Rischio di chiusura del punto nascita del san Pio a Castellaneta.
L'assessora comunale alla salute Fumarola: Regione Puglia torni a chiedere al deroga
Ritorna
il rischio di chiusura del punto nascita dell'Ospedale San Pio di Castellaneta.
A darne notizia è Marika Fumarola, assessora con delega alle politiche per la salute del Comune di Castellaneta.
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| Marika Fumarola, |
Un
taglio che fu evitato già nel 2019, ricorrendo ad una deroga che la politica
locale chiese ed ottenne dal comitato
competente. Non senza una richiesta formale della Regione Puglia, che si chiede
di reiterare. L'incarico, ricorda l'assessora, fu assunto dalla dottoressa
Iolanda Chinellato, attualmente referente regionale della società italiana di
allergologia pediatrica.
"Da
allora, grazie al lavoro di squadra delle strutture complesse di ginecologia ed
ostetricia e anestesia e rianimazione e
- nonostante le gravi carenze di personale - la struttura ha realizzato
miglioramento costanti". Quest’anno,
in controtendenza rispetto agli altri presidi della Asl, l'Ospedale San Pio
vanta 70 nascite in più, non poche confrontate con la denatalità nazionale".
"Il
San Pio" argomenta Fumarola "continua ad offrire servizi
ambulatoriali - oltre 600 in cinque mesi - day service, consulenze pediatriche,
ma soprattutto è meta di mobilità per l’abbattimento
delle liste di attesa di altre strutture". L'assessora precisa di aver già
interloquito con l'assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia che non
si è sottratto al confronto, motivando l'ennesimo taglio alla sanità locale con
la carenza di risorse economiche e la mancanza di personale sanitario idoneo.
"Ho
compreso quali sono le ragioni, ma non le condivido" commenta Fumarola
"queste decisioni così impattanti con il territorio vanno affrontate non
solo con le direzioni strategiche e sanitarie, ma anche con la politica locale
che non va tenuta all'oscuro, servono scelte condivise e motivate".
Sulle
possibile ragioni che potrebbero pesare a favore di una deroga da parte del
Comitato Percorso Nascita Nazionale ((CPNn) le difficoltà di collegamento che
interessano il versante occidentale della Provincia di Taranto, ma soprattutto
della rete di emergenza-urgenza, che interviene spesso con ambulanze prive di
medico a bordo. Non bisogna dimenticare poi che molte delle strade che collegano
alla Statale 106 per Taranto sono provinciali frequentemente prive di
manutenzione puntuale e costante. Ed in ogni caso si parla di distanze di circa
56 chilometri nel caso di Ginosa o di 40 nel caso di Castellaneta, solo
teoricamente percorribili in breve tempo.
In
ogni caso osservano dal municipio castellanetano gli standard sono mantenuti,
il problema del personale è generale e tocca anche il punto nascita indicato
come sostitutivo già all'epoca di un primo tentativo - sventato - di chiusura:
quello dell'Ospedale Santissima Annunziata di Taranto e della Utin, cioè l'Unità
di terapia intensiva neonatale.
Al
momento però ciò che manca è un'analisi dei costi di esercizio, essenziali per
capire se sia opportuno rinunciare ad un servizio essenziale come quello del
punto nascita. E questo non solo per i circa 140.000 utenti del versante ovest
della Provincia di Taranto, ma anche per le partorienti impossibilitate a
partorire altrove o provenienti dalla vicina Basilicata o cittadine straniere (25
solo quest'anno). Chiudere il punto nascita a Castellaneta significherebbe
inoltre sovraccaricare Taranto, senz'avere la certezza di maggiore personale
idoneo in servizio al Santissima Annunziata.


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