalla “Breve Guida per Valutare gli
Impianti di Illuminazione Esterna” dell'Ing. Marco Vedovato, edito a cura
dell'Associazione CieloBuio, che allego alla presente). Seguono il “Centro di
Cure San Bartolomeo” con diverse luci globose e neon ( i globi, sempre secondo
l'Ing.Vedovato, sono corpi molto inquinanti perché disperdono verso l'alto dal
50 fino al 75 % della luce prodotta...) , la Casa di Cura “Villa Bianca” con
diverse luci globose e faretti, altre
abitazioni private con luci globose, la Pizzeria “Da Paola” con luci globose ed
un faretto alto a luce bianca e inquinante, ancora altra abitazione privata con
faretti alti a luce bianca non convenientemente schermata, e nelle immediate
vicinanze luci non schermate della “Casa di Riposa San Paolo”; si finisce poi
con il Ristorante “La Murgetta” con diverse luci globose e non, mentre
esaurisce la lunga serie delle violazioni un faretto a luce bianca, molto forte
ed inquinante, posto a presidio d'una panchina d'attesa per i mezzi della
locale “Ferrovia Sud- Est”.
Al fine di fare “piena luce”- è proprio il caso di dirlo
– su una problematica di rilevante spessore tecnico, oltre che culturale, mi si
consenta anche di allegare alcune importanti note sul “Perché gli insetti
notturni sono attratti dalla luce?”, in uno con “Gli effetti
dell'inquinamento luminoso sulla flora e sulla fauna” a firma di
autorevoli uomini di scienza delle diverse Università, italiane e straniere, ed
infine un significativo “Appello Permanente per la protezione dell'ambiente
notturno, la riduzione dell'inquinamento luminoso e della conseguente
spesa pubblica”, un accorato appello rivolto al Governo della Repubblica e
alle Camere da parte delle più alte autorità italiane a livello scientifico e
culturale, cui, a mio sommesso avviso, è stato dato seguito in maniera molto
parziale, sia a livello locale che nazionale.
Tanto dovevo, per quanto di VV.SS. competenza.
I più cordiali saluti.
Dott. Valentino Valentini
direttore del Museo Laboratorio della Fauna Minore
del Parco Nazionale del Pollino
Mezzana di San Severino Lucano (PZ)
res. in via Ostuni, 36 - 74015 Martina Franca (TA)

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