Inaugurato in Antartide l’archivio della memoria del clima
ROMA\ aise\ - Dalle Alpi al plateau antartico. Carote di ghiaccio contenenti la memoria dell’atmosfera del passato sono ora conservate in sicurezza nell’Ice Memory Sanctuary, in Antartide.
Una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei
ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati. Un vero
e proprio archivio per la conservazione della memoria del clima, che è
stato inaugurato oggi, 14 gennaio.
E quindi, un momento storico per il
progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle
Ricerche e Università a Ca’ Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université
Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera).
Un viaggio di più di 50 giorni
A bordo della rompighiaccio Laura
Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da
ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory
Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di Concordia, nel cuore
dell’altopiano antartico. Avvenuto nell’ambito del Programma Nazionale di
Ricerca in Antartide (PNRA), il trasporto è stato gestito dall’Istituto
Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).
Arrivate a
destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell’Ice Memory
Sanctuary: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per
diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Un
successo che, nel contesto del Decennio d’azione per le scienze della criosfera
dell’UNESCO, dimostra la piena efficacia degli sforzi intrapresi per
salvaguardare gli archivi climatici glaciali del nostro pianeta.
Con la fiducia che i progressi della scienza e della tecnologia possano aprire
la strada a nuove scoperte – anche qualora i ghiacciai dovessero scomparire –
queste carote di ghiaccio rappresentano un’eredità dal valore inestimabile per
le generazioni future. Costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca
scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere
e proprie capsule del tempo, racchiudono l’atmosfera del passato che da oggi
sarà protetta per i decenni e i secoli a venire.
Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte dal Monte Bianco (Col du
Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025). La missione sul Grand
Combin, coordinata dall’Istituto di scienze polari del Consiglio Nazionale
delle Ricerche (CNR-ISP) e dall’Università Ca’ Foscari Venezia, è stata
supportata da SEA BEYOND, progetto del Gruppo Prada condotto dal 2019 in
partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa (COI)
dell’UNESCO, con l’obiettivo di creare consapevolezza sulla preservazione
dell’oceano e la sua sostenibilità. I due campioni sono salpati a metà ottobre
2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell’ambito della
41ª campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Operato
dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), il
carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura
costante di -20 °C / -4 °F per l’intera durata del viaggio. Ha attraversato il
Mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l’Oceano Meridionale
e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7
dicembre 2025.
Da qui, un volo speciale reso possibile dall’ENEA nell’ambito del PNRA e
operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l’integrità dei
campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di ghiaccio attraverso l’interno
del continente antartico fino alla Stazione italo-francese Concordia, a 3.233
metri di altitudine.
L’Ice Memory Sanctuary
E' una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri,
scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la
superficie, per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento
tecnico e la progettazione dell’Unità Tecnica Antartica dell’ENEA e con la
collaborazione dell’Istituto Polare Francese (IPEV), sono stati condotti
diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la
massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l’impatto della
costruzione sull’ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid.
La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi
di refrigerazione meccanica.
La sua stabilità è assicurata dalle temperature
antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l’anno si mantengono
prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio
garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle
contaminazioni.
La valutazione iniziale di impatto ambientale per questa grotta di ghiaccio
naturale è stata approvata nel 2024 nell’ambito della 46ma riunione consultiva
del Trattato Antartico (ATCM46). Grazie al finanziamento della Fondazione
Principe Alberto II, partner filantropico storico della Ice Memory Foundation,
l’archivio rappresenta una delle strutture scientifiche di conservazione più
innovative e remote mai realizzate.
“La mia Fondazione è impegnata nell’iniziativa Ice Memory fin dalla sua nascita
nel 2015 - ha dichiarato il Principe Alberto II di Monaco, Presidente
Onorario della Ice Memory Foundation -. Oggi abbiamo una responsabilità
storica: contribuire a costruire, attraverso Ice Memory, un patrimonio di
archivi glaciali per i nostri figli”.
I ghiacciai montani stanno arretrando a una velocità senza precedenti.
Dal
2000, i ghiacciai hanno perso a livello regionale tra il 2% e il 39% della loro
massa di ghiaccio e circa il 5% a livello globale, rischiando di
cancellare secoli, in alcuni casi millenni, di informazioni scientifiche
cruciali e insostituibili, che consentono alla comunità scientifica di
osservare e comprendere le tendenze passate e di anticipare quelle future.
Già da decenni la paleoclimatologia glaciale contribuisce ai processi
decisionali politici, in particolare attraverso l’Intergovernmental Panel on
Climate Change (Ipcc). In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del
mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa
e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o
sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello
globale, coinvolgendo team scientifici di tredici Paesi in questa iniziativa di
grande rilevanza scientifica e globale.
“Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e
polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation
garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano
studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari
non esistono ancora”, ha spiegato Carlo Barbante, vicepresidente della Ice
Memory Foundation, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e senior
associate member del CNR-ISP.
Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da
tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso - si uniranno a queste prime due nel loro
nuovo ‘rifugio’ negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come
eredità comune dell’umanità.
Nel corso del prossimo decennio - designato come Decennio delle Nazioni Unite
per l’Azione nelle Scienze della Criosfera - verrà definito il quadro di
governance internazionale per garantire che i campioni del patrimonio, con le
loro informazioni uniche, rimangano accessibili come risorsa appartenente a
tutta l’umanità.
Tale governance dovrà assicurare un accesso trasparente alle
carote di ghiaccio archiviate, basato esclusivamente su criteri scientifici e
gestito secondo principi etici ed equi.
“Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni,
devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile
modello di governance rappresenterebbe un risultato fondamentale del Decennio
delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della Criosfera”, ha
commentato Thomas Stocker, Presidente della Ice Memory Foundation.
La Ice Memory Foundation ha quindi dichiarato di voler accelerare gli sforzi
per ampliare la raccolta e definire un quadro di governance internazionale. Per
rispettare la sua ambiziosa roadmap (campionare 20 ghiacciai in 20 anni), la
Ice Memory Foundation ha invitato la comunità scientifica globale, le
istituzioni di ricerca, i decisori politici e i partner finanziari ad agire con
urgenza per organizzare e sostenere nuove campagne di perforazione sui
ghiacciai in pericolo, ma anche per contribuire all’ampliamento dell’archivio
mondiale di ghiaccio a lungo termine prima che questi archivi scompaiano.
“Siamo l’ultima generazione che può agire”, ha concluso Anne-Catherine
Ohlmann, Direttrice della Ice Memory Foundation. “È una responsabilità che
condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una
responsabilità scientifica: è un’eredità per l’umanità”. (aise)

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