Taranto - Grazie ai Lavoratori Liberi e pensanti Primo Maggio vetrina del lavoro, delle speranze
Taranto vetrina del Sud e d'Italia nel suo complesso, oramai regge il confronto con il concertone nazionale della triplice, ma lo supera per messaggi e contenuti oltreché musica, tanta musica.
Occorre prenderne atto, come fatto. Poi si può discutere dei contenuti, alcuni e forse la maggior parte legate a risentimenti, biografie personali, aneliti libertari, slogan ecologisti e scarsi in proposte. Poi c'è il confronto fra Genova e Taranto, per quello che riguarda l'Ilva fabbrica di morte per gli stessi operai del Comitato Lavoratori Liberi e Pensanti. C'è questo tema per i lavoratori, per i picchi di inquinamento che nella fabbrica si superano sempre mentre la città controlla che i suoi siano sotto il livello di guardia. Con la vita media degli operai che non supera i sessanta anni; per quello che diceva il parroco dei Tamburi testimone dei fatti. Ma la festa guarda a Roma, a Lampedusa, a Regeni, insomma c'è di tutto.
Una ragazza atleta di 18 anni pone il problema degli impianti sportivi e delle reiterate proposte senza esito alcuno del Comune per un impianto di atletica che costerebbe 300 mila euro e invece l'Ente vorrebbe spendere 3 milioni.
Ma tant'è il dissesto tarantino che è arrivato alle sinapsi, che non ci facciamo quasi più caso. Riondino, il giovane Montalbano televisivo, dice di guidare le "riconversioni" . Fosse la volta buona!
Nel lontano 1989 nella mia esperienza in Cgil, nel settore agro-alimentare, ero responsabile ambientale, mi occupavo regionalmente degli incendi boschivi e per l'agricoltura della lotta ai pesticidi e nei confronti dell'industria pesante parlavamo, scrivevamo, ragionavamo della riconversione industriale verso la trasformazione dei prodotti agricoli come risorsa primaria della provincia jonica. Che fine ha fatto tutto quel dibattito? Io sono finito in mobbing e sono uscito dal sindacato.
Ora mi domando: ma il sindacato a Taranto che fine ha fatto? Come si sentono dopo il Primo Maggio di Taranto? Riondino parla di elezioni, non sarà lui il candidato ma si conta di arrivare come movimento al ballottaggio. Non diciamo nulla su tale ambizione da verificare nel futuro. Ma mi aspetterei anche un programma. Magari guardando alla situazione attuale, con la profonda crisi di Amiu e anche Amat che rischiano di bloccare la città, con le ferite di Isola Verde e persino i tre ruote che rovistano nei cassonetti e rubano portoni in metallo. Ivi compresa del tema cogente dell'ecomafia presente in città.
E potremmo continuare. Perché il problema di Taranto non è solo il suo futuro fra 30 anni ma è anche i 5 anni di amministrazione comunale ovvero macinare quotidianità e temi sui quali martellano gli amici di Beppe Grillo ogni santo giorno.
Anche con la
pletora dei poveri che assalgono il palazzo. Che non ascoltano la musica. che è un pretesto per lanciare messaggi di un futuro diverso e possibile,
perché talvolta è il presente maledettamente amaro che condiziona tutto anche
le scelte politiche.

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