Taranto - Amiu dopo 10 anni ancora criticità sulle spalle dei cittadini


Il ciclico ripetersi dei problemi della principale azienda di proprietà comunale, l’AMIU Spa, non può essere liquidata con qualche semplice e candida dichiarazione stampa in cui si afferma che adesso “aspettiamo i risultati” (di chi?) o che la colpa è del passato (sono passati 10 anni).


Le criticità sono note da molto tempo, ma nulla di veramente strutturale è stato realmente fatto, se non pompare risorse pubbliche puntualmente bruciate, per meglio dire “buttate in discarica”.


Riceviamo e pubblichiamo
Solo negli ultimi 3 anni ho annoverato diversi interventi di salvataggio comunale dell’AMIU, di cui riepilogo i principali, passati dal Consiglio e dalla Giunta:
  • ricapitalizzazione con versamento di quasi 20 milioni di €uro; 
  • tentativo di far ripartire l’inceneritore (c.d. Revamping);
  • costanti anticipazioni di versamenti per diversi milioni di €uro;
  • svincolo di somme pignorate;
  • copertura di svariati debiti fuori bilancio;
  • fornitura gratuita di nuovi mezzi ottenuti dal comune con  fondi regionali;
  • svincolo di attività e modifiche al contratto servizio;
  • nuovo contratto di servizio per 9 anni di affidamento.


Arrivando ad impegnarsi, nel nuovo contratto, a corrispondere all’AMIU una somma che arriverà sino ad oltre 43 milioni di €uro (a cui aggiungere i costi di smaltimento).
Ed avendo già speso circa 50 milioni di euro ogni anno tra AMIU e conferimento in discarica (dati di bilancio degli ultimi anni).
Il tutto, per legge, stante la copertura delle spese al 100%,  riversato o da riversare nelle cartelle TARI di cittadini, commercianti ed imprese tarantine. Insomma un pozzo senza fondo.


Risultato: un servizio di igiene urbana che, al netto anche della inciviltà di alcuni concittadini, è comunque insoddisfacente. 
Per non parlare degli scarsi risultati della differenziata e degli elevati costi del
conferimento in discarica.
A ciò si aggiunga le incertezze e le opacità di gestione su cui è bene fare massima chiarezza.


Per questo ritengo assolutamente necessario che alla città siano resi noti tutti i dati di gestione dell’azienda: da quelli di bilancio ai report sull’attuazione della ricapitalizzazione di cui alla delibera del consiglio comunale di Taranto n. 149 del 12/12/2013, con la conoscenza delle relazioni consegnate al comune di Taranto dall’azienda, in adempimento del Regolamento comunale sul controllo analogo.
Su questo ho già attivato apposita richiesta agli organi competenti. Attendo risposta.


Sull’AMIU, come dico da tempo inascoltato, serve un cambio strutturale evidentemente fino ad oggi non riuscito a chi governa la città e l’azienda.
Aspettiamo tempi migliori.


Dante Capriulo  - Capo Gruppo Consiliare
NOI DEMOCRATICI-PER LE CITTA’ CHE VOGLIAMO
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