Il M5S espugna Roma e Torino le capitali d'Italia "pronti a governare dice Di Maio
L'elettorato l'ha premiata doppiando Giachetti, renziano puro. Mentre l'economista torinese, Chiara Appendino ha appeso Fassino nell'armadio delle cose che non si indossano più. Se il forte calo dell'affluenza del 9% non danneggia il partito di Grillo, dimostra che il rottamatore non affabula più e che il vero partito rottamatore è il M5S che nelle due capitali di Italia, da quella risorgimentale del Piemonte fino a quella della Repubblica, porta due donne giovani, due volti sorridenti e innovatori. Vittoria politica, di genere e generazionale, di cuore.
L'Istituto Cattaneo afferma - leggo in una nota - che se si votasse oggi per il referendum costituzionale la partita delle percentuali finirebbero cosi: 28 per i SI, 27 per i No e 45 astenuti. Se così fosse non parlerei di straordinaria vittoria di Renzi ma di un Paese da ricostruire nella fiducia in se stesso. Ora le amministrative pongono un altro aspetto. L'attesa, da subito, delle risposte da dare ai cittadini. Segnali chiari e non chiacchiere.
Uno dei settori chiave dell'amministrare e sui quali - Vendola docet, Bassolino anche - si possono sacrificare curricula prestigiosi e movimenti straordinari, è la gestione dei rifiuti. La storia di Parma per i cinque stelle deve rappresentare una sorta di percorso di riflessione. Meno proclami e più fatti. Soprattutto a Roma dove Malagrotta puzza e la gestione parentale dell'AMA ha creato disastri nella municipale più grande d'Italia.

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