Taranto – Domani in piazza la marcia giocosa dei passeggini per la difesa degli asili nido
La Cgil di Taranto accanto alle
mamme nella manifestazione prevista per domani alle 17,00 con concentramento in
Piazza Maria Immacolata. I genitori sono sul piede di guerra, perché togliere
strutture vicine nei quartieri dove risiedono consente una organizzazione di
vita familiare adeguata. Del resto era quello che Cannata aveva in testa quando
riempi la città di asili nido che furono l’occhiello della sua amministrazione.
Questo il comunicato sindacale firmato da Eva Santoro della segreteria
provinciale.
“Saremo
accanto alle mamme e ai papà della “marcia giocosa dei passeggini” perché
pensiamo che lì non solo ci sia un diritto da difendere, ma ci sia ancor più
un’idea più ampia di comunità da proteggere a tutti i costi.» «Già
nei giorni scorsi – prosegue
il comunicato sindacale – avendo appreso sommariamente che il
Comune si trova davanti alla necessità di una “ riorganizzazione”, ma nei fatti
da noi considerata una riduzione, del servizio educativo non adducendo analisi
dettagliate in merito, la Cgil e la propria categoria di Funzione Pubblica ,
già il 13 maggio , nella prima veloce riunione tenutasi in Assessorato alla
Pubblica istruzione, su nostra celere e preoccupata richiesta, si sono
dichiarate contrarie alla riduzione del servizio pubblico chiedendo un tavolo
tecnico nel quale si configurino obiettivi risolutivi positivi a breve , ed a
lunga scadenza, ma certo sappiamo che ,ad oggi, ancora non è stata data alcuna
informazione adeguata all’esterno, a noi come all’intera popolazione che ne
sarebbe la legittima fruitrice.
Ufficialmente , ancora, non si sa niente, anche in barba anche agli obblighi di legge, L.Q. 328/00 e L.R.19/06 , che prevedono un’ ampia concertazione sindacale , l’Assessorato alla Pubblica Istruzione ha inteso gestire il tutto in maniera esclusiva ed escludente, per il sociale, ma ad oggi ancora non abbiamo avuto risposte certe e convincenti.
Ufficialmente , ancora, non si sa niente, anche in barba anche agli obblighi di legge, L.Q. 328/00 e L.R.19/06 , che prevedono un’ ampia concertazione sindacale , l’Assessorato alla Pubblica Istruzione ha inteso gestire il tutto in maniera esclusiva ed escludente, per il sociale, ma ad oggi ancora non abbiamo avuto risposte certe e convincenti.
Ora ci domandiamo – chiede ancora la CGIL ionica – un simile comportamento, a cosa è finalizzato? Perché
continuare a ridurre un servizio che era il fiore all’occhiello della nostra
città, al pari delle migliori esperienze del nord, ma che è stato in questi
ultimi anni sempre più ridotto, passando da una presenza storica e qualificata
di 12 asili, diffusi su tutto il territorio cittadino agli attuali 8 e che
adesso, si vogliono ancora ulteriormente ridurre a 6.
Questa
scelta, scellerata e costante, di riduzione del servizio, risulta a noi oggi
ancor più grave, in quanto avviene anche in contraddizione con l’aumentata
sensibilità al bisogno ed all'aumento di finanziamenti e provvedimenti in
merito sia Regionali che Nazionali con politiche, anche finanziarie, tese al
potenziamento di tali strutture di servizio.
Finanziamenti rivenienti dai Piani Sociali di Zona, legge regionale 19/2006, per sostenere la domanda di servizi qualificati, a cui si aggiunge anche l’ulteriore finalizzazione dei Fondi di Azione e Coesione, i cosiddetti Pac Infanzia che dovrebbero aver portato nella nostra città, più 1 milione di euro da investire, nel 2015, a cui si dovrebbero aggiungere circa ulteriori 2 milioni per il 2016 per il potenziamento delle strutture esistenti.
Finanziamenti rivenienti dai Piani Sociali di Zona, legge regionale 19/2006, per sostenere la domanda di servizi qualificati, a cui si aggiunge anche l’ulteriore finalizzazione dei Fondi di Azione e Coesione, i cosiddetti Pac Infanzia che dovrebbero aver portato nella nostra città, più 1 milione di euro da investire, nel 2015, a cui si dovrebbero aggiungere circa ulteriori 2 milioni per il 2016 per il potenziamento delle strutture esistenti.
Abbiamo accolto positivamente il potenziamento avvenuto
attraverso la riapertura della struttura comunale di via Cheradi, per 50
bambini, ma anche con il prolungamento dell’orario di apertura di altre 4
strutture, con apertura pomeridiana ed estiva a luglio, con conseguente aumento
non solo del servizio ma anche di assunzione di personale.
Allora
perché chiudere gli altri 2 annullando il beneficio? Mentre continuare ad
incrementare questi servizi indicherebbe realmente un cambio di passo verso le
politiche per la famiglia, per le donne, con servizi socio-educativi per
l’infanzia che promuovano e garantiscono il benessere e lo sviluppo dei
bambini, il sostegno al ruolo educativo dei genitori e la conciliazione dei
tempi di lavoro e cura.
Vogliamo rimarcare l’importanza, il valore e la qualità della
presenza del servizio pubblico perché è garantito della professionalità degli
operatori addetti e dalla serietà delle strutture controllate, che sono
fondamentali quando si parla di bambini così piccoli, una garanzia certa per i
genitori che sanno a chi li affidano.
Proprio per l’importanza e la delicatezza della questione – conclude il comunicato della CGIL,
in questo caso, ci appare vergognosa ed insensata la scarsa attenzione alla
problematica, questo comportamento dimostra insensibilità e pressappochismo
dell’amministrazione verso l’attivazione di un servizio che è anche un diritto.»
Potremmo
chiudere dicendo che cercheremo domani di essere in piazza con i genitori, che
questa amministrazione Stefàno passerà alla storia per aver chiuso i servizi
utili e aver creato piste ciclabili inutili che nessun ciclista utilizzerà se
non vuole rischiare la vita. Ma ne parleremo come delle rotatorie su doppia
corsia.

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