Continua la desertificazione del Verde Urbano
Continua la desertificazione del Verde Urbano a Palagiano e, in particolare, l’abbattimento dei pini!
Tutti pini che improvvisamente diventano
pericolanti o malati o, magari, che danno fastidio a qualcuno.
Certo, si dirà che ci sono fior di perizie
tecniche, ma come sempre la metodologia impiegata per la verifica della
propensione al cedimento delle piante arboree si basa su “un’ispezione visiva”. Ma è possibile
(come pure abbiamo chiesto più volte) che almeno nei casi dubbi o nei casi di
abbattimento multiplo si possa ricorrere ad una più approfondita perizia
strumentale, l’unica che può davvero sancire se una pianta è da abbattere?
Certo si dirà che con l’aumentare dei
fenomeni atmosferici e le allerte meteo aumenta il rischio di crollo di alberi.
Ma questo non può giustificare la desertificazione del verde, anche perché,
altrimenti, si dovrebbero anche eliminare tutti i pali della luce, le insegne
pubblicitarie ed i cornicioni dei fabbricati (tutti elementi che, al pari degli
alberi, sono soggetti a caduta). Invece, come si fa in tanti altri comuni,
quando c’è l’allerta della Protezione Civile per situazioni di reale rischio,
si emanano specifici provvedimenti precauzionali con cui si chiudono spazi
pubblici (per esempio, dovrebbe essere recintata e chiusa la villa comunale),
si vieta di parcheggiare sotto gli alberi, quando necessario si chiudono
persino le scuole e si adottano sistemi di messaggistica veloce con cui si
informano puntualmente i cittadini.
Palagiano non ha mai brillato per la
presenza del Verde Urbano, ancora oggi soffre di un pesante deficit di standard
urbanistici (“dotazioni
minime e inderogabili di spazi pubblici riservati alle attività collettive, a
verde pubblico o a parcheggio”). Dei 3 polmoni verdi nell’abitato,
l’ex asilo delle suore, la villa comunale e il quartiere Bachelet (unico con
uno strumento di programmazione urbanistica esecutivo), ivi comprese le aree
circostanti la scuola “G. Rodari” è rimasto ben poco: negli ultimi 8 anni sono
stati abbattuti oltre un centinaio di pini ed altre decine sono già
programmate!
Ora, lo ripetiamo con chiarezza, non
vogliamo in alcun modo mettere in secondo ordine la sicurezza dei cittadini, ma
qualche dubbio ci viene: possibile che tutti gli alberi di pino che sono li da decenni
siano improvvisamente diventati tutti instabili? E’ probabile, ovviamente, ma altrettanto
probabile è che – forse – a stabilirlo in maniera inconfutabile non possa
bastare “un’ispezione
visiva”. E sgomberiamo il campo da un altro
luogo comune, quello secondo cui i pini sarebbero instabili: al contrario, i
pini sono tra gli alberi più stabili, basta far riferimento non ai “si dice”, ma alle pubblicazioni scientifiche e degli
esperti arboricoltori.
Torniamo a
chiedere, dunque, a Sindaco, Assessore
all’Ambiente e Dirigente del Settore Tecnico,
di voler procedere – prima dell’ulteriore abbattimento delle piante – ad
una più approfondita verifica tecnica tesa ad accertare la effettiva stabilità
degli alberi. Capiamo che questo comporta un maggiore impiego di risorse
finanziarie, ma crediamo che questo possa essere un impegno prioritario, se si
tiene conto dei “servizi ecosistemici” che il verde urbano svolge: ricordiamo che ogni albero rappresenta per tutta la collettività un bene prezioso e che
le chiome verdi degli alberi svolgono una insostituibile azione di trattenimento delle polveri sottili e di
rifornimento d’ossigeno e di vivibilità climatica complessiva.
Si chiede,
altresì, di voler procedere alla redazione di un serio Piano del Verde Urbano che, nell’ambito
di una complessiva programmazione possa prevedere:
·
il recupero del deficit di standard relativo al Verde Pubblico;
·
una gestione pianificata e competente della cura del Verde Esistente;
·
il rispetto della Legge 14
gennaio 2013, n. 10 che impone ai comuni - tra l’altro - “l'effettivo
rispetto dell'obbligo di porre a dimora un albero per ogni
neonato e di ciascun minore adottato
entro sei mesi”; ovviamente, alberi aggiuntivi, non
sostitutivi di quelli abbattuti;
·
in
caso di indispensabile abbattimento, la sostituzione con un pari volume di chiome eliminate.
Il Presidente

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