Taranto - Dalle associazioni Nuova Taranto, Fare Verde e Ferma le trivelle un SI che impegna sull'ambiente
Nutrito parterre degli iscritti alle associazioni di Nuova Taranto con il consigliere Giampaolo Vietri, Fare Verde con il dirigente regionale Marco Capuano, il Comitato Ferma le Trivelle con Davide Mastromarino, la Rete Jonicambientale con lo scrivente e il Comitato di Via Giusti con Giovanni Aprea, Fare Verde Francavilla e il parroco della Parrocchia del Sacro Cuore di Taranto che ha dato la disponibilità della sala riunioni. Don Luigi Larizza che interviene prima di tutti per andare ad una riunione parla in modo fluido non richiamando - ma sicuramente è scontato - che la Chiesa stessa è scesa in campo a favore del Refendum con Mons Galantino della Cei. Il Parroco fa riferimento alla democrazia vera, quella vuol dire incontro con i cittadini, sentire il popolo.
L’appello dell’iniziativa - come è ribadito da Vietri (qui a fianco durante il suo intervento) e da Marco Capuano e dal rappresentante di Fare Verde è quello di recarsi tutti alle
urne affinché si raggiunga il quorum; per questo - secondo il cartello di
associazioni - in questi ultimi giorni è necessario moltiplicare la
mobilitazione, l’impegno di ogni cittadino e la condivisione, anche attraverso
i social, per rompere il muro di silenzio finora favorito su questo tema dai
poteri forti.
Ma c'è un valore aggiunto che viene ribadito dall'associazione: il referendum assume un valore fondamentale perché
rappresenta uno spartiacque tra l’Italia che vuole cambiare modello di
sviluppo, abbandonando lo sfruttamento selvaggio del territorio, e un’Italia
che vuole conservare questo modus operandi che va ad esclusivo vantaggio dei
gruppi che influenzano il governo sulle politiche energetiche nazionali.
Politiche che devono registrare necessariamente - per le associazioni - una
inversione di rotta con l’abbandono dei combustibili fossili, con maggiore
costo ed impatto ambientale, ed investimenti che favoriscano le fonti di
energia rinnovabili. E’, appunto, questo il messaggio di maggior rilievo che
andrebbe considerato in caso di vittoria del “SI”; la volontà degli italiani di
scommettere su un futuro più sostenibile che, oltre a tutelare il territorio ed
il mare in cui viviamo, sarebbe anch’esso fonte di nuova economia e lavoro. Le
ricadute positive in caso di vittoria del SI sarebbero senz’altro a beneficio
di tutti i cittadini indistintamente mentre in caso di mancato raggiungimento
del quorum l’unico vantaggio sarà ad appannaggio delle lobbies petrolifere che
continueranno a monopolizzare le politiche-energetiche nazionale.
Nell'intervento lo scrivente (qui a fianco) ha ribadito il quesito referendario da tenere sganciato dal concetto più generale sul modello di sviluppo ecologico al fine di non consentire critiche a coloro che affermano che il referendum è uno spreco perche non elimina la trivellazione ma solo di una minima parte in ..vent'anni. Questo per convincere le massaie anche se il valore aggiunto deve sempre motivare gli ambientalisti. Occorre insistere sul voto, perchè il quorum del 50% + 1 degli elettori è presente solo in Italia e paesi del vecchio blocco comunista. E che quelli che decidono di non votare hanno due opzioni il voto contrario e il non voto mentre il Si parte svantaggiato.

Nell'incontro è intervenuto anche Tonino Biella ( qui sopra durante il suo intervento) già direttore del Corriere del Giorno ed ora opinionista del politicamente corretto ; il suo intervento parte dal fatto che è rimasto sconcertato da come il presidente del consiglio stia trattando il non voto come opzione. Un capo del Governo dovrebbe essere neutrale e non usare il suo ruolo. Biella fa riferimento al senso di Patria legata ai propri padri che hanno fatto la guerra. Un giornalista che resta sconcertato e che decide di votare per questo va messo come esempio per quanti ancora non hanno fatto la scelta democratica. Lo apprezziamo e ne prendiamo atto. L'incontro rimanda tutto al lavoro della prossima settimana decisiva, da battere il quorum, per la democrazia e l'ambiente.

Nell'incontro è intervenuto anche Tonino Biella ( qui sopra durante il suo intervento) già direttore del Corriere del Giorno ed ora opinionista del politicamente corretto ; il suo intervento parte dal fatto che è rimasto sconcertato da come il presidente del consiglio stia trattando il non voto come opzione. Un capo del Governo dovrebbe essere neutrale e non usare il suo ruolo. Biella fa riferimento al senso di Patria legata ai propri padri che hanno fatto la guerra. Un giornalista che resta sconcertato e che decide di votare per questo va messo come esempio per quanti ancora non hanno fatto la scelta democratica. Lo apprezziamo e ne prendiamo atto. L'incontro rimanda tutto al lavoro della prossima settimana decisiva, da battere il quorum, per la democrazia e l'ambiente.


Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente