Lo schiaffo di Salvini alla Puglia

 

La risposta inaccettabile di Trenitalia al presidente della Regione Puglia rivela una chiara discriminazione nei confronti dei cittadini del Mezzogiorno.

Il Presidente della regione Puglia scrive una lettera al ministro leghista dei trasporti per chiedere i motivi che giustificano la richiesta di un milione e mezzo di euro per mantenere il servizio “treno alta velocità” Taranto/Roma.

Il ministro non replica; a farlo è Trenitalia, che chiarisce: “Si tratta di un servizio di mercato e, se volete conservarlo, ve lo dovete pagare”. 

Premesso che classificare come alta velocità un servizio Taranto-Roma che nella soluzione più veloce viaggia a una velocità media di 119 chilometri l’ora è semplicemente ridicolo. Altrettanto ridicolo è parlare di mercato in un gruppo come le FS che ricevono ogni anno dallo Stato, e quindi da chi paga le tasse, la bellezza di 15 miliardi di euro. 

Pur utilizzando risorse pubbliche, le Ferrovie dello Stato non sono mai chiamate a rendere conto ai cittadini dei risultati degli investimenti, né sul piano economico né su quello finanziario.

Solo con il PNRR e il nuovo codice degli appalti viene richiesta un'analisi costi-benefici.

Alla luce del caso vicentino anche questo potenziale filtro contro le opere di dubbia utilità sociale ed economica diventa inutile e genera evidenti considerazioni razziste con il ricatto verso la regione Puglia che deve pagarsi il treno AV Taranto/Roma.

Un razzismo mascherato da efficienza dopo che hanno bruciato e continuano a bruciare soldi pubblici con nuove grandi opere su una rete ferroviaria che per il 70% è sottoutilizzata.

Diversi autorevoli economisti si sono già espressi sugli investimenti delle Ferrovie.

Penso al Prof. Marco Ponti, al Prof. Roberto Perotti ordinario di economia alla Bocconi, all'ex parlamentare del Pd Gurtgeld responsabile italiano della società di consulenza McKinsey & Company, a un'analisi del Politecnico di Milano.

Addirittura, il giornale Sole 24 Ore giunse a scrivere che il costo della Torino-Milano alta velocità, pari a 8 miliardi di 15 anni fa, era simile a una tratta francese che però era costata un quarto.

Sperperi incredibili del passato, umiliazione del mercato considerati gli affidamenti a trattativa privata (causa C 551/07 Corte di Giustizia UE con conclusioni avv. generale VERICA TRSTENJAK),

investimenti per treni Parigi/Londra mentre il trasporto regionale versa in condizioni pietose come testimoniato dal Rapporto annuale “Pendolaria”.

Intanto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana e della controllante Ferrovie dello Stato Italiane per accertare un presunto abuso di posizione dominante.

Avrebbero rallentato l’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale nel mercato del trasporto passeggeri Alta Velocità da parte del nuovo operatore entrante Sncf Voyages Italia.

Questa carrellata su FSI per rapportare il fatto grave di un'intera città, Taranto, che per mantenere il collegamento AV con Roma deve sborsare 1,5 milioni di euro, mentre per attraversare 6200 metri di Vicenza con l’alta velocità si investono, tutto compreso, 2180 milioni di euro (Ordinanza commissario straordinario Ing. Macello n. 15 del 28 giugno 2023).

Un millimetro di alta velocità a Vicenza realizzato con soldi pubblici costa circa 351 euro. Una discriminazione evidente tra Vicenza e Taranto.

C’entra poco che i ministri dell’Economia e delle Finanze, proprietario di FS, e quello dei Trasporti, controllore di FS, siano leghisti?

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