Lizzano, D'Amato: "Per l’Ue, il depuratore non è a norma. Italia a rischio infrazione"
Il depuratore di Lizzano viola la
direttiva Ue sulle acque reflue urbane. Inoltre, “al momento della cessazione
definitiva delle attività”, la discarica Vergine “avrebbe dovuto conformarsi”
alla direttiva sulle emissioni in industria” per evitare “qualsiasi rischio di
inquinamento”.
A sostenerlo è la Commissione europea nella sua lettera di
risposta all’interrogazione dell’eurodeputata M5S, Rosa D’Amato, sulle criticità
ambientali causate dalla discarica Vergine e dal depuratore di contrada Ostone,
entrambi vicino a Lizzano (Ta).
“La Commissione Ue – dice D’Amato -
conferma quanto i cittadini e l'associazione AttivaLizzano denunciano da tempo.
Se ci si ritrova in questa situazione pericolosa per la salute dei lizzanesi, lo
si deve alla mala politica italiana, a tutti i livelli, che ha permesso ai
proprietari della discarica, attraverso delle modifiche alle normative nazionali
e regionali, di ottenere nell’aprile 2014 lo svincolo di quelle garanzie
finanziarie che oggi l’Ue conferma, ancora una volta, essere requisito
indispensabile per ottenere l'autorizzazione integrata ambientale, necessaria
per poter esercitare l'attività”.
“Per quanto riguarda il depuratore –
continua l’eurodeputata tarantina – la situazione è chiara: l’impianto viola la
direttiva sul trattamento delle acque reflue. In sostanza, il depuratore non
depura adeguatamente, causando un inquinamento in un’area ritenuta, giustamente,
sensibile sotto il profilo ambientale”.
“Per questa ragione – conclude
D’Amato – la Commissione Ue sta valutando di intraprendere azioni, che
potrebbero portare anche all’apertura di una procedura d’infrazione.
Noi,
continueremo a fare pressioni a Bruxelles come in Italia perché si ponga fine a
questo ulteriore scempio al nostro territorio”.

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