Polizia locale, Lacorte (CISL fp): “serve una riforma vera: stessi compiti, stesse tutele”
Taranto, 30.01.2026 - “È un’occasione importante -
sottolinea Giuseppe Lacorte, Segretario Generale Cisl FP Taranto Brindisi -
perché la Polizia Locale è oggi il presidio più presente nei territori degli
oltre 8.000 Comuni italiani, ma continua a lavorare con una legge quadro ferma
al 1986. È una contraddizione che non può più essere ignorata”.
L’incontro di oggi con l’On. Maiorano e l’On. Montaruli di
Fratelli d’Italia è stato accolto positivamente dalla Cisl FP, in quanto
finalizzato a raccogliere osservazioni, suggerimenti e proposte, valorizzando l’esperienza
diretta e la competenza professionale anche delle Organizzazioni Sindacali.
Secondo Lacorte, negli anni la Polizia Locale ha visto
ampliarsi in modo significativo il proprio raggio d’azione: dal controllo del
territorio al contrasto del degrado urbano, fino alle attività collegate alla sicurezza
integrata, spesso in collaborazione con le Forze di polizia ad ordinamento
statale.
“La realtà operativa - spiega - è cambiata profondamente,
anche per effetto dei diversi decreti sicurezza. Oggi gli agenti si trovano
sempre più spesso impegnati in attività al confine con l’ordine pubblico”. Un’evoluzione
che, tuttavia, non è stata accompagnata da un adeguamento normativo e
contrattuale.
“Non chiediamo di sovrapporci alle competenze dello Stato -
chiarisce Lacorte - ma certezza delle funzioni, un quadro legislativo
aggiornato e, soprattutto, diritti e tutele coerenti con ciò che facciamo ogni
giorno”.
Tra i punti centrali evidenziati dalla Cisl FP, la necessità
di superare le disparità di trattamento rispetto alle altre Forze di polizia,
in particolare sul piano economico, previdenziale, assistenziale, assicurativo,
infortunistico e fiscale, mantenendo però la Polizia Locale nell’alveo degli
Enti Locali.
“Serve una cornice nazionale - sottolinea - che metta fine a
differenze ingiustificate e garantisca una giusta equiparazione”.
Una situazione che trova una rappresentazione emblematica
nella realtà locale. “A Taranto la Polizia Locale conta formalmente 196 unità,
ma circa la metà risulta effettivamente impiegabile nei servizi operativi
esterni, con evidenti ricadute sulla capacità di presidio del territorio”,
afferma Fabio Ligonzo, coordinamento Enti Locali Taranto.
“Basta ricordare che l’articolo 6, comma 3, lettera a),
della legge 37/2011 stabilisce che, per una città delle dimensioni di Taranto,
il Comando dovrebbe disporre di almeno 400 unità. Una dotazione organica che è
oggi ben distante dalla realtà”.
Il tema è reso ancora più urgente da due dati significativi:
la riduzione degli organici e l’innalzamento dell’età media. “Le fonti
disponibili indicano che dal 2014 al 2022 gli operatori sono diminuiti di oltre
8.000 unità, mentre le richieste di intervento aumentano costantemente, anche
da parte di Prefetti, Sindaci e Questori. Nel frattempo, l’età media supera
abbondantemente i 50 anni”.
Ligonzo richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni di
lavoro, soprattutto nei servizi più complessi e rischiosi: contrasto allo
spaccio, gestione della movida notturna, fenomeni di violenza urbana.
“Quando si opera in contesti misti, con Polizia di Stato,
Carabinieri e Guardia di Finanza, spesso si lavora su quadranti diversi ma con
la stessa esposizione al rischio. Eppure - denuncia - le tutele non sono le stesse”.
Un esempio concreto riguarda la disciplina economica in caso di infortunio o malattia. “È un paradosso che può sembrare marginale, ma è la vita reale: un operatore di Polizia Locale infortunato può subire una decurtazione dello stipendio per effetto delle norme Brunetta. Questo non accade ad altre Forze di polizia. È una disparità che non può essere considerata normale”.
Proprio sugli infortuni sul lavoro, Lacorte chiede
l’inserimento della Polizia Locale tra i lavori gravosi. “È sufficiente
consultare la banca dati INAIL per riscontrare i numerosi incidenti che
coinvolgono gli operatori, in larga parte dovuti alle aggressioni subite
durante il servizio”.
Dati allarmanti, in costante crescita negli ultimi anni, che
attestano circa duemila infortuni l’anno, confermando l’elevato livello di
rischio quotidiano.
Tra le proposte avanzate dalla Cisl FP figurano anche
interventi organizzativi e operativi: definizione delle figure professionali,
accesso ai ruoli di ufficiale dopo almeno cinque anni di servizio, riconoscimento
delle vittime del dovere, formazione continua obbligatoria, istituzione di albi
regionali dei comandanti, pieno accesso alle banche dati, collegamento delle
sale operative al Numero Unico 112, tutela legale garantita dagli enti sin
dall’inizio del procedimento e uniformità nazionale per uniformi e livree dei
mezzi.
Sul piano delle risorse, Fabio Ligonzo ricorda che “la legge
di bilancio 2021 ha previsto un fondo presso il Ministero dell’Interno, con 20
milioni di euro annui a partire dal 2022”, ma avverte: “Non basta. Senza investimenti
strutturali e strumenti normativi adeguati, la Polizia Locale rischia di
restare schiacciata tra responsabilità crescenti e tutele insufficienti”.
Infine, un passaggio sulle difficoltà degli Enti Locali nel
valorizzare economicamente il personale. “I Comuni sono soggetti a vincoli
stringenti sul salario accessorio, in particolare con l’articolo 23 del d.lgs. 75/2017.
Anche i proventi del Codice della Strada, per come vengono interpretati, non
consentono reali margini di riconoscimento. Serve un intervento legislativo
chiaro”.
“Il punto - conclude Lacorte - è semplice: le funzioni
svolte oggi dalla Polizia Locale sono spesso le stesse delle Forze di polizia
statali, perché la sicurezza integrata è già realtà. Ma se aumentano le responsabilità,
devono aumentare anche le garanzie. La riforma della legge 65/1986 non è più rinviabile”.
Fabio Ligonzo
Coordinamento Enti Locali
Cisl FP Taranto Brindisi
Giuseppe Lacorte


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