Taranto - Legamjonici su Tempa Rossa e caso Guidi &Gianluca Gemelli
È di ieri la notizia che Gianluca Gemelli, compagno
del Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, è stato iscritto nel
registro degli indagati nell’inchiesta che ha portato all’arresto di cinque
funzionari Eni a Viggiano, in provincia di Potenza. Secondo gli inquirenti,
egli è responsabile di “traffico di influenze” poiché, sfruttando la relazione
con il ministro, indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe
Cobianchi, dirigente della Total, “vantaggi economici”. Nelle intercettazioni riportate,
infatti, il Gemelli, conversando con il ministro, “apprendeva da costei che
sarebbe stato reinserito nella legge di stabilità un ‘emendamento’”. Si tratta
del Numero progressivo 2.9818 e individuabile nell’emendamento al disegno di
Legge n. 2619-bis-B, corrispondente a quello che nell’originario testo del
decreto Sblocca Italia riportava il 00.37.52 del Governo.
L’emendamento era volto a inserire le opere relative
al trasporto e allo stoccaggio di idrocarburi nel testo originario del decreto “Sblocca
Italia” e bocciato il 17 ottobre 2014 durante la discussione in commissione
parlamentare. L’emendamento fu poi reinserito nella Legge di stabilità del
2015, stabilendo che tanto per le infrastrutture e gli insediamenti strategici,
quanto per le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento
degli idrocarburi in raffineria e, più in generale, per le opere strumentali
allo sfruttamento degli idrocarburi – quand’anche localizzate al di fuori del
perimetro delle aree date in concessione di coltivazione – le autorizzazioni
relative debbano essere rilasciate d’intesa con le Regioni interessate, secondo
una procedura semplificata da far valere nell’esercizio del potere sostitutivo
dello Stato in caso di mancato accordo con le Regioni. Il testo
dell'emendamento prevedeva anche le opere ai terminali costieri e alle
infrastrutture portuali che avevano ricevuto un parere di compatibilità
ambientale.
La proposta referendaria che mirava ad abrogare la possibilità che, per le
ipotesi citate, lo Stato potesse esercitare il potere sostitutivo secondo la
procedura semplificata disciplinata dalla legge n. 239 del 2004 è ora accolta
dal Governo nel pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità in vigore il
1° gennaio 2016.
Il progetto ‘’Tempa Rossa’’, com’è noto, prevede lo
stoccaggio e la movimentazione di 2,7 milioni di tonnellate annue di greggio
estratto dall’omonimo giacimento in Basilicata. Tale greggio sarà poi stoccato
in due enormi serbatoi situati nella raffineria di Taranto e trasportato verso
altre raffinerie. Questo comporterà un imponente aumento del traffico di
petroliere in Mar Grande, nel Golfo di Taranto, ed avrà conseguenze di natura
ambientale sia in fase di stoccaggio sia in fase di movimentazione, oltre a
determinare un aumento del rischio di incidenti rilevanti.
Il provvedimento adottato il 30 novembre scorso dal
dirigente del Ministero dello sviluppo economico, relativo al progetto “Tempa
Rossa”, costituisce l’ultimo atto che precede il rilascio dell’autorizzazione
definitiva per l’adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto.
L’autorizzazione all’adeguamento della raffineria utile alla realizzazione del
progetto Tempa Rossa, attualmente deve essere rilasciata previa intesa con la
Regione Puglia. Alla luce dei gravi fatti oggetto di dibattito a livello
nazionale e che hanno coinvolto il Ministro Federica Guidi, che nel frattempo
ha dato le dimissioni, chiediamo al Presidente della Regione Puglia Michele
Emiliano di esprimere pubblicamente la propria contrarietà al progetto Tempa
Rossa essendo chiamato a rappresentanza le istanze dei territori, dei
cittadini, delle associazioni, come atto di responsabilità e per coerenza oltre
che politica anche di intento, essendo la Puglia tra le regioni promotrici del
referendum contro le trivelle che si svolgerà il 17 aprile prossimo.

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