Pulsano - Maria Grazia Marrulli con "Ritratti di Carta" ci porta dentro l'arte e ci parla di donne e violenza


Una sala di una mostra è sempre un percorso obbligato, lo dice con fermezza l'artista Maria Grazia Marrulli, quando invita i presenti a seguire il giro nel bel salone del restaurato convento dei Padri Riformati di Pulsano. La cronaca della bella serata di ieri sera potrebbe partire dalla descrizione di infioriture di responsabilità che mostrano un territorio provinciale sempre più vivo e attento e stavolta dal punto di vista del ruolo delle donne.

Ritratti di Carta è un mostra di fotografie che partono dalla lettura di tre storie, ovvero il libro "Una donna" di Sibilla Aleramo,  "Cira e le altre di Roberto De Giorgi e un racconto della stessa autrice della mostra. Tre storie di violenza raccontate, di situazioni diverse che vedono le protagoniste sempre sole di fronte al danno: "che prima è fisico poi diventa psicologico" .

 La storia raccontata dall'artista emiliana di origine pulsanese riguarda la madre: "una storia del 1939 dove la violentata finisce incinta, le viene poi tolto il bambino e viene pure esiliata dal paese. Una violenza che esce fuori dal privato, diventa persino pubblica perchè la manifestazione di un diritto trasforma la vittima in rea". Se pensiamo al cammino dell'emancipazione delle donne comprendiamo davvero quanta vita c'è stata alle spalle e quante lotte sono state necessarie per un cambiamento di mentalità anche se la violenza sulle donne non è mai cessata.

Il percorso fotografico parte da storie e poi diventa storia unica, di un amore che si trasforma via via; storie che ben conosciamo e che sono state ben trattate dai media, persino da format televisivi appropriati. Ma il tratto artistico di una foto in bianco e nero racconta in modo diverso, sospinge oltre il pensiero, immerge nella storia ci fa sentire dentro quella violenza, ne siamo contaminati. Se possiamo raccontarlo è perchè siamo di fronte all'arte che diventa parola. La fotografia non è quella dei pixel dei nostri orpelli informatici, la foto è il legame diretto con l'artista che guarda con l'occhio dell'anima per questo coinvolge, attrae e avvolge.

La mia Cira rivive dopo 20 anni esatti. L'essere messa accanto a Sibilla Aleramo è davvero un onore inaspettato che solo l'estro di un'artista poteva fare. Un amico ieri sera mi chiedeva se il libro è tuttora reperibile. Tremila copie volarono in pochi giorni, dopo la presentazione del 1996 a Grottaglie con il Ministro delle Pari opportunità Anna Finocchiaro. Le risorse personali non consentirono ristampe. Ma da qualche anno, memore del fatto che, come scrive Umberto Eco, i libri di carta recuperata dagli alberi dopo 70 anni si macerano da soli, "Cira è le altre" è anche online, lo si può trovare sulla mia pagina di autore  (dove chiunque puo scrivere recensioni); su Amazon; su Repubblica; su Ibs.itLibrerie San PaoloMondadori

La serata è stata impreziosita dalla musica. Il piccolo concerto del chitarrista Andrea Solito che con la sua chitarra classica ci ha trasportato in Spagna, Brasile, Venezuela e Italia dell'Ottocento; ritmi, accordi,sensazioni, sogni. Ottima conclusione.
  
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