Taranto - La débâcle del Pd jonico, l’era Pelillo finisce nel marasma del commissariamento
Il termometro
regolatore è il bilancio economico, prima ancora che politico, e questo vale
soprattutto, per quello che ci risulta, per Martina Franca, dove il contrasto
interno al Pd ha fatto mancare il numero legale per tre volte finendo con lo
scioglimento del Comune e l’uscita di scena di Franco Ancona. Il bilancio
approvato in fotofinish a Taranto, con l’appoggio di due dell’opposizione nel
solito inciucio di promesse assessorili, salva la traballante gestione Stefàno
che si regge grazie anche ai consiglieri del partito democratico quasi tutti legati a Pelillo e
alla poltrona.
In una
conversazione in chat un dirigente del Pd a gennaio mi diceva: “Tengo u cor
skattat”. Appunto!
Ma lo scenario è
ancora più inquietante se osserviamo la provincia dove c’è anche lo
scioglimento del comune di Palagiano, sempre per il bilancio 2015 non
approvato. Poi c’è la questione elettorale amministrativa dove il Pd è fuori
dai ballottaggi con una rivincita, in alcuni casi, dei dissidenti: a Statte dove i giovani democratici esultano per aver fatto fuori la candidatura di Luciano De Gregorio imposto dalla segreteria provinciale, e Laterza dove il giovane sindaco
Lopane silurato dal partito va al ballottaggio lasciando alle sue spalle il
candidato del Pd.
Una situazione
che costringe il Pd regionale in questo rigurgito di commissari prefettizi in
giro per la provincia a commissariare il partito. Vedremo.

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