Auguri mamma per la tua festa ovunque tu sia


Se c'è una festa che tocca il cuore davvero è quella della mamma. Sapete che questa parola, per il suo uso ricorrente, è sempre tra le nostre labbra da quando pronunciamo le prime parole e per tutta la vita? L'epitaffio dedicato alla mia mamma, volata in cielo 26 anni fa, riferito alla stessa parola, lo sciorinavo: «nome di antica speme che infonde coraggio a chi la morte non teme.»

Quante volte sarà capitato di dire: mamma mia!  E allo stesso livello di: mio Dio! Come interlocuzione di fronte a qualcosa di veramente e straordinariamente importante; perché anche in quel caso si vorrebbe la mamma accanto, da prendere per mano, per sentirci protetti.

Eppure se guardiamo la storia è in indubbio che fu il fascismo in Italia a istituire nel 1933 la festa della mamma. Siamo nel culmine del regime mussoliniano, quando l'influenza del Duce permeava ogni spazio sociale, dal lavoro e la cura del dopolavoro, alla famiglia e la mamma era indicata come fabbrica di bambini; difatti venivano premiate le più prolifiche. 

Digressione storica a parte, resta questo pensiero che vorrei dedicare alle nostre mamme, uniche sempre e insostituibili, presenti anche quando non le vediamo o le teniamo lontane, rassicuranti nei momenti tristi o le prime da chiamare per i grandi successi. Loro sono sempre lì, con quel cordone che è diventato un flusso etereo, un pensiero, un ricordo. Mamme da ricordare perché sono andate via e se vi affacciate al balcone della vita vedrete ancora il segno dei loro passi lasciati sul sentiero del cuore. 

Digressione poetica, del resto ci vuole, la mamma è poesia, è amore allo stato puro. Quanto ti voglio bene! Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore forse non s'usano più.. 

Cosi cantava Beniamino Gigli nel 1940, immaginando oltre 70 anni fa un mondo che si allontanava dai sentimenti: iniziava la guerra. E forse il senso di una giornata mondiale si recupera col tal desiderio di usare parole che forse non si usano più. E allora ritornando all'epitaffio regalato a mia madre chiuderei con quell'invito fatto da lei, attraverso la mia penna, allorché  dice: quando la tristezza occuperà il vostro cuore, chiamatemi ancora, perché la mamma non muore...


Mai, davvero, auguri mamma!





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