Borraccino - All’assemblea del circolo PD di Talsano per il no al referendum sulla giustizia
Ieri ho partecipato all'assemblea del Circolo PD di Talsano
per il NO al referendum sulla riforma Nordio, assieme al portavoce del comitato
Giusto Dire NO di Taranto, Avv. Massimo Moretti, la segretaria CGIL
Taranto, Tiziana Ronsisvalle, il presidente di ANPI Taranto,
Prof. Ubaldo Pagano e il presidente regionale ARCI
Puglia, Davide Giove.
Con me i consiglieri comunali del PD Stefano
Panzano e Luana Riso e il vice presidente di Kyma
Servizi, Oscar La Gioia.
Un ringraziamento per la presenza anche all’assessore
comunale ai lavori pubblici, Lucio Lonoce e al segretario del circolo
PD di Pulsano, Avv. Giampiero Longo.
Una sala affollata e sempre attenta ha fatto da cornice
all’ottima iniziativa che ci ha permesso di illustrare quelle che sono le
modifiche introdotte, le quali non riguardano solo la separazione delle
carriere dei magistrati, ma tutt’altro.
I motivi potremmo così riassumerli:
- Il nuovo CSM: l'organo che difende i giudici dalla
politica e ne preserva l'autonomia. Con la riforma verrebbero estratti a
sorteggio in modo puramente casuale (e non eletti dai colleghi); mentre i
membri laici verrebbero eletti a sorteggio da una lista (ristretta)
preselezionata dalla maggioranza parlamentare (quindi un gruppo omogeneo che
risponde alla logica politica del momento).
- Inoltre, i magistrati eletti a sorteggio non dovranno
rispondere a nessuno per il loro operato facendo venire meno il principio di
responsabilità.
- Poi, l'Alta Corte Disciplinare: al momento i
provvedimenti disciplinari contro i magistrati sono gestiti dal CSM, mentre con
la riforma subentrerebbe l'Alta Corte formata solo dai magistrati della Corte
di Cassazione (gli altri giudici sarebbero esclusi per legge).
In questo modo si darebbe vita a una magistratura di serie A
e di serie B racchiudendo la scelta in magistrati che hanno sede a Roma ed
eludendo l'esperienza pratica di chi sta nei tribunali in tutt’Italia e quindi
non potendo contare sulla loro esperienza quotidiana.
- Ancora, c'è il timore che una futura legge possa
creare collegi a dominanza politica con una minoranza di magistrati e con il
potere disciplinare che si trasformerebbe in una potenziale arma di
intimidazione politica.
- Successivamente, mentre ora i magistrati possono fare
appello alla Corte di Cassazione, con la riforma lo farebbero alla stessa Alta
Corte, in tal modo si eliminerebbe la presenza di un organo terzo esterno e
superiore e si darebbe vita a un sistema chiuso, autoreferenziale che giudica
se stesso.
- Infine l’impatto sui giudici: con la riforma la
posizione dei giudici risulterebbe piuttosto debole in quanto il sistema
disciplinare che, come in una piramide, è posto al di sopra del giudice
potrebbe essere influenzato dalla politica e, quindi, non lascerebbe libertà
decisionale al giudice.
L'autonomia e l'indipendenza della magistratura sono un
pilastro della nostra democrazia e, per tali motivi, continueremo a promuovere
manifestazioni divulgative su tutto il territorio come Partito
Democratico per spiegare ai cittadini perché votare NO.
Consigliere Regionale

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