Salone del Mobile di Milano 12/17 Aprile 2016 i miei ricordi
Di Umberto Calabrese
55° edizione della
manifestazione internazionale riconosciuta come punto di riferimento per il
settore dell’arredo e del design.
Un palcoscenico che da
sempre coniuga business e cultura, facendo la storia del design e dell’arredo
di ieri, oggi e domani. E presentandosi al mondo con un’offerta di prodotti e
servizi di altissima qualità, all’insegna dell’innovazione.
Molti anni fa era
l'appuntamento di fine estate, si svolgeva a Milano, io ci arrivavo
abbronzatissimo e praticamente dal mare di Lipari, in costume tutto il giorno,
mi ritrovavo a Milano, con golfino e vestiti di fresco di lana o velluto
pesante, e con la mia tessera di operatore del settore come
Architetto/Designer, giravo fra gli stand e fuori dal Salone, feste, mostre,
cene era ed è un evento internazionale. Ovviamente c'era prima dell'apertura di
controllare nei vari e diversificati settori se i prodotti disegnati dal nostro
studio Giotto Stoppino, erano proposti al pubblico nel modo giusto. C'era poi
di curare l'annuale mostra delle opere retrospettive di Zio Giotto Stoppino. O
di coordinare con altri architetti e design, le varie mostre del Salone del
Mobile dove era coinvolto con sue opere o disegni zio Giotto Stoppino.
Ma era anche l'occasione di vedere di
conoscere di confrontarsi con i designers di tutto il mondo, i grandi maestri
del Design italiano, ma anche inglesi, francesi e spagnoli, quelli degli Stati
Uniti, che sembravano nel Paese delle meraviglie e i giovani designer
giapponesi che in anno in anno crescevano di numero e di oggetti esposti, molti
erano ormai milanesi d'adozione, anche da noi lavoro per un periodo un
talentuoso giapponese poi divenuto archistar, aveva avuto una ottima scuola. E
poi c'era il Compasso d'Oro, di cui zio Giotto Stoppino o era in Giuria o ne
era il Presidente, o era uno dei Premiati.
Per oltre trent'anni
fu così, sia che si svolgesse a settembre e dopo come ora ad aprile, una grande
festa del Design del Made Italy.

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