“L’Abbraccio” di Eva Fischer opera esposta al Museo Ebraico di Roma


In occasione del Trentesimo Anniversario dallo storico abbraccio tra Papa Giovanni II e Rav Elio Toaff

Eva Fischer (1920-2015) è stata l’ultima testimone della Scuola Romana del dopoguerra. Amica di Picasso, Chagall, De Chirico, Dalì e di altre personalità culturali del XX e del XXI secolo, ha esposto in oltre 130 personali e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
Celebri fra le sue tematiche, i mercati di Roma, le Biciclette, le Architetture Mediterranee. Il “diario segreto” legato alla Shoah che le strappò il padre ed altri 32 familiari, è stato esposto con successo allo Yad Vashem, dove sono rimaste tre opere nella collezione permanente. Altre trenta opere di questa serie costituiscono lo “Eva Fischer Fund” presso il Municipal Center di Kfar-Saba.
“Artista Europeo” dai primi anni ’80, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed il Presidente della Repubblica Napolitano l’ha insignita per decreto, dell’Onorificenza di Cavaliere del lavoro al merito della Repubblica Italiana.
Nelle sue opere è costante il gioco delle trasparenze frutto del suo stile personalissimo. Il lungo percorso pittorico è ricco di melodie dai romanticismi melanconici, dai racconti di vita vissuta o di vita calpestata. 
Riferendosi alla dimensione artistica del ventunesimo secolo, Eva Fischer era solita affermare che “è arte solo quel che provoca emozioni”.
Nel Museo ebraico di Roma sono custodite alcune delle vetrate che lei realizzò su richiesta di Salvatore Fornari e dell’eterno amico Elio Toaff.
Un mese dopo il celebre incontro tra il Rabbino Capo Toaff ed il Papa Giovanni Paolo II, realizzò, invitata dal servizio televisivo pubblico, Il disegno a carboncino di cm. 70x50 esposto in questa mostra. L’opera fu in seguito riprodotta in copertine di libri e nell’anno giubilare 2000 fu scelta come tema principale dell’Infiorata di Genzano.
Quando nel 1989 venne presentato per la prima volta il “diario segreto”, il prof. Elio Toaff scrisse:


“… Ma perché Eva Fischer ha mostrato solo oggi queste sue opere così malinconiche e drammatiche? lo credo, anzi sono sicuro, che un sentimento profondo ha ispirato l'idea di questa mostra, in questo momento. L'antisemitismo con tutte le sue aberrazioni è sempre in agguato ed anche oggi ne avvertiamo la presenza sciagurata e allarmante. E allora questi quadri vogliono richiamare la gente, il pubblico, ad una riflessione onesta e meditata. 16 Ottobre, Fosse Ardeatine, campi di sterminio, treni piombati, occhi grandi scavati, pieni di terrore e di tristezza, sono i temi e le raffigurazioni che ci vengono presentate con tutto il loro sconvolgente significato.
Ma una nota di speranza ho creduto di individuare in queste tragiche espressioni figurative: quella stella di David, graffita nel muro delle Fosse Ardeatine o di Via S. Ambrogio, quando appare nitida in mezzo ad un turbine vorticoso che sembra tutto travolgere, mi sembra che sia un segno di fede profonda, direi di certezza assoluta, che il popolo ebraico, malgrado tutto, sopravvivrà”.

“L’abbraccio” – disegno a carboncino di Eva Fischer
Mostra: “1986 – 2016  Trentesimo anniversario dallo storico abbraccio tra Papa Giovanni Paolo II e Rav Elio Toaff”


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