Sacko Bakari una morte che ferisce una città

 

La cronaca ci parla con la crudezza di sempre, una lite, in un bar, forse una baby gang, un bracciante del Maly che doveva andare al lavoro.

Sembra riecheggiare il libro Uomini e Caporali di Alessandro Leogrande quando parla dei braccianti venuti dall’estero per morire: “Che la morte li abbia colti in prima linea o nelle retrovie” E’ sempre così.

Ma è una morte che turba le coscienze e registriamo quella della nostra comunità.

Scrive Gianni Liviano, presidente del Consiglio Comunale di Taranto: Di fronte a una vita spezzata in modo così brutale, il primo sentimento è quello del dolore umano e della vicinanza a chi oggi piange questa perdita: ai suoi familiari, agli amici, alla comunità maliana e a tutte le persone che vivono nel nostro territorio cercando dignità, sicurezza e futuro. 

 Sento il dovere di esprimere una ferma condanna verso ogni forma di violenza, odio, sopraffazione e disprezzo della vita umana. Nessuna periferia sociale, nessun disagio, nessuna rabbia può trasformarsi in giustificazione della violenza. 

La comunità che vogliamo costruire è un’altra cosa. È una comunità fondata sul rispetto della persona, sulla solidarietà, sull’accoglienza e sulla convivenza civile. Una comunità che non lascia spazio all’indifferenza, alla cultura della violenza o alla disumanizzazione dell’altro. 

Chi arriva nel nostro Paese e nelle nostre città in cerca di pace, lavoro e speranza deve sentirsi parte di una comunità che tutela i diritti e riconosce il valore di ogni vita umana, senza distinzione di origine, colore della pelle o condizione sociale. 

Oggi più che mai abbiamo bisogno di educazione al rispetto, di responsabilità collettiva e di un impegno forte delle istituzioni, della scuola, delle famiglie e della società civile per contrastare il degrado culturale e umano che genera violenza. 

Nel ricordo di questa giovane vittima, rinnoviamo il nostro impegno per una città e una società più giuste, umane e solidali. 

Maria Antonietta Brigida, Presidente CSV Taranto Ets. Interviene con un comunicato stampa

 

La tragedia avvenuta nella città vecchia di Taranto, che ha portato alla morte di Sacko Bakari, un giovane migrante del Mali ucciso mentre si stava recando al lavoro come bracciante nei campi, ci colpisce profondamente come cittadini, come volontari e come comunità.

Di fronte a un fatto così grave non possiamo limitarci allo sgomento. È necessario interrogarsi sul clima culturale e sociale che permette alla violenza, all’indifferenza e alla disumanizzazione di trovare spazio, soprattutto tra i più giovani.

Il volontariato nasce proprio per costruire legami, riconoscere la dignità di ogni persona e contrastare ogni forma di esclusione, odio e marginalità.

Nessuna provenienza, nessuna fragilità, nessuna differenza può mai giustificare violenza o perdita di umanità.

In questo clima che viviamo ancora più importante è l’azione di prossimità che caratterizza il volontariato, capace di individuare e sostenere chi, spesso nell’indifferenza della società, se non proprio nell’ostilità, vive un disagio o un a fragilità di qualsiasi natura: economico, sociale e culturale.

Esprimiamo vicinanza e cordoglio ai parenti della vittima e a quanti gli erano vicini, e rinnoviamo l’impegno del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Taranto Ets nel sostenere percorsi educativi, sociali e culturali capaci di promuovere convivenza, responsabilità e rispetto della persona.

Taranto ha bisogno di comunità, non di paura. Di dialogo, non di aggressività. Di giovani accompagnati da esempi, relazioni e opportunità.

In momenti come questo, il silenzio non basta: serve una responsabilità collettiva.

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