Carlo Forin. Il Pizzarotti burlato
La politica perdente[1]
sbatte in prima pagina M5S, resa dei conti, Pizzarotti sospeso mette tutto on
line[2].
Io ho una forte simpatia per Federico Pizzarotti per il
fatto che ha lasciato il posto sicuro fisso in banca per candidarsi a Sindaco
di Parma, quando il Comune pareva affogare nei debiti. Io, che ero impiegato
nel 1967-68 della Banca Antoniana di Padova e Trieste, sede di Trieste, conosco
la sicurezza economica del posto in banca (insieme col lavoro noioso a catena
di montaggio di carta), ed apprezzo chi l’ha abbandonato per dedicarsi alla
gestione dei beni di tutti.
Perciò, gli ho già inviato una e.mail per invitarlo a
cogliere l’occasione di fare un balzo ancora più grande per il bene dell’Italia
senza perdersi in bisticci.
Senza dialogo non c’è politica commenta Claudio Tito. C’è
il dialogo ed è rissoso e perdente. Parlo della politica che ha già toccato
altri sindaci, clamoroso quello di Quarto, Rosa Capuozzo, che informò la
dirigenza del M5S e venne espulsa tuttavia, quello di Livorno, quello di Lodi,
quello di Pomezia…tanti che Cacciari ha chiosato che solo un pazzo può oggi
correre ad essere eletto in una carica piena di insidie. C’è poi chi denuncia
–più indagati di noi, non facciano i puri- ed apre una bella lotta tra
fuori-legge.
Io propongo ossessivamente: non andiamo a votare il
cambio della Costituzione senza aver fatto la legge sui partiti chiesta dalla
Costituzione all’art. 49! Quando avremo questa legge i casi di corruzione
saranno una questione giudiziaria ed i casi politici resteranno confinati a
casi di buona o cattiva amministrazione. Non finirà la corruzione, ma
finalmente potremo discutere più serenamente di fatti e di persone senza il
sovraccarico di valori buoni o cattivi, che resteranno di competenza
giudiziaria. Io sono sicuro dell’onestà di Pizzarotti e della malafede degli
altri seguaci del comico prestato alla politica.
In ogni caso, sono sicuro che non abbiamo la legge sui
partiti, che, sola, può toglierci da questo oceano di chiacchiere senza
costrutto. Oltretutto, una legge sui partiti chiarirebbe il problema delle
preferenze di voto lasciato aperto dalla legge di riforma della Costituzione. I
partiti legali diventerebbero il luogo esclusivo dove si sceglie i candidabili,
cioè i candidi da colpe.

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