Non ci siamo mai lasciati: a Roma la mostra dedicata a Ettore Scola
ROMA\ aise\ - A dieci anni dalla scomparsa, Ettore Scola torna idealmente a incontrare il suo pubblico con una mostra che ne celebra l’eredità creativa e umana.
Fino al 13 settembre, il Museo di Roma
a Palazzo Braschi ospita “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”, un
percorso immersivo che attraversa lo sguardo e l’opera di uno dei più raffinati
protagonisti del nostro cinema.
L’esposizione intreccia vita e immaginazione, restituendo un ritratto ricco e
sfaccettato dell’autore: non solo regista, ma sceneggiatore, disegnatore e
acuto osservatore del suo tempo. Dalle radici a Trevico al legame profondo con
Roma, il racconto accompagna visitatrici e visitatori in un viaggio fatto di
immagini, parole e suggestioni, come le pagine di un racconto in continua trasformazione.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al
Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di
Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e curata da Silvia
Scola e Alessandro Nicosia, è organizzata e realizzata da C.O.R. Creare
Organizzare Realizzare, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto
Cultura. Sono inoltre presenti materiali di Rai Teche, dell’Archivio storico
Luce e prestiti della Collezione Studio EL – Cinecittà S.p.A.
Arricchita da documenti mai esposti prima, la rassegna svela un aspetto intimo
della sua creatività e presenta fotografie, manoscritti, oggetti, sceneggiature
originali e appunti personali, articoli di giornali e riviste, vignette,
bozzetti di scena –non semplici schizzi, ma vere e proprie "sceneggiature
visive" attraverso cui Scola studiava tic, volti e debolezze degli
italiani, trasformando la satira giornalistica nel grande cinema che tutti
conosciamo.
Completano il percorso filmati e documentari, opere d’arte e, tra i
cimeli più iconici, spiccano le sedie da regista, la macchina da scrivere, i
primi ciak, il trench indossato da Federico Fellini in C’eravamo tanto amati.
Molti dei materiali provengono dall’Archivio della famiglia Scola curato negli
anni da Marco Scola di Mambro, nipote di Ettore.
L’esposizione si articola in tre sezioni tematiche che ripercorrono la sua vita e la sua opera.
“L’uomo” ricostruisce gli inizi di Ettore Scola, nato nel 1931 a Trevico, e la
sua formazione tra il Sud Italia e Roma, nel quartiere Esquilino. Qui prende
forma uno sguardo attento e partecipe sulle contraddizioni della realtà. Ancora
giovanissimo entra nell’ambiente del “Marc’Aurelio”, dove incontra, tra gli
altri, Federico Fellini e Steno.
È l’inizio di una straordinaria carriera da
sceneggiatore, che lo porterà a collaborare con alcuni dei protagonisti della
commedia all’italiana e a lavorare, tra radio, televisione e cinema, anche con
Alberto Sordi, contribuendo a film diventati iconici come Il sorpasso e I
mostri. Dal 1964 passa alla regia, sviluppando uno stile personale, ironico e
profondamente civile, capace di raccontare la vita quotidiana intrecciandola
con la grande Storia. I suoi film danno voce a sogni, fragilità e
contraddizioni di un intero Paese.
“L’artista”, articolata nelle sottosezioni “Lo sceneggiatore”, “Il disegnatore”
e “Il regista”, restituisce l’immagine di un autore completo. Dalla satira
degli esordi alla maturità cinematografica, Scola attraversa e interpreta la
cultura italiana del Novecento. La sua filmografia, intensa e riconoscibile,
include capolavori come C’eravamo tanto amati, Brutti, sporchi e cattivi e Una
giornata particolare, opere che raccontano l’Italia con profondità, ironia e
umanità.
“Roma” è dedicata al rapporto speciale tra il regista e la città. Nato in
Irpinia ma romano d’adozione, Scola ha osservato e raccontato la Capitale con
uno sguardo al tempo stesso affettuoso e lucido. Nei suoi film Roma diventa
protagonista: uno spazio vivo in cui si intrecciano storie individuali e
collettive, specchio delle trasformazioni dell’Italia dal dopoguerra ai giorni
nostri.
Dalle periferie alle terrazze borghesi, i luoghi si fanno scenari di
incontri, conflitti e memorie. Un legame profondo e reciproco, suggellato anche
dall’omaggio che la città gli ha dedicato nel 2016 nel cuore di Villa Borghese.
“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati” è accompagnata da un catalogo edito
da Silvana Editoriale che, attraverso materiali iconografici inediti
e testimonianze – tra cui quelle di Fanny Ardant, Giuseppe Tornatore e Dacia
Maraini – ripercorre le origini, il percorso artistico e l’eredità di un autore
che ha saputo raccontare, con sensibilità e intelligenza, il nostro
Paese. (aise)

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