Le lobby finanziare guardano con terrore al Brexit, tomba dei loro privilegi
di Maurizio Compagnone
Siamo
all'alba di un Armageddon finanziario nel Regno Unito che polverizzerà il
sistema imposto dai fautori della Globalizzazione. Le grandi società quotate in
borsa temono ripercussioni sulle quotazioni dei titoli azionari.
In questi
giorni tutte le principali borse hanno riportato pesanti perdite, tutti gli
analisti hanno imputato il crollo delle borse al timore dell’uscita del Regno
Unito dall’euro e, per convincerci delle loro affermazioni hanno puntato il
dito sui sondaggi che vedono i fautori del Brexit in crescita.
Siete
veramente convinti che l'uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, porterà
tante aziende quotate in borsa al fallimento, oppure il calo delle borse è da
ascrivere ad altri motivi?
Impariamo a
dipendere meno dalle notizie che ci fanno passare come verbo, e iniziamo a
ragionare da esseri pensanti, chi ci inocula le informazioni finalizzate, pensa
di avere una platea di teste in affitto.
Cercherò di
spiegare che quello che stiamo ascoltando o leggendo da certi organi di stampa
non è altro che un vestito confezionato a Wall Street. Vorrei dipanare quei
tanti dubbi che volutamente economisti vogliono farci credere. E mi prendo la
responsabilità di dare una risposta.
Parto dal
convincimento che il Brexit non comporterà nessuna conseguenza economica rilevante
né per la il Regno Unito né per i Paesi Membri della UE.
Pensate
veramente che Bruxelles, possa attuare azioni punitive nei confronti del Regno
Unito?
Non penso
che decida in tal senso, sarebbe controproducente per la UE che vanta un ampio
avanzo commerciale con il Regno Unito.
A seguire, a
che titolo la UE afferma che con il Brexit decadono gli accordi economici con
la UE? Intendo riallineare nel verso giusto una informazione fallacemente
mistificata, gli scambi economici con l'Europa sono garantiti da accordi con
l’Organizzazione mondiale del Commercio, che il Brexit non può annullare.
Il Regno
Unito in caso di Brexit, si troverebbe nello stesso status giuridico della
Svizzera, quindi si può pensare che vengano usati due pesi e due misure?
Se la UE
dovesse punire il Regno Unito, la Svizzera subirebbe le stesse conseguenze.
Pertanto gli accordi economici con l'Europa continueranno ad esistere.
In questi
giorni contro il Brexit si sono esposti tutti, dai leader politici, ai grandi
artisti, non ultimo Bob Geldof noto cantante irlandese che nella pomeriggio di
ieri, ha noleggiato un piroscafo con cui ha navigato il Tamigi con l’intento di
spiegare i pericoli del Brexit.
Strano che
la polizia fluviale non abbia multato l'imbarcazione dotata di mega
altoparlanti che hanno sforato i decibel autorizzati, guarda caso lo stesso non
è accaduto per i fautori del Brexit.
La UE vuole
far credere che l'Uscita dall'Unione abbia un costo e mette le mani avanti per
tutelare un castello di menzogne, teme che altri paesi seguiranno l'esempio del
Regno Unito. Il costo che la UE pompa, in verità sarebbe irrisorio, potrebbe
riguardare il riconoscimento degli standard, l’omologazione di nuovi
medicamenti e poco altro ancora.
Non sono
altro che misure di poco conto, facilmente aggirabili che non vanno ad
intaccare le prospettive dell’economia del Regno Unito.
Qual’è in
realtà la vera preoccupazione? L'unica ad uscire con le ossa rotte con il
Brexit è
City
londinese, che vedrebbe precipitare la sua influenza sull'economia del Regno
Unito.
Ma ciò non è
altro che un antibiotico per liberarsi da tossine virtuali che bloccano
l'economia reale. Con il Brexit si anticipa la fine della finanza speculativa
anglosassone, che, in ogni caso ha gli anni contati.
Sempre più
forti sono le voci che prospettano nuove misure per ridimensionarla, visto che
i correttivi fin qui applicati non hanno assolutamente impedito la possibilità
che possa ripetersi una crisi sistemica
pari a quella del 2008.
Questo nuovo
capitolo finanziario inizia a farsi sentire anche negli Stati Uniti, lo stesso
candidato alla Presidenza Donald Trump lo ha inserito tra le priorità del suo
programma.
Altri
finanzieri della nuova leva, stanno cavalcando le linee guida di Donald Trump,
cresce questa nuova corrente che chiede una nuova finanza al servizio dello
sviluppo dell’economia reale e la fine della finanza speculativa e creativa che
produce solo, centinaia e centinaia di miliardi di carta straccia e che non risolve
il problema della crisi, anzi, continua a farsi sovvenzionare dalla mano
pubblica, come accade oggi con la politica monetaria perseguita dalle banche di
Stato.
ùDetto
questo il Brexit, mi ripeto, porterà un ridimensionamento della City londinese
e anticiperà quello che accadrà nel prossimo futuro. Non solo, ma una visione
della City londinese di nuova entità,
porterà la Sterlina a deprezzarsi, e questo è un bene per l’economia del
Regno Unito, per intraprendere quel percorso verso l’economia reale che è
l’unica via che proietterà il Paese verso un futuro prospero.
Le minacce
di questi giorni dei leader europei, che vergognosamente si sono spesi contro
il Brexit, non sono altro che manifestazioni di paura.
Non dobbiamo
dimenticare che il Regno Unito non ha mai adottato l'Euro e questo rende il
processo verso il Brexit più semplice e meno invasivo. Se per il Regno Unito il
Brexit porta solo vantaggi, lo stesso non può dirsi per l’Unione Europea.
Sono convinto
il Brexit farà da apripista per altri Paesi ancora titubanti, in primis
l'Olanda che scalpita per poter seguire l'esempio del Regno Unito. L'Olanda è
un altro Paese con l'Economia florida, che in virtù del suo benessere non si
tirerà certo indietro, ad uscire dall'Euro.
In
conclusione penso che presto al Brexit seguirà il Nexit, il Daxit, e lo Swxit.
Detto questo la vera ragione della crisi delle borse non è dovuto al Brexit ma
al successo che il Brexit darebbe a quei movimenti trasversali che stanno attraversando
l’intera Europa e che si sta radicando negli Stati Uniti.
A breve
assisteremo alla morte della Globalizzazione UNICA, VERA responsabile della
crisi economica planetaria. Il Brexit sarà il mezzo di rivolta contro l’establishment
finanziario, economico e politico che governano il mondo, responsabile della
crisi finanziaria del 2008 e che impedisce attraverso la difesa dei suoi
privilegi quelle riforme di sistema che ci permetterebbero di uscire dalla
crisi.
Dopo questo
lungo pistolone necessario per capire, concludo dicendo che il voto del 23
giugno a cui sono chiamati gli elettori del Regno Unito, mostra la fragilità
del potere costretto a giocare la sola arma che gli rimane, spaventare
l’elettorato e denigrare l’avversario politico, visto l’incapacità di
controbatterne i promotori del Brexit, nei confronti elettorali.
Ora è più
facile capire perché le borse scendono, la vittoria della Brexit è la rivincita
contro l’establishment e il suo modello economico, fallato nel suo impianto. Ma
è anche la vittoria di coloro che non intendono più farsi depredare la
Sovranità Nazionale di uomini liberi con diritti che la Globalizzazione si
preparava a minacciare imponendoci istituzioni sovranazionali e società
multirazziali e multiculturali.
I cittadini del
Regno Unito hanno le armi appuntite con cui possono dimostrare che le minacce
della paura e delle falsità sono oramai spuntate e, sono pronti a lottare
contro quell'establishment che in questi giorni ha assunto mille facce, che
vanno dai mass media agli intellettuali fino ai partiti della sinistra
tradizionale per finire ad ingerenze a gogò.
(Opinionista della Gazzetta italo brasiliana)

il terrorismo mediatico sulla possibile brexit mi fa tornare alla mente gli "allarmi interessati" per il "bug del 2000"!.......
RispondiEliminaConsiderando poi che in economia, così come im politica, vale la legge di fisica per cui il 'vuoto' tende ad essere riempito velocemente da qualcos'altro, ho il dubbio che, per anche questa volta ci stiano prendendo per il c..lo.
Mi auguro perciò che il popolo anglosassone si dimostri 'smart' e prenda a sberloni questi falsi profeti portatori di sventura, dimostrando così che 'il re è nudo'