Libertà di stampa, Barni: "La Toscana accoglie da anni intellettuali perseguitati"
FIRENZE - Si celebra la giornata
mondiale sulla libertà di stampa, che ricorre il 3 maggio, e la Regione ricorda
il suo impegno per la tutela della libertà di espressione, assieme
all'attenzione dedicata alla tutela di tutti i diritti umani e alla loro
promozione con i ragazzi delle scuole, il 10 dicembre di ogni anno. Lo ricorda
la vice presidente ed assessore alla cultura, Monica Barni. "La Toscana vanta il
primato – rammenta - di essere l'unica regione in Italia, e una delle sole due
in Europa, che ha aderito ad Icorn fin dalla sua nascita nel 2005; ed ancor
prima aderiva ad Inca, l'associazione che l'ha preceduta. Nel sud Europa siamo i
soli, assieme a tre città spagnole".
Icorn è la rete internazionale con sede in Norvegia –
l'acronimo sta per International Cities of Refuge Network) – formata da città e
regioni che danno accoglienza a scrittori, giornalisti e intellettuali in genere
la cui libertà di espressione (e a volte la stessa vita, per le opinioni
espresse) è in pericolo nel paese dove vivono.
Sono 55 le città di Icorn nel mondo e un centinaio gli
intellettuali a cui danno rifugio. Oggi l'unica città toscana che aderisce ad
Icorn è Chiusi: prima sono state città-rifugio anche Grosseto, Certaldo e
Pontedera. Dal 1999 sono stati dodici gli ospiti accolti, in qualche caso con
l'aggiunta delle rispettive famiglie. Nel 2015, a seguito della crisi
internazionale che ha colpito il Medio Oriente, la rete ha visto raddoppiare le
richieste di ospitalità: il 21% dal Bangladesh, il 12% dalla Siria, il 10% da
Etiopia ed Eritrea, il 7 % da Iraq e Iran.
Tutti gli ospiti dal 1999
A Certaldo sono stati ospiti nel 2002-2003 Lihn Dinh (scrittore, traduttore e giornalista vietnamita) e nel 1999-2001 Amir Hasan Cheheltan (ingegnere elettronico e scrittore iraniano). Grosseto ha contributo accogliendo lo scrittore e poeta cubano Pedro Marques de Armas dal 2003 al 2004 e la giornalista e scrittrice dello Zimbabwe Rohodhalah Mashavave dal 2006 al 2008. Pontedera è stata la casa nel 1999-2000 di Vule Zuric (scrittore, giornalista e divulgatore serbo) e di Svetlana Aleksievic (scrittrice e saggista bielorussa, premio Nobel per la pace nel 2015 ) dal 2000 al 2002. Anche Samir Joubran, musicista, concertista e liutista professionale palestinese è stato a Grosseto, dal 2003 al 2004. Il Comune di Chiusi ospita scrittori grazie ad un accordo con l'associazione Zero Zero e la famiglia Ottieri, che concede gratuitamente in comodato l'appartamento per l'ospitalità.
A Certaldo sono stati ospiti nel 2002-2003 Lihn Dinh (scrittore, traduttore e giornalista vietnamita) e nel 1999-2001 Amir Hasan Cheheltan (ingegnere elettronico e scrittore iraniano). Grosseto ha contributo accogliendo lo scrittore e poeta cubano Pedro Marques de Armas dal 2003 al 2004 e la giornalista e scrittrice dello Zimbabwe Rohodhalah Mashavave dal 2006 al 2008. Pontedera è stata la casa nel 1999-2000 di Vule Zuric (scrittore, giornalista e divulgatore serbo) e di Svetlana Aleksievic (scrittrice e saggista bielorussa, premio Nobel per la pace nel 2015 ) dal 2000 al 2002. Anche Samir Joubran, musicista, concertista e liutista professionale palestinese è stato a Grosseto, dal 2003 al 2004. Il Comune di Chiusi ospita scrittori grazie ad un accordo con l'associazione Zero Zero e la famiglia Ottieri, che concede gratuitamente in comodato l'appartamento per l'ospitalità.
Da lì sono passati Victor Olegovič Pelevin,
il più famoso è amato
fra gli scrittori russi post-perestrojca, Hasan Yousefi (Jirdehi) Eshkevari,
intellettuale iraniano,
sacerdote islamico e scrittore ma anche giornalista che vi ha soggiornato con
moglie Golbabei
Aliahmad Mohtaram e Mohammed Hassan Abedi (scrittore, giornalista e poeta
iraniano), la moglie Sepideh Jodeyri (giornalista e poeta iraniana) e il
figlio Ario. Attualmente, dal giugno 2014, sono
ospiti di Chiusi Malek Wannous (intellettuale, giornalista e
traduttore), la moglie Manal Khalil e la figlia Jouri Wannous, fuggiti dalla Siria. Wannous e
famiglia chiederanno il riconoscimento dello status di rifugiati politici: per
questo la rete Icorno ha già accordato il prolungamento della loro permanenza
per un altro anno. In genere l'accoglienza dura due anni, dopodiché i rifugiati
sono spostati in altre città aderenti alla rete.

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