Taranto - Classici DiVersi alle Officine Tarantine
Giovedì 16 giugno, OffTopic, sala studio all’interno degli spazi di Officine Tarantine in Via Di Palma a Taranto, ospita, a partire dalle ore 19.00, un nuovo appuntamento del ciclo “Classici DiVersi”, promosso dall’Associazione Hermes Academy Onlus ed Arcigay Taranto.
Nel corso dell’incontro di sensibilizzazione al pride, si converserà su “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse e “I sessanta nomi dell’amore” di Tahi Lahimi. Le letture delle pagine più significative sono affidate all’attore Luigi Pignatelli e ai suoi allievi. Il dibattito sarà moderato dagli operatori del Centro di Ascolto LGBT.
Narciso e Boccadoro racconta la vita e l’amicizia tra Boccadoro, giovane studente in convento, e Narciso, maestro nel convento stesso e quasi coetaneo del primo. L’ambientazione storica è quella del Medioevo. Boccadoro è di indole inquieta e piena di turbamenti, e possiede un temperamento artistico; Narciso è invece un giovane erudito e dedito alla vita religiosa, più saggio di quanto la sua età non suggerisca. Il romanzo è prima di tutto la storia di un’amicizia e dei contrasti interiori che accompagnano le scelte che si compiono durante il nostro percorso di formazione e di maturazione. Le tematiche del libro – in cui molti hanno visto echi della filosofia di Nietzsche e della psicologia di Carl Gustav Jung – sono simili a quelle di altri romanzi dello scrittore svizzero-tedesco, come Siddharta o Il lupo della steppa. “Non è il nostro compito quello d’avvicinarci, così come non s’avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò ch’egli è: il nostro opposto e il nostro complemento.”
Tra le pagine del libri di Lahimi si percepisce un’attenzione particolare e speciale nella scelta dei vocaboli. Leggendolo ci si ritrova in cammino verso le parole, parole d’amore, parole d’incontro, capaci anche di costruire un ponte tra culture lontane. Il vertiginoso sentimento che lega Elena e Tayeb si intreccia con i racconti che l’autore ci regala, storie che si portano addosso il profumo intenso e speziato del vento nordafricano e che sono una dichiarazione d’amore nei confronti della nostra lingua, l'italiano, che Lamri ha scelto di abitare e che è diventato l’universo linguistico nel quale raccontare e raccontarsi. “[...] la scrittura consuma le mie parole e l’amore ha bisogno di silenzio e di raccoglimento, ecco perché alla voce rimane poco. Ma con te so di poter parlare, è una libertà inedita per me. Sei tornato da me non ti ho incontrato. Sei tornato alle mie labbra e alla curva del mio collo, il tuo profumo mi ha accompagnata nel sonno ed era lì quando mi sono svegliata.”


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