Come vivere bene nel corpo nella mente e con gli altri
Lettera aperta al Signor Ministro dell’Istruzione
Inviamo una lettera aperta con spirito di collaborazione e
responsabilità educativa, nella convinzione che il tema delle “competenze non
cognitive” meriti un confronto attento e strutturato.
Signor Ministro,
la salute, secondo una definizione condivisa a livello
internazionale, è equilibrio tra corpo e mente e riguarda tutti gli aspetti
della vita umana.
Allo stesso modo, l’educazione non può limitarsi alla
trasmissione di conoscenze, ma deve sostenere lo sviluppo armonico della
persona nella sua dimensione emotiva, sociale e cognitiva.
Le competenze educative note a livello internazionale
come life skills, sono state rilevate da studi internazionali per
arginare e prevenire abusi, bullismo, discriminazioni, violenza.
Non sono abilità isolate e sono state diffuse oltre 30 anni
fa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Costituiscono un insieme
organico e interdipendente di dieci competenze emotive, sociali,
cognitive che funzionano solo se sviluppate insieme, in modo
intenzionale, continuativo e coerente.
È con questo spirito di responsabilità educativa che ci
rivolgiamo a Lei.
In occasione dell’avvio della sperimentazione scolastica
dedicata alle cosiddette “competenze non cognitive”, desideriamo esprimere una
preoccupazione fondata e costruttiva: il rischio che un tema così delicato e
strutturale venga affidato a modalità sperimentali che finiscono per gravare
ulteriormente sugli insegnanti. Insegnanti già oggi fortemente
sollecitati da carichi organizzativi, didattici e relazionali complessi.
Le competenze emotive, sociali e cognitive non possono
essere considerate un’aggiunta trasversale occasionale né un compito implicito
da assorbire nel lavoro ordinario dei docenti di ogni disciplina. Richiedono
invece preparazione specifica, formazione avanzata, materia dedicata, pratica
laboratoriale e continuità nel tempo.
Per questo, con rispetto ma con fermezza, chiediamo che il
Ministero valuti una scelta diversa e più strutturale:
-evitare una sperimentazione che rischia di
frammentare l’intervento educativo e di scaricarne il peso sui docenti non
formati specificamente;
-valorizzare da subito le competenze
professionali di laureati specializzati e di professionisti in possesso di
master specifici sulle life skills, che possano operare in modo qualificato
all’interno della scuola pubblica;
-lavorare alla definizione e all’introduzione,
appena possibile, di un format nazionale chiaro e stabile: una materia
specifica dedicata alle competenze emotive, sociali e cognitive, affidata a un
docente specializzato, con un approccio laboratoriale, esperienziale e coerente
con l’unitarietà delle dieci life skills.
Come vivere bene nel corpo nella mente, con gli altri e con il Pianeta
Come il corpo umano non può funzionare se ogni organo viene
trascurato, così l’educazione perde efficacia se queste competenze vengono
affrontate in modo parziale, improvvisato. Le conseguenze non sono neutre:
riguardano il benessere individuale, la qualità delle relazioni, la capacità di
cooperare e, in ultima analisi, la convivenza civile.
Siamo convinti che una scelta lungimirante in questa
direzione rappresenterebbe un investimento autentico sul futuro del Paese. Nel
pieno rispetto della scuola, dei docenti e del diritto degli studenti a una
formazione completa della persona, come sancito dalla nostra Costituzione.
Con fiducia nel valore del dialogo istituzionale, restiamo
in attesa di un segnale di attenzione e di responsabilità.
Con stima,
Bambino Oggi…Uomo Domani O.D.V.
Orietta Matteucci presidente

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente