La querela a Beppe Grillo sa davvero di involuzione politica


Se il megafono del Movimento 5 Stelle, come amano chiamarlo i pantastellati fosse stato parlamentare non ci sarebbe stata la querela, stante l'immunità presente nelle regole, anche se, occorre ribadirlo il M5S ha spesso mostrato di rinunciare all'imuninità perchè si sentono cittadini.

Ma il punto di vista ora è del querelante che attacca Grillo perché è davvero un semplice cittadino. Ora si può non essere daccordo con il leader di questo movimento ma ve lo immaginate cosa accadrebbe se i leader dei partiti si vedessero tutti in tribunale cosa diventerebbe la vita politica.

Quando uno interviene alla camera dovremmo sentire: "attento come parli altrimenti ci vediamo in tribunale".


Sai quante diatribe ci sarebbero state tra Almirante e Berlinguer anche se, a pensarci bene le stilettate di fioretto che si ascoltavano allora erano altra musica per le orecchie e le sinapsi fino a far dire all'uno che era una brava persona l'altro.

Sì, galantuomini che sembrano oggi scomparsi, sostituiti da improvvisatori, venditori di fumo, artisti di strada, illusionisti, buontemponi, acchiappa farfalle, bugiardi, piazzisti, giocatori, bari,  favolisti, arraffoni, nominati, autoreferenziali, menefreghisti e...mi fermo qui altrimenti svuoto il dizionario, ma potremmo condensarli nelle categorie di Sciascia: "Uomini, mezzi uomini, omminicchi e quaquaraqua" che sono la summa categoriale per eccellenza dell'umanità deviata.

Renzi avverte il tesoriere di aprire il forziere per raccogliere i soldi del comico genovese, noi pensiamo, concretamente di aprire le urne, ora per il referendum del 17 aprile e che il SI sia una risposta chiara a tanta tracotanza.

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