A Taranto chiediamo #duemarididiritti
Riceviamo
e pubblichiamo integralmente nota dell’associazione Hermes Academy di Taranto
Per martedì
28 giugno è convocata la conferenza stampa di presentazione del Puglia
Pride 2016, manifestazione che giunge al suo terzo anno e che vedrà Taranto
ospitare per la prima volta, sabato 2 luglio, la parata finale, che nasce dai
moti di Stonewall del 1969 per rivendicare pari diritti.
La
conferenza rappresenterà l’occasione per presentare alla città il progetto e le
rivendicazioni politiche della manifestazione, i cui temi cardine sono
ambiente, salute e lavoro, ma anche la lotta contro ogni forma di
discriminazione e la necessità di una legge contro l’omotransfobia, che la
comunità sente ancora più impellente alla luce dell’ennesima aggressione
omofobica.
L’appuntamento
è per le ore 10.00, presso
la sede UIL in Piazza Dante #2 (piazzale Bestat) a Taranto.
Le
attiviste e gli attivisti pugliesi delle associazioni fondatrici e aderenti del
coordinamento Puglia Pride illustreranno il documento politico, la campagna
pubblicitaria e tutti gli eventi previsti fino al 2 luglio: quelli di
preparazione e quelli che legati alla Pride Week, partita a Vieste lo scorso 25
giugno e a scendere lungo tutta la regione fino a sabato 2 luglio, quando tra
le strade di Taranto sfilerà la parata.
Il
raduno presso il Parco Archeologico delle Mura Greche (lato Piazza Federico
Fellini) è previsto per le ore 16.30, con partenza alle ore 17.30. Il corteo
percorrerà via Blandamura, Via Dante, Via Cagliari, Via Plateja, Via Polibio,
Via Dante, Via Aristosseno, Piazza Madonna delle Grazie, Via Falanto, Via
Cugini, Via Leonida, Via Di Palma, Piazza Giordano Bruno (più nota come piazza
Maria Immacolata), Via D’Aquino, Via Regina Margherita, Lungomare Vittorio
Emanuele III, per giungere intorno alle ore 20.00 sulla Rotonda, dove verrà
offerto uno spettacolo musicale.
Il
Puglia Pride rientra nell’Onda Pride ed è organizzato e promosso dal
Coordinamento Puglia Pride, con la collaborazione di numerose associazioni ed
il patrocinio di Regione Puglia, Comune di Taranto e Comune di Bari ed il
supporto di UIL e CGIL.
A
seguire, uno stralcio dell’articolo redatto dalla giornalista del Corriere del Mezzogiorno Adriana
Logroscino, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta a Bari lo
scorso 18 giugno.
Dal gay pride all’everybody
pride. La
sfilata dell’orgoglio cambia pelle
[…] La qualificazione «gay» anteposta al Pride è
caduta da tempo. Quest’anno, però, la sfilata pugliese dell’orgoglio
omosessuale, che nasce dai moti di Stonewall del 1969 per rivendicare pari
diritti, si trasforma ancora.
Programmata per il 2 luglio a Taranto,
anticipata da una serie di appuntamenti in tutta la regione e dedicata alle
vittime di Orlando, sarà una manifestazione trasversale, che rappresenta tutte
le diversità. Quelle di orientamento sessuale – all’omosessualità sono
affiancate nella rivendicazione bisessualità, transessualità, intersessualità –
ma anche quelle sociali, dei tarantini che si sentono emarginati, stretti come
sono tra il bisogno di lavoro e il diritto alla salute. «Ambiente, lavoro,
salute sono i tre punti focali», rivela Miki Formisano, […] esponente di quella
minoranza nella minoranza che sono i transessuali, passato, non senza
moltissimo dolore, dalla condizione di «femmina biologica» a quella, risolta,
di uomo. […]
«Rivendichiamo diritti per tutti – spiega Luigi
Pignatelli, presidente di di Arcigay Taranto – questo sarà un everybody pride, l’orgoglio di tutte le
diversità». L’intenzione è chiara, anche se magari disorientante per chi vede
il Pride come l’occasione di una comunità per ritrovarsi e di tutti gli altri
per riflettere sui diritti ancora da conquistare. Tuttavia il risultato
potrebbe essere una partecipazione ancora più massiccia rispetto alle ultime
sfilate regionali: nel 2014 sono stati circa tremila a sfilare tra i perplessi
leccesi; nel 2015 «Fuggi a Foggia» ha richiamato diecimila manifestanti e ha
visto una città apertamente contagiata dalla festa.
La voglia di far uscire Taranto dal suo
drammatico isolamento, già testimoniata dalle folle che partecipano al concerto
del primo maggio «alternativo» al tradizionale appuntamento di piazza San
Giovanni a Roma, organizzato dai sindacati, potrebbe portare per strada nel
nome di «Due mari di diritti», slogan di quest’anno, un numero ancora maggiore
di manifestanti. […]
Documento politico
Coordinamento Puglia Pride:
Arcigay Bari – L’Arcobaleno
del Levante
Arcigay BAT – Le Mine
Vaganti
Arcigay Foggia – Le Bigotte
Arcigay Taranto – Hermes
Academy
ArciLesbica Mediterranea
Bari
KéBari
TGenus
LeA – Liberamente e
Apertamente
NUDI – Nessuno Uguale
Diversi Insieme
Famiglie Arcobaleno
28 Giugno
#DueMariDiDiritti
Nel nostro territorio, caratterizzato da tanta bellezza
paesaggistica e artistica, non vogliamo più un conflitto tra diritti come
lavoro, salute, libertà, autodeterminazione. La terra non odia i suoi frutti e
nelle nostre vene scorre questa terra, mai più terra di veleni e di infelicità
ma alimento di vita e libertà.
Nello specifico del nostro quotidiano, chiediamo a tutti e
tutte di adoperarsi affinché ciascuna realtà del mondo del lavoro applichi le
normative senza indugio e, perché la politica elabori strumenti legislativi
adeguati, oltre l’orizzonte dei favori e degli interessi di parte parziali e
marginalizzanti, proponiamo una cultura e una società dei diritti.
Dall’Offesa all’Orgoglio
“Dillo pure che
sei offeso da chi distrugge un entusiasmo, da chi è sazio e ormai si è arreso,
da tutta la stupidità. Chi si offende tradisce il patto con l’inutile omertà,
rimane senza la protezione del silenzio, dell’assenzio, del tanto dobbiamo
sopravviverci qui dentro”. (Niccolò Fabi, cantautore).
Solo chi ha
stima di sé può offendersi. Solo chi interrompe l’offesa può affermarsi. Solo
chi si afferma può essere visto e riconosciuto. Solo grazie all'orgoglio siamo
arrivati fin qui. E da qui ripartiamo. Da casa nostra, tra il profumo degli
ulivi. Mano nella mano, perché abbiamo capito che insieme siamo più forti, più
rumoros*, più colorat*, più accoglienti, più somiglianti alla nostra terra, da
sempre ponte tra civiltà, incontro di mari e di venti, di suoni differenti. Se
ti offende sapere che nella tua nazione ci sono persone che hanno gli stessi
doveri delle altre ma non gli stessi diritti, vieni con noi a sentirti
orgoglios* di te stess*: la luce della Puglia ti aspetta.
Tutte le nostre rivendicazioni
La nostra richiesta è d’investire nella sensibilizzazione,
nell’in/formazione e nell’educazione sulle tematiche concernenti la comunità
LGBTQI*, allo scopo di costruire una società più accogliente e che meno
discrimini il diritto a godere dei benefici economici e materiali, derivanti
dal legame con il genitore non biologico ed il diritto-dovere del genitore non
biologico di prendersi cura dei figli.
Matrimonio
Il riconoscimento del matrimonio civile per le coppie
formate da persone dello stesso sesso, come sollecitato dalle sentenze 138/2010
della Corte Costituzionale e 4184/2012 della Corte di Cassazione.
Adozioni
Possibilità di adozione dei minori per i singoli, le singole
e le coppie non eterosessuali.
Riconoscimento
famiglie omogenitoriali e del genitore non biologico
Sul piano legale, devono essere tutelati il diritto dei
figli alla continuità affettiva con il genitore non biologico, il diritto a
godere dei benefici economici e materiali derivanti dal legame con il genitore
non biologico ed il diritto-dovere del genitore non biologico di prendersi cura
dei figli.
Procreazione
medicalmente assistita
Revisione della legge 40 e parità di diritto all’accesso per
tutti e tutte alla procreazione medicalmente assistita, indipendentemente dallo
status di coppia e dal genere e orientamento delle componenti la coppia.
Legge contro
Omofobia, Lesbofobia, Bifobia e Transfobia
Estensione della legge Mancino, che prevede le aggravanti
penali per i crimini di odio, anche a protezione delle persone LGBTQI*.
Transessualità:
salute, informazione e lavoro
1. Salute
1.1) In Puglia vi è un’emergenza che riguarda le persone che
chiedono di accedere al percorso di transizione per la rettificazione
anagrafica del sesso, ai sensi della legge 164 del 1982 e successive modificazioni.
Attualmente nell’intera regione vi è un solo centro ospedaliero-universitario,
presso il Policlinico di Bari, associato all’Osservatorio Nazionale Identità di
Genere (ONIG), in grado di far fronte alle richieste delle persone trans. La
situazione è insostenibile, perché vi sono liste di attesa che vanno dai 12 ai
18 mesi solo per poter iniziare la psicoterapia e avviare il percorso di
transizione. Tale situazione aggrava il disagio e le discriminazioni che le
persone transessuali subiscono per vedere garantito il diritto fondamentale
alla salute, inteso come benessere psico-fisico, e all’autodeterminazione.
Chiediamo che la Regione:
a) potenzi la struttura presente presso il Policlinico di
Bari, in termini di risorse e di servizi erogati, e che valuti la creazione di
un secondo centro presso un’altra ASL pugliese, tenendo anche conto delle
caratteristiche geografiche della regione, che si estende per oltre cinquecento
chilometri;
b) crei o sostenga in ogni provincia uno sportello con
personale qualificato, al quale possono rivolgersi le persone trans per
ricevere sostegno morale e psicologico;
c) provveda a farsi carico, come avviene in altre regioni,
dei costi degli ormoni e di tutte le altre spese mediche – connesse alla
transizione e attualmente non coperte dal SSN – che le persone devono
sopportare;
1.2) In Italia – nonostante le indicazioni della comunità
scientifica internazionale e le dichiarazioni ufficiali del Consiglio Nazionale
dell’Ordine degli Psicologi – vengono ancora proposte terapie riparative (o di
conversione) per le persone omosessuali che vivono con disagio il proprio
orientamento sessuale, con l’intento di modificarlo. La letteratura scientifica
internazionale ha stabilito che non ci sono evidenze sulla possibilità di
modificare l’orientamento sessuale con interventi psicoterapeutici, religiosi o
di altra natura e che, quando effettuati, questi non hanno maggiore efficacia
di una psicoterapia con un obiettivo differente dalla conversione
dell’orientamento e spesso sono più dannosi che efficaci. Chiediamo che la
Regione favorisca e promuova sul territorio regionale – in coordinamento con
gli ordini degli psicologi e dei medici – eventi informativi per la
cittadinanza e formativi per medici, psicologi e personale sanitario e non (es.
insegnanti, infermieri, assistenti sociali, altro) sui temi dell’identità
sessuale, in modo che sia impedita ogni forma di intervento psicologico,
psicoterapeutico, medico pregiudiziale e potenzialmente dannoso su gay,
lesbiche, transgender.
2. Informazione e Lavoro
2.1) Chiediamo revisione della legge 164/82, affinché anche
le persone transgender che non possono, per motivi di salute, o non vogliano
sottoporsi agli interventi chirurgici previsti – nel pieno possesso delle
proprie volontà – abbiano accesso alla rettifica anagrafica sui documenti
(piccola soluzione).
2.2) Abolizione dell’articolo 85 del decreto 773 del 1931
sul camuffamento e mascheramento in pubblico.
2.3) Chiediamo che la Regione promuova e sostenga campagne
pubbliche di sensibilizzazione e di informazione sull’identità di genere e
sulle persone transessuali e omosessuali, al fine di ridurre la discriminazione
e favorire l’inclusione sociale di tutti i cittadini. Particolare attenzione
chiediamo che venga prestata alle campagne nei posti di lavoro e presso le
agenzie educative.
2.4) La discriminazione estrema delle persone transessuali
in ambito lavorativo produce gravissimi danni. Chiediamo che la Regione,
nell’ambito delle sue competenze, approvi una legge o altri provvedimenti tesi
a garantire il diritto al lavoro delle persone transessuali. Chiediamo che
siano introdotte misure di coordinamento con le organizzazioni datoriali e dei
lavoratori e promossi interventi presso tutti i datori di lavoro pubblici e
privati, che rendano effettivo l’accesso o la permanenza al lavoro delle
persone transessuali. Sia introdotta una normativa che tuteli l’identità di
genere come possibile fattore di discriminazione, avviando campagne di
sensibilizzazione a datori/datrici di lavoro, tali da garantire l’assunzione di
una quota minima di persone trans all’interno di aziende private e non.
2.5) Le persone transessuali, in particolare durante la fase
della transizione, vivono una condizione di grande difficoltà, dovuta al fatto
che la propria condizione giuridica, quale emerge dai documenti, non
corrisponde più all’aspetto fisico o al nuovo nome prescelto. Per garantire il
benessere psicologico del lavoratore o della lavoratrice trans è necessario che
sia garantito – laddove possibile – che la persona non venga costretta a
rendere nota la propria condizione. Chiediamo in particolare che la Regione si
adoperi, in coordinamento con le associazioni datoriali e dei lavoratori,
affinché le aziende garantiscano appieno la tutela dei dati personali delle
persone transgender e transessuali. Tra le misure che chiediamo di sostenere vi
sono: il rilascio di badge aziendali con la foto aggiornata e il nome prescelto
dalla persona; la creazione di account secondari per le mail; identificazione
con il nome prescelto del dipendente che lavori a contatto con il pubblico; la
possibilità di utilizzare i servizi igienici secondo il sesso di
riassegnazione, nel rispetto di tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Intersessualità
Chiediamo che sia sospesa l’assegnazione arbitraria del sesso
alla nascita da parte di famiglia e medici, rimandandola al momento in cui la singola
persona possa decidere autonomamente e in piena consapevolezza – dopo accurato
consenso informato ad eventuali trattamenti – il sesso che desidera sia
assegnato. In particolare, chiediamo siano rispettate le Linee Guida Etiche per
la gestione clinica di casi di Intersessualità, salvaguardando il diritto
dell’autodeterminazione del/la singolo/a.
Lavoro
La presenza di soggetti LGBTQI* evidenzia l’anomalia e
l’insufficienza di un welfare che non è universalistico e non garantisce, di
fatto, a nessun individuo i mezzi per autodeterminarsi, ma scarica su strutture
collaterali la responsabilità di fornire strumenti di sostentamento alla
cittadinanza. Vogliamo che venga messa in atto, al più presto, una riforma del
welfare e del mercato del lavoro, che tenga conto delle esigenze di ogni
cittadin* e garantisca un accesso universale al reddito e le condizioni materiali
per potersi autodeterminare.
Autoregolamentazione
per le materie LGBTQI*
Vogliamo che i professionisti dell’informazione definiscano
e adottino un codice di autoregolamentazione per le materie LGBTQI*, come è
stato già fatto per minori e minoranze etniche nelle Carte di Treviso e Roma.
Vogliamo che gli enti locali assicurino spazi e momenti di aggregazione,
informazione e sensibilizzazione sulla cultura del mondo LGBTQI*, incentivando,
anche attraverso stanziamenti economici, le diverse espressioni culturali.
Vogliamo che Regioni e Comuni d’Italia garantiscano parità di condizioni
riguardo gli interventi e i servizi attuati, per quanto di loro competenza,
rimuovendo ogni discriminazione derivante dall’orientamento sessuale e identità
di genere, che comporti, quindi, l’impossibilità di accesso ad una piena
cittadinanza delle persone LGBTQI* (con particolare riferimento alla Sanità,
all’assistenza economica, all’assistenza abitativa).
Per quanto riguarda l’ambito della nostra Regione, le nostre
rivendicazioni sono:
Salute
Chiediamo di:
riportare l’attenzione sull’HIV e le MTS (malattie a
trasmissione sessuale) in genere, nonché porre rimedio alla completa assenza di
educazione sessuale nelle scuole medie inferiori e superiori, mediante
programmi di formazione specifici, anche in collaborazione con le ASL
territoriali e le associazioni territoriali;
favorire la distribuzione di test rapidi HIV, al fine di
ottenere una sempre più precoce diagnosi e ridurre il rischio di diffusione
delle MTS; è auspicabile che l’introduzione di test rapidi permetta un
counseling community-based, raggiungendo così anche le sottopopolazioni più
vulnerabili;
estendere la copertura vaccinale gratuita per HPV (vaccino
quadrivalente) agli MSM facenti richiesta, contribuendo così alla riduzione dei
costi sanitari, migliorando la qualità di vita della popolazione e riducendo il
numero di neoplasie;
istituire la commissione regionale HIV/AIDS, che abbia una
forte rappresentanza delle sottopopolazioni vulnerabili;
promuovere progetti di tutela delle persone sieropositive,
in particolare in ambito sanitario, dove la discriminazione su base HIV-fobica
è molto più diffusa di quanto generalmente dichiarato.
Si chiede che quelle innovazioni recepite dall’attuale e
vigente PSR approvato nel 2008, nella pagina rivolta alle politiche sanitarie a
favore delle persone LGBTQI* e loro famiglie, siano attuate nella loro
pienezza. Sono state, infatti, avviate azioni di formazione tramite
organizzazioni regionali (come la rete regionale dei nodi locali) che, però,
includevano le azioni lgbt* nel calderone di tutte le altre discriminazioni. Oggi
chiediamo una attenzione specifica al riguardo. Sulle MTS, dalla rete dei
consultori pubblici era stata avviata una formazione, a cura di un apposito ed
istituito Coordinamento regionale, rivolta agli operatori dei consultori ed a
quelli scolastici. Non ci risultano incrementati né livelli di conoscenza
specifica, né risultati concreti e, comunque, la comunicazione e l’interazione
con il territorio e le organizzazioni sociali di riferimento sono del tutto
assenti ad eccezione di pochissimi casi. Chiediamo che venga riavviato un
confronto sulla formazione con i consultori.
Adesione Rete Re.A.Dy
Le istituzioni territoriali – comuni ed organismi paritari –
aderiscano alla Rete RE.A.DY, così come già fatto dal Comune di Bari e dalla
Regione Puglia.
Migranti
Chiediamo di creare un dialogo tra istituzioni, associazioni
LGBTQI* e istituzioni sociali che si occupano di immigrazione, affinché ci
possa essere formazione reciproca, per fornire un aiuto dedicato alle persone
migranti facenti parte della Comunità Arcobaleno.
Università e scuola
Chiediamo che gli Atenei e le Scuole Pugliesi rilevino e –
tramite dichiarazioni ufficiali – condannino pubblicamente fenomeni di
discriminazione Omo/Lesbo/Transfobica. Questo anche nell’ottica di una
sostanziale equiparazione dei Centri Unitari di Garanzia, attuati sulla base
dell’applicazione del DM 207, ai Comitati Pari Opportunità in merito alla
trasversalità, molteplicità e intersettorialità dei fenomeni discriminatori.
Chiediamo, pertanto, che gli Atenei e le Scuole Pugliesi
favoriscano piani di scambio di buone prassi, al fine di facilitarne la
condivisione relativamente alle avanguardie già adottate in altre università:
• organizzazione di corsi di formazione, per student*,
docenti, personale tecnico – amministrativo in materia di orientamento
sessuale, identità ed espressione di genere;
• attuazioni di azioni a supporto, anche in collaborazione
con enti/associazioni/gruppi territoriali/regionali, a studenti facenti parte
della comunità LGBTQI* che si vengano a trovare in situazione di emarginazione;
• promozione di momenti di conoscenza con le realtà della
comunità LGBTQI*, stabilendo rapporti di collaborazione e partnership;
• garanzia del diritto allo studio a studenti in
transizione, attraverso l’applicazione della misura del doppio libretto.
Chiediamo, inoltre, che i dirigenti scolastici, nell’ambito
dell’autonomia di scelta formativa e dei PON, tengano conto delle proposte
delle associazioni e del piano formativo, delle tematiche dell’identità di
genere e lotta all’omofobia e transfobia.
Sul sistema scolastico, chiediamo che la Regione crei una
taskforce tra la Regione, l’Ufficio Scolastico regionale e sue diramazioni
provinciali, Università degli studi di Bari, associazionismo di riferimento,
per monitorare, seguire ed implementare la progettualità formativa che il
Forags sta mettendo in cantiere per i prossimi anni.
Centri specializzati
nel percorso di transizione
Chiediamo un ampliamento dei centri nel territorio nazionale
e regionale, a sostegno di quelli già esistenti. È noto che nella città di Bari
ci sia uno squilibrio tra la quantità di lavoro e i dipendenti e formatori in
organico.
Piani sociali di zona
Chiediamo che nei piani sociali di zona venga introdotta la
voce “Lotta all’Omo-Bi-Transfobia” nella lista degli interventi.
Modulistica
Chiediamo l’introduzione dei termini GENITORE/GENITRICE al
posto di MADRE e PADRE nella modulistica scolastica, amministrativa,
istituzionale, in modo da rendere i moduli più inclusivi della molteplicità di
strutture familiari esistenti.
Gender
Vista la manipolazione delle informazioni relative ai
progetti effettuati da associazioni lgbt* e non sul rispetto delle differenze
nelle scuole, di qualunque ordine e grado, appare evidente la necessità che le
istituzioni prendano una posizione netta e chiara in merito alla questione
della pseudo teoria del gender.
Il continuo travisare azioni che hanno l’intento di evitare
che ci siano disparità di trattamento e insegnino al rispetto della diversità
maschio/femmina, diffondendo il messaggio erroneo che si tratti di interventi
atti a eliminare le differenze tra i sessi, a “omosessualizzare” la società,
trasformando bambini in bambine e viceversa, e aumentare il numero di gay e
lesbiche sin dalla prima infanzia (in quale modo – ovviamente – non è
spiegato), ha l’unico obiettivo di accrescere una paura e un timore paranoici
privi di fondamento.
È importante che le istituzioni pugliesi, gli ordini
professionali, le associazioni di categoria e il mondo dell’associazionismo di
qualunque genere siano informati adeguatamente sul tema, affinché possano
respingere messaggi allarmistici senza basi scientifiche e reali.
Chiediamo alla Regione Puglia di prendere una posizione
chiara sulla questione Gender – come già hanno fatto in passato l’AIP
(Associazione Italiana di Psicologia), il CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine
degli psicologi), la ministra Giannini, gli studiosi Lingiardi ed altri.

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