La scomparsa di Casaleggio spinga tutti a un voto consapevole il 17 aprile al referendum


Un non partito, con un non statuto, registrato da un notaio come una non associazione, tutto legato da un blog diretto, gestito, scritto, organizzato da Casaleggio. Ora si parla di Di Maio leader, ma per i due manovratori scritto in più libri i leader sono letame.

Nel libro: Il grillo canta sempre al tramonto"  Lo stesso Casaleggio scriveva in questo dialogo con Dario Fo e Grillo: 

"Il cambiamento è anche nelle parole, nella costruzione delle frasi, nella sintassi. Tutto passa attraverso il linguaggio: per esempio, “leader” per il M5S è una parola del passato, una parola sporca, deviata: leader di che cosa? Vuol dire che tu attribuisci ad altri l’intelligenza e la capacità decisionale, allora non sei neanche più uno schiavo, sei un oggetto. Con le primarie è stato definito il leader del centrosinistra, ma cosa vuol dire? Se facessimo un’analisi della parola e del significato della parola... " 

Poi nel libro quest'analisi non c'è più; questo spiega anche l'approccio approssimativo, ma basta per capire una sorta di avversione per luoghi comuni per il politicamente corretto che conosciamo.

 Comunque affermare oggi che devono diventare partito significa disconoscere la ragion d'essere di movimento. Ma la mancanza dell'insostituibile Gianroberto crea un vuoto incolmabile, che succederà ora? Occorre riscrivere la storia. Lo stesso Grillo che aveva detto di fare un passo indietro ora ci ripensa. 

Ma al di là di tutto, oggi è comune la dichiarazione che Gianroberto Casaleggio ha innovato la politica italiana e le forme attive di cittadinanza e di quest'eredità non solo il Movimento 5 Stelle può e deve fare tesoro, ma l'intero paese. Un segnale domenica sarà il voto al referendum. Sarebbe un bel regalo in memoria a chi credeva nella democrazia referendaria e non solo in quella del web.

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