Taranto – Verdi riflettono dopo le ultime elezioni comunali
Riceviamo
e pubblichiamo integralmente nota della federazione dei Verdi della provincia di Taranto
Come molti autorevoli commentatori
hanno affermato in questi giorni, il voto degli italiani alle recenti
amministrative è stato un voto anti-sistema, in particolar modo contro quel
nodo sistemico politico-istituzionale rappresentato dal PD di Renzi. Ne ha
fatto le spese anche chi, come i Verdi romani, improvvidamente con esso si è
schierato, senza rendersi conto di quanto fosse ormai inviso a quella
popolazione. Coerentemente, Gianfranco Mascia, co-portavoce provinciale di
Roma, ha tratto le dovute conclusioni, dimettendosi.
Senza voler seguire le orme di altri che si esaltano
per le vittorie conquistate altrove e si rallegrano per le sconfitte altrui,
uno sguardo complessivo all'esito elettorale ci conferma come raramente ormai i
sindaci uscenti vengano riconfermati (Bologna, in questo, felice eccezione). Il
fatto è che i tagli ai trasferimenti di risorse operati dai governi che si sono
succeduti in questi anni, Renzi compreso, hanno reso quasi impossibile amministrare
le realtà locali, dando risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. A ciò si
aggiungano decisioni riguardanti l'assetto dei territori e l'uso delle loro
risorse, prese in maniera autoritaria, in dispregio delle volontà del popolo ed
esautorando i suoi legittimi rappresentanti, in nome di interessi non sempre
chiari e non sempre controllabili, quali lo “Sblocca-Italia”.
Il malcontento si coagula intorno alla figura istituzionale più vicina: il sindaco. Ma questa volta i cittadini hanno individuato anche nel governo e nel partito di governo i responsabili del proprio malessere. Mai come in questo caso il voto amministrativo è stato un voto politico.
Il malcontento si coagula intorno alla figura istituzionale più vicina: il sindaco. Ma questa volta i cittadini hanno individuato anche nel governo e nel partito di governo i responsabili del proprio malessere. Mai come in questo caso il voto amministrativo è stato un voto politico.
La realtà jonica non fa eccezione: il PD esce
severamente punito dalla competizione elettorale, mentre trionfano le liste
civiche, percepite dai cittadini come qualcosa di veramente nuovo e di pulito,
in grado di rappresentare le loro istanze in quanto frutto di anni di lavoro
sul campo. Le tante emergenze ambientali non affrontate, le bonifiche di là da
venire, l'incombere di altri insediamenti fortemente impattanti sul territorio,
i dati allarmanti sulle malattie da inquinamento hanno avuto il loro peso nella
cabina elettorale. Il Pd paga il sostegno di alcune scelte baricentriche che ha
penalizzato la provincia jonica quando si trattava di aprire nuove discariche,
mentre non si colmava il divario sull'offerta di servizi sanitari o di
collegamenti infrastrutturali. Ne esce punita anche la destra che ha sostenuto
scelte a favore della cementificazione, degli inceneritori e delle discariche,
a livello nazionale e locale in modo non dissimile dal Pd. La svolta auspicata
da Renzi dietro la parola d'ordine della rottamazione si è realizzata, ma non a
vantaggio del PD: nel deserto di idee e di valori, nell'abbandono dei simboli
del passato, nel rigetto delle eredità storiche, nella distanza dai bisogni di
alcuni strati sociali, altri si sono inseriti affermando le proprie ragioni.
Altri proprio di quel vuoto hanno fatto la loro bandiera. Non a caso, nella quotidiana guerra mossa dai pentastellati tarantini ai Verdi, ricorre l'accusa di essere mossi da una ideologia, semplicemente perché i Verdi hanno delle idee (da copiare, all'occorrenza).
Altri proprio di quel vuoto hanno fatto la loro bandiera. Non a caso, nella quotidiana guerra mossa dai pentastellati tarantini ai Verdi, ricorre l'accusa di essere mossi da una ideologia, semplicemente perché i Verdi hanno delle idee (da copiare, all'occorrenza).
Ebbene, noi alla politica "liquida" non
crediamo, come non crediamo alla proclamata trasversalità di alcuni. Pensiamo
invece che un ancoraggio ad un sistema di valori e regole sia necessario, che
una "visione", che funga da meta per l'agire politico, sia
indispensabile. L'onestà, la trasparenza, la sobrietà sono dei prerequisiti irrinunciabili,
ma non possono essere, in sé e per sé, degli obiettivi.
Dunque, partendo dalla preziosa esperienza e dalla
ricchezza di energie nuove proprie del civismo, occorre secondo noi
ricostruirlo un perimetro di idee e valori condivisi, in cui sensibilità
diverse e storie diverse possano riconoscersi, mutuando dal passato, se
occorre, modelli positivi, ridando alla politica quel significato ampio e
nobile che le è proprio. Così come è stato fatto con il “laboratorio
Grottaglie e “laboratorio Napoli” e, ancor prima, come è stato fatto a Taranto
nelle elezioni comunali del 2012.
Federazione dei Verdi – Provincia di Taranto

Anche Cagliari è una felice eccezione :) Comunque allearsi con il PD ai Verdi non conviene. Conviene di più provare a correre da soli. Con l'IDV prende lo zero virgola per cento... Da soli si può fare meglio. Nel cuore sono sempreverde.
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