Grottaglie - Le attività di sportello del Centro di Ascolto in vista del Pride
Mancano
meno di 10 giorni al Puglia Pride 2016, previsto a Taranto il prossimo 2
luglio.
Intanto
continuano le attività del Centro di Ascolto LGBT, patrocinato moralmente da
Ufficio Provinciale della Consigliera di Parità, Comune di Taranto e Comune di
Grottaglie.
Per
le ore 10.00 di mercoledì 22 giugno,
l’appuntamento con gli attivisti di Arcigay Taranto è presso il Laboratorio
Urbano di Grottaglie in Via Matropaole #123.
L’Associazione
Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, sin dalla propria fondazione
nel settembre del 2005, offre gratuita consulenza legale, psicologica e
arte-terapeutica a donne vittime di violenza, omosessuali, bisex e persone
transessuali e alle loro famiglie, diversamente abili, uomini e donne con
problematiche alla sfera psichica, ex tossicodipenti, immigrati, migranti e
anziani; organizza laboratori gratuiti di arti sceniche, visive e letterarie,
una serie di incontri socio-culturali in cui è possibile ascoltare,
raccontarsi, confrontarsi. Ospita, presso i propri locali, donne vittime
di violenza e giovani ragazze e ragazzi in difficoltà, che, il più delle volte
sono stati cacciati di casa perché omosessuali. Nei casi di fenomeni di
violenza di genere, omofobia, bullismo e razzismo, i volontari cercano di
aiutare non solo le vittime, ma anche i carnefici. Non vogliono né possono
sostituirsi alla giustizia, ma sono convinti che il dialogo e la condivisione
delle nostre diversità costituisca la cura migliore, uno accanto all’altro
(laddove possibile), in un percorso di rinascita, attraverso attività di
scrittura creativa, drammatizzazione, psico-dramma, cineforum, laboratorio
artigianale, arte culinaria, danza, musicoterapia e tanto altro.
Il
Centro di Ascolto, che non gode di alcun sostegno economico pubblico ma pone le
proprie radici su puro spirito filantropico degli operatori, offre uno spazio
di ascolto qualificato a persone che ricercano un orientamento o un sostegno
attraverso lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità insite nella
persona stessa; il fine è quello di contribuire al perseguimento del benessere
della persona attraverso l’attivazione di processi di empowerment.
L’ascolto
e la condivisione delle nostre diversità producono ricchezza, in ogni senso.
Lo
sportello è attivo dalle ore 10.00 alle ore 12.00 il lunedì presso il Centro
Interculturale Nelson Mandela, in Via Anfiteatro #219 a Taranto (“Sportello
Arcobaleno” per i migranti LGBT); il martedì presso la sede dell’Anteas,
in Corso Umberto #144 a Taranto (“Custodi d’Amore” per gli over 65, in
concomitanza con il laboratorio gratuito di scrittura e drammatizzazione); il
mercoledì presso il Laboratorio Urbano di Grottaglie (“Voce del
verbo Donna”, progetto sulle sensibilità femminili, e “Sportello LGBTQI”); il
giovedì presso la sede della Hermes Academy e di Arcigay in
Via Pupino #90 a Taranto.
Possibile
usufruire del servizio anche in diversa sede o diverso orario, prenotando
una consulenza gratuita al +39 388 874 6670.
Numerosissime
le iniziative collaterali proposte quotidianamente da Hermes Academy e Arcigay
Taranto nelle sedi testé citate ed in altre strutture sparse per la provincia,
come presentazioni di libri, tavole rotonde, performance di arti sceniche,
cineforum etc.
Presto
lo sportello tornerà ad essere operativo anche nella sede istituzionale della
Biblioteca Comunale Pietro Acclavio (che ha ospitato le attività tutti i
martedì e giovedì dal 28 giugno 2014 al 29 settembre 2015) e verranno
inaugurati nuovi spazi di ascolto a Carosino, Ginosa, Martina Franca, Pulsano e
Sava. La cellula provinciale Arcigay si auspica di coprire con presenza
capillare ben presto l’intero arco ionico, da Ginosa ad Avetrana.
Pride al Cineforum LGBT
Mercoledì 22 giugno l’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus ed Arcigay Taranto invita i propri soci presso il Laboratorio Urbano di Grottaglie, in
Via Mastropaolo #123, nel cuore del centro
storico di Grottaglie, dove a partire dalle ore 19.00, per il ciclo
“Cineforum” dedicato alle tematiche LGBT, verrà proiettato “Pride”, un film
del 2014 diretto da Matthew Warchus. Prodotto dalla casa di
produzione cinematografica Calamity Films, è stato presentato al Festival di
Cannes 2014, nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, ed è stato premiato con la
Queer Palm. In Italia il film è stato proiettato in anteprima nazionale nel
corso del Gender Bender Festival di Bologna il 29 ottobre 2014. La partecipazione è libera e gratuita; è però necessario prenotare al +39 388 8746670.
A seguire, la recensione di
Emanuele Sacchi. Londra, 1984. Joe partecipa tra mille timidezze e ritrosie al
Gay Pride e si unisce alla frangia più politicizzata del corteo, già proiettata
sulla successiva battaglia in difesa dei minatori in sciopero contro i tagli
della Thatcher. Guidati dal giovane Mark, i LGSM (Lesbians and Gays Support The
Miners) cominciano il loro difficile percorso di protesta, che li conduce in
Galles, nella remota comunità di Dulais. Superata l’iniziale ritrosia, tra
attivisti gay e minatori nascerà una sincera amicizia e un’incrollabile
solidarietà umana.
Uno spunto narrativo dal
potenziale micidiale che ha sorprendentemente atteso trent’anni prima di essere
trasposto su grande schermo. Matthew Warchus rinuncia da subito allo stupore,
sceglie l’alveo confortevole del genere codificato e lo sfrutta al massimo,
puntando su un cast adeguatamente variegato (il Dominic West di The Wire a fianco di un sorprendente Paddy Considine) e giocando
la propria vis comica, così come i climax drammatici, sull’accettazione della
diversità, sia essa abitudine sessuale, estrazione proletaria o semplice
provenienza gallese.
Una sceneggiatura accorta, che
inserisce quasi subito il pilota automatico e pigia i tasti emozionalmente
giusti, senza concedersi sorprese: i traumi, i punti di svolta del plot, sono
quelli ampiamente previsti. La diffidenza iniziale degli operai si tramuta in
accoglienza gioiosa, specie quando i gay rivelano la loro naturale attitudine
al ballo (cliché quasi imperdonabile, di cui Warchus si nutre abbondantemente)
e i percorsi individuali dei protagonisti seguono il loro iter naturale, con
l’immancabile figlio che trova il coraggio di fare coming out con i propri
genitori e pagarne le conseguenze. Minimo lo spazio dedicato alla
contestualizzazione storica nell’era Thatcher – l’inizio della fine per il
Secondario e per la classe operaia – benché lo spettro dell’Aids incomba come
un inquietante monito contro la libertà dei costumi sessuali.
Astutamente tenuta in secondo
piano la disfatta dei minatori, in favore di una marcia comune in occasione del
gay pride che sa di utopia rivoluzionaria consolatoria.

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